Charles Leclerc firma il miglior tempo nelle seconde prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti sul circuito di Austin, il Circuit of the Americas, tenendo la Ferrari in cima alla classifica anche nella sessione pomeridiana. Il monegasco ha chiuso con un giro in 1m35.291s sulle gomme soft durante la simulazione di qualifica, precedendo di meno di mezzo decimo Kimi Antonelli su Mercedes e di circa due decimi Max Verstappen su Red Bull. Tuttavia, le indicazioni sui long run raccontano una storia leggermente diversa, con Red Bull e Mercedes che hanno mostrato medie di passo gara superiori rispetto alla Ferrari.
Punti Chiave
- Charles Leclerc centra il miglior tempo in PL2 con 1m35.291s sulle gomme soft, replicando il primato già ottenuto in FP1.
- Kimi Antonelli (Mercedes) si ferma a meno di mezzo decimo da Leclerc, mentre Verstappen (Red Bull) accusa circa due decimi di ritardo.
- Lewis Hamilton è quarto con la seconda Ferrari, oltre sei decimi dalla vetta nella simulazione di qualifica.
- George Russell si rende protagonista di un grosso momento nel tratto delle Esse ed è costretto ad accontentarsi del quinto posto.
- Carlos Sainz fatica con la Cadillac e chiude 20° dichiarando: “la macchina in questo momento è un disastro”.
La sessione: dalle gomme dure alla simulazione di qualifica
La seconda sessione di prove libere ad Austin ha preso avvio sulla scia di una FP1 già ricca di spunti. In quel caso era stato Leclerc a guidare la classifica, anche se solo perché il giro più rapido di Verstappen era stato cancellato per track limits. Nelle PL2, l’olandese della Red Bull ha dettato il ritmo nelle prime fasi della sessione, riuscendo finalmente a girare in meno di 1m36s con le gomme medie di Pirelli senza incorrere in penalità per i limiti della pista.
George Russell ha firmato un tempo di 1m36.0s per Mercedes nella prima parte della sessione, mentre le due Ferrari e la McLaren di Lando Norris hanno scelto di montare le gomme dure. Antonelli, nel frattempo, ha trascorso tempo ai box per risolvere un problema al sedile: il pilota italiano lo ha descritto come “che si muoveva come un matto”, costringendo i meccanici a un intervento che ha ritardato il suo ingresso in pista. Quando il probabile futuro campione del mondo si è finalmente lanciato in un giro cronometrato, era fuori sequenza rispetto agli altri piloti e accusava due decimi di ritardo rispetto al compagno di squadra Russell.
Il traffico penalizza Leclerc, ma le soft lo rilanciano
Il programma di Leclerc sulle gomme dure è stato condizionato negativamente da due episodi distinti: il traffico nel velocissimo tratto delle Esse e un contatto di rotta con Russell, che lo ha costretto a uscire dalla traiettoria ideale. Quest’ultimo ha ricevuto una bandiera di avvertimento per l’episodio. Quando però il momento della simulazione di qualifica sulle gomme soft è arrivato, la Ferrari si è trasformata e Leclerc ha stampato un 1m35.291s che gli è valso la prima posizione assoluta.
Antonelli ha risposto con il miglior tempo tra le Mercedes, piazzandosi a meno di mezzo decimo. Verstappen, invece, si è fermato a quasi due decimi da Leclerc con la sua Red Bull. Un quadro di vertice che però non trova piena conferma nelle simulazioni di passo gara: i long run hanno mostrato che Red Bull e Mercedes tendono a esprimere medie di percorrenza superiori rispetto alla Ferrari, un elemento che potrebbe rivelarsi decisivo domenica.
Hamilton sesto e mezzo dalla vetta, Russell con un grosso momento
Lewis Hamilton ha chiuso in quarta posizione con la seconda Ferrari, ma il distacco dalla vetta durante la simulazione di qualifica è stato pesante. Il pilota britannico ha completato due giri volanti molto simili tra loro, entrambi oltre sei decimi più lenti del crono di Leclerc, un dato che solleva interrogativi sulla capacità di estrarre il massimo dalla monoposto del Cavallino. Russell, dal canto suo, ha vissuto un momento da brivido nelle Esse durante la sua simulazione di qualifica, finendo per chiudere solamente quinto.
Liam Lawson ha saputo approfittare delle difficoltà di entrambe le McLaren e della seconda Red Bull di Isack Hadjar per portare la Racing Bulls in sesta posizione, anche se il distacco dal terzo posto era comunque superiore al secondo. Hadjar si è detto molto insoddisfatto dell’equilibrio della sua vettura, mentre Oscar Piastri ha effettuato due tentativi di simulazione qualifica senza riuscire a migliorare il riferimento di Norris: alla fine il divario tra i due era di soli 0.014 secondi. Norris, a sua volta, era uscito di pista alla curva 15 dopo un massiccio bloccaggio dell’assale anteriore durante il suo giro di qualifica, non riuscendo a migliorare il tempo fatto segnare in precedenza sulle gomme dure.
Bearman nella top 10, Audi sorprende sul duro, Sainz deluso con la Cadillac
Ollie Bearman ha completato la top 10 per Haas, fermandosi a poco più di un decimo da Hadjar e con tre decimi di vantaggio su Gabriel Bortoleto con l’Audi. La vettura tedesca aveva fatto registrare tempi da top 6 nelle fasi iniziali di PL2, quando le mescole erano le più dure, ma ha perso terreno relativo rispetto alle avversarie una volta montate le gomme soft.
L’Aston Martin appare al momento come una vettura al limite della qualificazione per la Q2: Fernando Alonso e Lance Stroll si sono trovati separati da meno di mezzo decimo, segno di una vettura che non offre un margine di performance sufficiente a sentirsi sicuri del passaggio del taglio. La Williams, invece, sembra la macchina più difficile da guidare dell’intero gruppo: secondo le indicazioni emerse dalla sessione, la monoposto priva i suoi piloti di fiducia a causa del comportamento imprevedibile e della mancanza di grip.
Alex Albon ha vissuto un grosso momento nelle Esse e non è riuscito a stabilire un tempo rappresentativo, chiudendo all’ultimo posto proprio come era accaduto in FP1. Carlos Sainz ha terminato la sessione in 20ª posizione, incastrato tra le due Cadillac sulla griglia dei tempi, e ha sintetizzato la sua giornata con parole nette: “la macchina in questo momento è un disastro”.
Con le due sessioni di prove libere alle spalle, il quadro che emerge in vista delle qualifiche favorisce Ferrari sul giro singolo, ma il ritmo gara di Red Bull e Mercedes potrebbe cambiare le gerarchie. Le qualifiche e poi la gara di domenica sul Circuit of the Americas daranno risposte più definitive sul reale equilibrio di forze tra i protagonisti del campionato.
Domande frequenti
Chi ha fatto il miglior tempo nelle PL2 del GP USA 2026 ad Austin?
Charles Leclerc ha dominato le seconde prove libere ad Austin con un giro in 1m35.291s sulle gomme soft. Kimi Antonelli (Mercedes) si è piazzato a meno di mezzo decimo, mentre Max Verstappen (Red Bull) ha chiuso terzo a circa due decimi.
Come si sono comportate le Ferrari nelle prove libere 2 del GP degli Stati Uniti?
Leclerc ha brillato nelle simulazioni di qualifica sulle soft, chiudendo al primo posto, mentre Lewis Hamilton nell’altra Ferrari ha accusato oltre sei decimi di ritardo dal compagno di squadra. Sul passo gara, tuttavia, Red Bull e Mercedes hanno mostrato medie migliori rispetto alla Rossa.
Cosa è successo a Verstappen nelle prove libere ad Austin?
Nelle PL1 Verstappen aveva segnato il giro più veloce, ma gli era stato cancellato per track limits. In FP2 ha trovato il ritmo sulle medie prima degli altri, chiudendo poi terzo nella simulazione qualifica, con le long run che hanno mostrato un buon passo per la Red Bull.
Come si sono comportate McLaren e Racing Bulls nelle PL2 di Austin?
Entrambe le McLaren hanno vissuto una sessione complicata: Norris è andato largo alla curva 15 nella simulazione qualifica e non ha migliorato il suo tempo, mentre Piastri ha chiuso a soli 0.014s dal compagno. Liam Lawson ha approfittato delle difficoltà altrui portando la Racing Bulls in sesta posizione.
Quali squadre sono in difficoltà dopo le prove libere del GP USA?
Williams appare come la vettura più difficile da guidare, con comportamento imprevedibile e scarsa aderenza: Alex Albon è risultato il più lento senza aver completato un giro rappresentativo. Anche Carlos Sainz con la Cadillac ha dichiarato ‘the car is a mess right now’, chiudendo 20°, mentre l’Aston Martin sembra al limite per l’accesso al Q2.





