Centoventi anni dopo la prima edizione voluta da Vincenzo Florio, la leggenda della Targa Florio torna a vivere sulle strade della Sicilia. In occasione della Targa Florio Classica 2026, oltre 70 Ferrari hanno preso parte al Ferrari Tribute to Targa Florio, un raduno straordinario che ha riunito vetture prodotte dal 2001 in poi, dalla 360 Challenge Stradale fino alla F80, passando per la 12Cilindri, la SF90 XX e LaFerrari, per un totale di 200 equipaggi provenienti da ogni parte del mondo. Tre giorni di emozioni, storia e paesaggi mozzafiato lungo circa 600 chilometri di strade siciliane indimenticabili.
Punti Chiave
- Oltre 70 Ferrari hanno partecipato al Ferrari Tribute to Targa Florio nell’ambito della Targa Florio Classica 2026, con 200 equipaggi totali al via.
- Il percorso di circa 600 chilometri ha attraversato le strade costiere, le Madonie e i siti storici della Sicilia, ripercorrendo il tracciato del leggendario Grande Circuito delle Madonie.
- La vittoria del Ferrari Tribute è andata ai fratelli Celestino e Oreste Sangiovanni su Ferrari 12Cilindri Spider, davanti a Gianantonio e Marco Gasparini (296 GTS) e a Fabio Vergamini con Maurizia Bertolucci (SF90 Spider).
- La Targa Florio nacque nel 1906 per volontà di Vincenzo Florio; Ferrari vi ha conquistato sette vittorie assolute prima che la competizione originale si chiudesse nel 1977.
- L’evento si svolge oggi nella formula del rally di regolarità, con controlli orari e passaggi cronometrati che mettono alla prova la precisione degli equipaggi.
120 anni di storia: da Vincenzo Florio alle Ferrari moderne
“Continuate la mia opera, perché l’ho creata per sfidare il tempo”: con queste parole Vincenzo Florio si congedò dai posteri nel 1906, lasciando in eredità una delle competizioni automobilistiche più affascinanti e pericolose mai concepite. L’imprenditore palermitano aveva capito che le strade tortuose e impervie delle Madonie potevano diventare il teatro perfetto per esaltare il coraggio dei piloti e le prestazioni delle vetture dell’epoca. Fin dalla prima edizione, la Targa Florio si impose come una prova estrema, capace di attrarre i migliori piloti del mondo e di entrare nell’immaginario collettivo dell’automobilismo.
Su quelle stesse strade, Ferrari scrisse pagine indelebili: sette vittorie assolute in gara, con leggende come Nino Vaccarella e Arturo Merzario che divennero simboli viventi della Targa Florio e della cultura automobilistica siciliana. La competizione originale si chiuse nel 1977, quando le crescenti preoccupazioni per la sicurezza resero impossibile continuare a disputare gare ad altissima velocità sulle strade pubbliche delle Madonie. Quella storia, però, non è andata perduta: è sopravvissuta nella memoria collettiva, nei filmati d’epoca, nelle tribune di Floriopoli e, oggi, nell’entusiasmo degli oltre 200 equipaggi che hanno raccolto il testimone lasciato da Vincenzo Florio.
Il percorso: 600 km tra coste, templi greci e passi di montagna
La cerimonia di apertura si è tenuta giovedì sera in Piazza Verdi, a Palermo, dando il via ufficiale a tre giorni di avventura. Il venerdì mattina gli equipaggi sono partiti dal Palermo Yachting Marina alle 8:00, imboccando subito un percorso ad anello che li ha portati nell’entroterra, verso Alcamo e attraverso la provincia di Trapani, per poi abbracciare il litorale nord-occidentale della Sicilia.
Le pittoresche città di Erice e Trapani hanno offerto scorci di rara bellezza, ma è stato il paesaggio delle saline di Nubia a regalare uno degli spettacoli più evocativi del viaggio: le vasche geometriche che si estendono fino al mare, disegnando un mosaico di bianco, rosa e terracotta a contrasto con il blu intenso del Mediterraneo. Proseguendo lungo la costa meridionale, i partecipanti hanno raggiunto gli antichi templi greci di Selinunte, altra tappa memorabile di una giornata dedicata al patrimonio culturale e naturale della Sicilia, prima di risalire verso nord in direzione di Palermo.
Il sabato è stato il giorno delle Madonie, il cuore pulsante della leggenda. Le Ferrari si sono inerpicate lungo alcuni tratti del celebre Grande Circuito delle Madonie, affrontando curve tortuose e ripide salite fino a Geraci Siculo, posto a oltre 1.000 metri sul livello del mare, per poi scendere nuovamente verso il Tirreno. Le comunità locali hanno accolto i partecipanti con calore e generosità, offrendo i sapori più autentici del territorio: dai cannoli tradizionali di Castellana Sicula alla manna di Pollina. Il percorso ha incluso anche una sosta alle storiche tribune di Floriopoli, testimonianza silenziosa ma eloquente di un passato glorioso.
La domenica ha proposto una sfida più breve ma ugualmente suggestiva, il Trofeo Monreale, con destinazione la magnifica cattedrale arabo-normanna di Monreale, sulle colline a sud-ovest di Palermo. Al rientro al porto, pranzo e cerimonia di premiazione hanno chiuso ufficialmente l’edizione 2026.
Dalla 360 Challenge Stradale alla F80: il parco Ferrari in gara
Uno degli aspetti più spettacolari del Ferrari Tribute to Targa Florio è stata la straordinaria varietà delle vetture schierate. Il regolamento prevedeva la partecipazione di Ferrari prodotte dal 2001 in poi, aprendo le porte a una sfilata che ha attraversato oltre due decenni di evoluzione tecnica ed estetica del Cavallino Rampante. La 360 Challenge Stradale, con il suo motore aspirato e il carattere sportivo puro, ha condiviso le strade siciliane con la ibrida LaFerrari, con la tecnologica SF90 XX e con il concentrato di tecnologia da competizione che è la F80. In mezzo, la 12Cilindri ha rappresentato la tradizione del dodici cilindri Ferrari, un filo rosso che collega l’identità del brand alle sue origini più profonde.
La formula del rally di regolarità, adottata nella versione attuale dell’evento, impone agli equipaggi non solo di guidare forte ma di farlo con precisione millimetrica: i controlli orari e i passaggi cronometrati distribuiti lungo il percorso premiano la costanza e la capacità di leggere il ritmo della corsa, riportando in auge una disciplina che richiedeva doti non dissimili da quelle dei piloti della Targa Florio originale.
I fratelli Sangiovanni vincono su 12Cilindri Spider
Al termine dei tre giorni di gara, la vittoria del Ferrari Tribute è andata ai fratelli Celestino e Oreste Sangiovanni, che hanno dominato la classifica a bordo della loro Ferrari 12Cilindri Spider. Un risultato che porta il nome della vettura più recente e più potente della famiglia a dodici cilindri del Cavallino Rampante sul gradino più alto del podio di un evento dalla valenza storica eccezionale.
Al secondo posto si sono classificati Gianantonio e Marco Gasparini, al volante di una 296 GTS, mentre il terzo gradino del podio è andato a Fabio Vergamini e Maurizia Bertolucci con la loro SF90 Spider. Un podio che ha riunito tre generazioni di Ferrari ibride e turbo, a dimostrazione della profondità tecnica della gamma attuale del marchio di Maranello.
Per la stragrande maggioranza dei partecipanti, tuttavia, il risultato sportivo ha rappresentato solo una parte dell’esperienza. Raccogliere il testimone lasciato da Vincenzo Florio 120 anni fa, percorrere le strade dove si è scritta la storia del motorsport e contribuire a tramandare una tradizione unica al mondo: questo è il valore più autentico del Ferrari Tribute to Targa Florio, un evento che, come volle il suo fondatore, continua a sfidare il tempo.





