Una Ferrari 355 Spider acquistata a metà degli anni ’90 fu il detonatore. Da quel momento, Alfred Chuang, pioniere del software e imprenditore della Silicon Valley, ha costruito una delle collezioni Ferrari più straordinarie al mondo: centinaia di modellini da tutto il globo, serie speciali iconiche, cimeli firmati da Michael Schumacher e un’officina con meccanici a tempo pieno. Un universo in miniatura e a grandezza naturale che pochi appassionati possono anche solo immaginare.
Punti Chiave
- Alfred Chuang ha iniziato la sua ossessione per Ferrari a metà degli anni ’90, passando da una vecchia auto con l’aria condizionata rotta a una nuova 355 Spider.
- La collezione comprende auto iconiche come la Enzo, la LaFerrari, la 550 Barchetta, la Monza SP1 e una Daytona SP3 in esclusivo Candy Apple Red verniciato a mano a Maranello.
- Chuang possiede centinaia di modellini Ferrari realizzati da artigiani di tutto il mondo, inclusi diorami in scala 1:18 di una precisione straordinaria.
- Tra i cimeli più preziosi figurano sei volanti di F1 usati da Schumacher e una tuta da pilota consegnatagli personalmente dal campione tedesco.
- Una Ferrari Mondial T coupé dei primi anni ’90 con appena 300 miglia al tachimetro rappresenta uno dei pezzi più sorprendenti della raccolta.
“Sembrava avere un’anima”: da una 355 Spider all’ossessione di una vita
Quando Alfred Chuang acquistò la sua prima Ferrari, a metà degli anni ’90, la sua azienda tecnologica stava vivendo un momento di forte espansione. Quella società forniva infrastrutture digitali alle nascenti piattaforme di e-commerce come Amazon e Netflix, e la quotazione in borsa aveva trasformato la sua fortuna in modo radicale. Il salto fu immediato e plastico: da un’auto con il climatizzatore rotto a una Ferrari 355 Spider nuova di zecca.
“Sono passato da una vecchia auto con il climatizzatore rotto ad una nuova Ferrari 355 Spider”, racconta Chuang. “Non sapevo che una vettura potesse essere così straordinaria. Sembrava avere un’anima”. Quella Spider segnò l’inizio di qualcosa che nel giro di tre decenni sarebbe diventato un universo a sé. Chuang, nato a Hong Kong, cresciuto tra Canada e Stati Uniti e affermatosi professionalmente in California, portava con sé fin dall’infanzia una propensione quasi maniacale per la conservazione e la perfezione: da bambino, i modellini giocattolo che i genitori gli regalavano restava intatti nelle loro confezioni. “I miei genitori mi chiedevano ‘Perché non ci giochi?’ E io rispondevo ‘Perché se apro la confezione non saranno più perfetti’. Quindi credo di essere sempre stato così”.
Auto da sogno in serie speciale: dalla Enzo alla Daytona SP3 Candy Apple Red
La collezione di auto a grandezza naturale di Chuang è di per sé un museo: Monza SP1, Enzo, 599 GTO, 550 Barchetta e LaFerrari convivono sotto lo stesso tetto, ognuna curata da un team di meccanici a tempo pieno che opera in un’officina immacolata. Tutti gli attrezzi sembrano nuovi di zecca. Tutte le vetture vengono spinte a mano quando devono essere portate in officina, sottoposte a revisione annuale dei fluidi e della cinghia. Una parete intera è dedicata a cerchi e pneumatici originali, pronti per ogni evenienza.
Il pezzo più esclusivo della raccolta è una Daytona SP3 in un colore che non esiste in nessun catalogo standard: Candy Apple Red, realizzato a mano in Fabbrica, su richiesta diretta di Chuang. Un lavoro artigianale che Maranello ha eseguito appositamente per lui, a conferma del rapporto privilegiato che il collezionista ha costruito nel tempo con il marchio del Cavallino. Ma non mancano le sorprese meno ovvie: una Ferrari Mondial T coupé dei primi anni ’90, rarissima in questa variante carrozzeria, sfoggia un perfetto Rosso Corsa abbinato a interni in pelle Connolly color cuoio. Il tachimetro segna appena 300 miglia. La pelle odora ancora di nuovo. “Penso davvero che sia molto sottovalutata e la ritengo una delle Ferrari più belle di quell’epoca”, afferma Chuang.
Centinaia di modellini: artigiani da tutto il mondo e diorami sospesi nel tempo
Se le auto vere rappresentano il cuore pulsante della collezione, sono le centinaia di modellini a essere, per stessa ammissione di Chuang, il suo più grande motivo di orgoglio. Ci vorrebbero giorni interi per osservarli tutti: sono esposti in teche di vetro posizionate sotto dozzine di biciclette Ferrari-Colnago, altra passione dichiarata del collezionista. La scala varia dal minuscolo al monumentale: i cavi delle candele sottili come un capello di una 250 Testa Rossa del 1957 (che Chuang definisce “la Ferrari più bella mai costruita”) convivono con una Ferrari 365 GTS4, la cosiddetta Daytona Spider gialla in scala 1:8, di una perfezione sbalorditiva, esposta accanto a un’automobilina per bambini dello stesso modello e a una vera Daytona pluripremiata.
Alcuni modellini provengono da produttori rinomati come il britannico Amalgam. Ma molti altri sono il frutto del lavoro di artigiani solitari, rintracciati da Chuang e dai suoi talent scout in ogni angolo del mondo. Il risultato più impressionante è un diorama in scala 1:18 che raffigura una Ferrari di Formula 1 degli anni ’70 mentre entra in un box affollato: la scena appare sospesa nel tempo, più un frammento di storia che un modello in plastica verniciata.
“Alfred, davvero vuoi questo coso sudato?”: i cimeli di Schumacher
Tra i pezzi più preziosi dell’intera raccolta figurano sei volanti di Formula 1, ognuno dei quali è stato usato in gara da Michael Schumacher. La sequenza racconta trent’anni di evoluzione tecnologica: si parte da un Momo del 1996, quasi privo di pulsanti, per arrivare ai volanti moderni, ricchi di manopole e interruttori. “Contemplare il viaggio compiuto dai piloti ammirando questi volanti è incredibile, per me”, dichiara Chuang.
Molti di questi oggetti sono stati ottenuti assistendo di persona a gare di Formula 1 o a sessioni di prove sul circuito di Fiorano. Fra tutti spicca una tuta da pilota usata, consegnata direttamente da Schumacher. Il dialogo che ne seguì è rimasto nella memoria di Chuang: “Mi disse ‘Alfred, davvero vuoi questo coso sudato?’ E io risposi ‘Fidati, lo voglio davvero'”. Non mancano altri oggetti sorprendenti, tra cui motori F40 e F50 smontati, conservati come riferimento per la manutenzione interna delle vetture corrispondenti.
L’opera d’arte da 1.800 kg: un “albero” di Ferrari GTO a grandezza naturale
Forse il pezzo più bizzarro e spettacolare dell’intera collezione è un’opera realizzata su commissione da Ant Anstead, l’ex meccanico noto per il programma televisivo “Wheeler Dealers”. Ispirandosi ai tradizionali modellini in plastica i cui componenti vengono staccati uno a uno da un alberello prima del montaggio, Chuang aveva chiesto ad Anstead di realizzare la stessa cosa in scala reale. Il risultato è un “albero” del peso di poco più di 1.800 kg, formato da parti autentiche di una Ferrari GTO: due fiancate, cofano, bagagliaio e pneumatici in gomma vera. “Mi era sembrata un’idea divertente”, afferma Chuang, con la tipica understatement di chi è abituato a pensare fuori dagli schemi.
Alla domanda su quale sia il suo modello preferito tra tutti quelli della collezione, Chuang si limita a ridere, poi scuote la testa. “Non ho un modello preferito”, afferma. “Sono tutti miei figli”. Una risposta che, in fondo, dice tutto sul rapporto che questo imprenditore ha costruito nel corso di trent’anni con il marchio di Maranello: non una semplice raccolta, ma un legame personale, affettivo, quasi familiare con ogni singolo oggetto. Grande o piccolo che sia.





