Ferrari a Monza nell’endurance: dalla 275 P2 alla 499P

Il FIA WEC torna a Monza e Ferrari si presenta con la 499P su un circuito dove il Cavallino ha vinto cinque volte nelle gare endurance, dalla 275 P2 del 1965 alla 312 PB del 1973.

L’Autodromo Nazionale di Monza torna nel calendario del FIA World Endurance Championship e lo fa con tutto il peso di una storia che si intreccia profondamente con il Cavallino Rampante. Inaugurato nel 1922, il circuito più antico d’Italia tra quelli ancora in attività è stato teatro di imprese leggendarie per Ferrari nelle competizioni endurance, dalle 1000 Chilometri degli anni Sessanta e Settanta fino alle moderne sfide con la Ferrari 499P.

Punti Chiave

  • L’Autodromo Nazionale di Monza, inaugurato nel 1922, è il circuito più antico d’Italia in attività e ospita nuovamente il FIA WEC nel 2026, sostituendo la tappa originariamente prevista in Bahrain.
  • Ferrari ha vinto la 1000 Chilometri di Monza in cinque occasioni negli anni Sessanta e Settanta: 1965, 1966, 1967, 1972 e 1973.
  • Il primo successo risale al 1965 con la 275 P2 guidata da Mike Parkes e Jean Guichet; gli ultimi due portano la firma della 312 PB con Jacky Ickx protagonista in entrambe le edizioni.
  • L’ultima apparizione del WEC a Monza prima di quest’anno risale al luglio 2023: nella gara valida come quinto atto stagionale, il miglior risultato Ferrari fu il secondo posto dell’equipaggio numero 50 (Fuoco-Molina-Nielsen).
  • Il tracciato brianzolo misura 5,793 km e comprende 11 curve, con punti iconici come la Prima Variante, la Variante Ascari e la Parabolica.

Il Tempio della velocità: 5,793 km di storia

Lungo 5,793 chilometri, il tracciato di Monza include 11 curve, quattro a sinistra e sette a destra, ognuna con una personalità tecnica precisa. La Prima Variante impone ai piloti una frenata potente e calibrata dopo il lungo rettilineo principale: sbagliare l’inserimento significa perdere decimi preziosi e compromettere il ritmo gara. La Variante Ascari, nel cuore del circuito, richiede una gestione attenta non solo della velocità in ingresso ma anche di quella in percorrenza, due parametri che possono fare la differenza nella ricerca del giro ideale. Poi c’è la Parabolica, l’ultima curva prima del traguardo: una piega che scaraventa le vetture sul rettilineo di partenza e che, specialmente nelle gare di durata, mette a dura prova pneumatici e set-up.

Oltre al suo ruolo di sede storica del Gran Premio d’Italia di Formula 1 (77 edizioni all’attivo), Monza ha costruito nel tempo una reputazione altrettanto solida nelle competizioni endurance. La pista brianzola ha ospitato prototipi e GT nell’ambito del FIA WEC nel 2021, 2022 e 2023, prima di scomparire dal calendario per una stagione. Il ritorno nel 2026 avviene in sostituzione della tappa che era originariamente prevista in Bahrain.

Le cinque vittorie Ferrari alla 1000 Chilometri di Monza

La corsa endurance più famosa nella storia del tracciato lombardo è senza dubbio la 1000 Chilometri di Monza, e il nome di Ferrari è intrecciato con questa gara in modo indissolubile. Negli anni Sessanta e Settanta il Cavallino salì sul gradino più alto del podio in cinque occasioni: 1965, 1966, 1967, 1972 e 1973. Un dominio che racconta l’epoca d’oro delle competizioni endurance Ferrari, quando le vetture di Maranello erano protagoniste assolute sui circuiti di tutto il mondo.

Il primo successo porta la data del 1965 e le firme di Mike Parkes e Jean Guichet a bordo della Ferrari 275 P2. Parkes, pilota-collaudatore e uomo di fiducia della casa, e il francese Guichet composero un binomio affiatato capace di portare la rossa al trionfo sul tracciato di casa. I due successi del 1966 e 1967 completarono il tris consecutivo, un filotto che rimase nella memoria di tutti gli appassionati dell’epoca.

Dopo una pausa, Ferrari tornò a vincere a Monza nei primi anni Settanta con la Ferrari 312 PB, vettura progettata per le corse endurance e armata di un motore 12 cilindri boxer derivato dalla Formula 1. Nel 1972 toccò a Jacky Ickx e Clay Regazzoni salire sul podio più alto: una coppia di campioni che univa l’esperienza del belga alla brillantezza del ticinese. L’anno successivo, nel 1973, Ickx si ripeté in coppia con Brian Redman, confermando la supremazia della 312 PB sulla concorrenza e il proprio status di pilota di riferimento per le lunghe distanze.

Il WEC 2023 a Monza: la 499P debutta sul podio brianzolo

L’ultima volta che il FIA WEC aveva fatto tappa a Monza era il luglio 2023, con la gara che valeva come quinto appuntamento stagionale, pochi mesi dopo la memorabile 24 Ore di Le Mans del Centenario vinta da Pier Guidi, Calado e Giovinazzi. Con quella vittoria alla Sarthe, Ferrari aveva scritto una delle pagine più emozionanti della sua storia recente nelle competizioni endurance.

Sul tracciato brianzolo, la squadra ufficiale Ferrari, AF Corse, schierò due esemplari della Ferrari 499P. Il miglior risultato arrivò dall’equipaggio numero 50, composto da Fuoco, Molina e Nielsen, che conquistò il secondo posto. I compagni di box dell’auto numero 51 chiusero invece al quinto posto. Un bilancio complessivamente positivo per la stagione della rossa, anche se il gradino più alto sfuggì a Monza.

Un circuito che non smette di emozionare

Il ritorno del WEC a Monza nel 2026 rappresenta un’occasione speciale per tutti gli appassionati di corse endurance italiani: raramente l’opportunità di vedere i prototipi di vertice della categoria così vicino a casa si presenta con la stessa intensità. Per Ferrari, scendere in pista sul circuito dove la 275 P2 scrisse la storia oltre sessant’anni fa significa competere su un terreno carico di simbolismo e memoria sportiva. La 499P porta sulle spalle un peso importante, ma anche la consapevolezza di far parte di una tradizione vincente che ha attraversato decenni di competizioni endurance a Monza.