A due Gran Premi dall’inizio della pausa estiva, il futuro di Oscar Piastri si trasforma nel tema più caldo del paddock di Formula 1. Il titolo mondiale sfumato nella stagione precedente e le difficoltà che caratterizzano il 2026 hanno aperto la porta a uno scenario affascinante quanto dirompente: l’australiano potrebbe lasciare McLaren per accasarsi in Red Bull, rilevando il sedile di Max Verstappen. Un’ipotesi alimentata da indiscrezioni crescenti ma attualmente priva di conferme ufficiali, che vedrebbe come possibile orchestratore l’ex pilota di Milton Keynes Mark Webber, oggi manager del giovane australiano.
Punti Chiave
- Piastri sarebbe intenzionato a lasciare McLaren grazie a una clausola contrattuale legata ai risultati, nonostante un accordo pluriennale con il team di Woking.
- L’ipotesi principale prevede un trasferimento in Red Bull al posto di Verstappen, con un possibile scambio inverso dell’olandese verso McLaren.
- Mark Webber, manager di Piastri ed ex pilota Red Bull, ha definito “nonsense” le voci di un addio a McLaren in una recente intervista a RACER.
- Esiste anche uno scenario alternativo che vedrebbe Piastri trasferirsi in Audi, al posto di Nico Hülkenberg, affiancando Gabriel Bortoleto.
- Gianpiero Lambiase, ingegnere di pista di Verstappen, approderà a McLaren come Chief Racing Officer a partire dal 2028.

Dal Gran Premio d’Italia alla crisi: la parabola di Piastri in McLaren
Per comprendere le ragioni di una possibile separazione tra Piastri e McLaren, occorre tornare indietro di circa dieci mesi, al Gran Premio d’Italia. Fu in quell’occasione che la scuderia di Woking impose un controverso ordine di scuderia a sfavore dell’australiano, a beneficio del compagno di box Lando Norris. Un episodio destinato a fare rumore, tanto più che in quel momento Piastri era il leader del campionato mondiale, stava impressionando per solidità e costanza di rendimento, e si stava dimostrando nettamente più controllato rispetto a un Norris pur veloce ma più incline all’errore.
Da Baku in poi, il rendimento di Piastri ha subito un vero e proprio crollo verticale: risultati non all’altezza del potenziale della monoposto, una rimonta clamorosa da parte di Verstappen e un Norris finalmente preciso e concentrato hanno cambiato i rapporti di forza all’interno del team. La perdita del titolo all’ultima gara ha implicitamente contribuito a disegnare una gerarchia interna, sebbene McLaren abbia sempre dichiarato — anche attraverso le discusse Papaya Rules — di non riconoscere alcun pilota numero uno nella propria lineup.
La MCL40 e il feeling ai minimi: il 2026 peggiora la situazione
L’avvio del campionato 2026 ha ulteriormente complicato la situazione di Piastri. La MCL40 si è rivelata una monoposto dalla natura fragile — emblematico in tal senso il doppio ritiro prima ancora della partenza del Gran Premio di Cina — in ritardo sugli aggiornamenti rispetto alla concorrenza e capace di lottare per le posizioni di vertice solo a sprazzi. Il rendimento dell’australiano è parso meno brillante rispetto a quello del compagno di box, e il feeling con la vettura ha raggiunto i minimi storici.
Si tratta di un capovolgimento di fronte piuttosto sensibile: solo un anno fa era Norris a lamentare difficoltà di adattamento al comportamento della MCL39, mentre Piastri sembrava trovarsi perfettamente a proprio agio. Il quadro attuale descrive un pilota frustrato, lontano dalla vettura e da un ambiente che, secondo le indiscrezioni lanciate dalla testata brasiliana Grande Prêmio, non lo farebbe sentire particolarmente valorizzato — nonostante la fiducia pubblica espressa sia da Zak Brown che da Andrea Stella, e nonostante le dichiarazioni dello stesso Piastri, che continua ad affermare di essere felice della propria situazione.
L’operazione Red Bull: clausola, Webber e lo scambio con Verstappen
È sullo sfondo di questo malcontento che, nelle ultime settimane, ha preso forma con crescente insistenza lo scenario che vedrebbe Piastri in Red Bull a partire dalla prossima stagione. Il passaggio sarebbe reso possibile da una clausola contrattuale legata ai risultati, un meccanismo non troppo dissimile da quello che riguarderebbe la posizione di Verstappen stesso. Le carriere dei due piloti, in questo momento, sono intrecciate a doppio filo.
L’olandese, dal canto suo, è sempre più insofferente nei confronti della RB22: una monoposto accreditata del miglior comparto endotermico della griglia, ma afflitta da guasti meccanici sempre più frequenti. L’episodio più recente è avvenuto al Gran Premio di Gran Bretagna, dove un problema all’ala posteriore ha costretto il numero 3 al ritiro in ghiaia. Se Piastri dovesse effettivamente approdare in Red Bull, Verstappen potrebbe a sua volta fare il percorso inverso, trasferendosi a McLaren — dove, però, dovrebbe attendere fino al 2028 per ritrovare il suo ingegnere di pista di fiducia, Gianpiero Lambiase, che da quella stagione approderà a Woking con il ruolo di Chief Racing Officer.
Il catalizzatore dell’intera operazione sarebbe proprio Mark Webber, manager di Piastri e leggenda della Red Bull Racing. Webber conosce perfettamente l’ambiente di Milton Keynes, avendoci corso per anni, e potrebbe rappresentare il ponte ideale tra il suo assistito e il team austriaco. Tuttavia, lo stesso Webber ha scelto di smentire pubblicamente in modo netto: in una recente intervista concessa alla testata statunitense RACER, ha definito «nonsense» le voci che vorrebbero Piastri lontano da McLaren.
La suggestione Audi: Bortoleto, Hülkenberg e le ambizioni future
Accanto allo scenario Red Bull, esiste un’alternativa altrettanto discussa che porterebbe Piastri non a Milton Keynes, bensì in casa Audi. Stando alle indiscrezioni circolanti, l’australiano potrebbe subentrare al posto di Nico Hülkenberg, affiancando il giovane brasiliano Gabriel Bortoleto. L’operazione avrebbe una logica precisa: la casa dei quattro anelli confiderebbe nella coppia come nucleo giovane e talentuoso su cui costruire il futuro del progetto.
Sul piano delle aspettative a lungo termine, l’opzione Audi possiede una sua attrattiva, legata alla promettente curva di apprendimento del team di Ingolstadt. Sul versante delle prestazioni attuali, tuttavia, il confronto con Red Bull è impietoso: Audi si trova attualmente a lottare a centro gruppo, alle prese con un fattore affidabilità decisamente impattante. Un contesto ben lontano dall’ambiente — pur non idilliaco — di Red Bull, dove quantomeno esistono ambizioni concrete di vittoria e la struttura per perseguirle.
La prossima pausa estiva potrebbe rivelarsi decisiva per chiarire il futuro di Piastri. Con i mercato piloti in fermento, le prossime settimane di trattative — ufficiali o sotterranee — diranno se lo scenario di un addio a McLaren si concretizzerà davvero, o se le smentite di Webber e le dichiarazioni di fiducia del team di Woking rappresentino la fotografia autentica di una situazione più stabile di quanto le indiscrezioni lascino intendere.





