Ferrari Luce, quattro volte i brevetti della Purosangue: l’open innovation

La Ferrari Luce ha generato un numero di brevetti pari al quadruplo di quelli della Purosangue, grazie a un approccio open innovation che coinvolge SK On per le batterie, Samsung per gli OLED e LoveFrom per design e abitacolo.

La Ferrari Luce non è soltanto la prima vettura completamente elettrica di Maranello, la prima a cinque posti e la più potente della gamma con i suoi 1.050 CV generati da quattro motori elettrici. È anche la vettura stradale più innovativa nella storia della Casa del Cavallino Rampante, con un numero di brevetti depositati pari al quadruplo di quelli registrati per la Purosangue. Un risultato che nasce da un cambio di paradigma profondo, riassumibile in due parole: open innovation.

Punti Chiave

  • La Ferrari Luce ha generato il quadruplo dei brevetti rispetto alla Purosangue, già considerata una vettura rivoluzionaria sotto il profilo tecnico.
  • Il nuovo approccio “open innovation” voluto dal CEO Benedetto Vigna coinvolge partner esterni come SK On, Samsung, LoveFrom, Saint-Gobain, Corning e Powersoft.
  • La batteria con celle pouch sviluppate insieme a SK On ha un’energia specifica di 305 Wh/kg ed è progettata e prodotta interamente in-house da Ferrari.
  • I display OLED di Samsung con doppio pannello sovrapposto creano un effetto tridimensionale definito una prima assoluta mondiale.
  • L’amplificatore audio sviluppato con Powersoft pesa soli 1,25 kg erogando 2.880 W, e ogni esemplare di Luce viene calibrato singolarmente con un processo brevettato.

“Le idee più semplici sono le più interessanti”

A spiegare la filosofia che ha guidato lo sviluppo della Luce è Lidia Baccarini, Head of Patents di Ferrari: “Con il passaggio all’elettrificazione, per noi è fondamentale creare un portfolio di brevetti ampio e inattaccabile.” La manager sottolinea come le idee vengano incoraggiate indipendentemente dall’area aziendale da cui provengono, e che “le idee più semplici sono le più interessanti”. A supportare questo processo c’è un’infrastruttura completamente digitale che ottimizza il flusso interno, affiancata da una collaborazione strutturata con partner esterni di eccellenza.

Il CEO Benedetto Vigna guida in prima persona questo cambiamento culturale. L’approccio non si limita a coinvolgere fornitori tecnologici, ma punta a costruire vere e proprie partnership in cui le competenze di Maranello si fondono con quelle di aziende specializzate, spesso provenienti da settori lontani dal mondo automotive. Il risultato è un ecosistema di innovazione che ha permesso di affrontare la transizione all’elettrico senza rinunciare all’identità Ferrari.

SK On e la batteria con celle pouch da 305 Wh/kg

Il cuore tecnologico della Luce è la batteria, sviluppata in stretta collaborazione con l’azienda coreana SK On. Le celle di tipo pouch, integrate nel pianale della vettura, raggiungono un’energia specifica di 305 Wh/kg. Ma la vera innovazione riguarda le linguette delle celle, progettate da SK On specificamente per la Luce. Come spiega Andrea Binotti, Luce Project Leader: “SK On ha progettato le linguette delle celle specificamente per consentire un’erogazione di corrente superiore alla potenza nominale, aumentando di conseguenza la densità di potenza.”

La partnership con SK On si estende anche al raffreddamento e alla durata delle celle. Questo accordo ha consentito a Ferrari di progettare e produrre l’intera batteria in-house, assicurandosi la flessibilità necessaria per integrare i futuri avanzamenti nel campo delle tecnologie per le celle. Un approccio che preserva la sovranità tecnologica del Cavallino anche nell’era elettrica.

LoveFrom, Samsung e i display OLED con effetto 3D

L’abitacolo della Luce è un laboratorio di innovazione a sé stante. Il team di progetto ha lavorato a stretto contatto con LoveFrom e Samsung sui display della vettura, sfruttando la tecnologia OLED di Samsung per ottenere uno spessore eccezionalmente ridotto, consumi contenuti, riflesso minimo e grafica nitida. Ma la soluzione più spettacolare è quella dei due pannelli OLED sovrapposti, che creano un effetto tridimensionale: si tratta di una prima assoluta a livello mondiale.

Il multigraph è dotato di tre lancette, ciascuna con una propria motorizzazione indipendente, che si muovono nelle varie modalità di visualizzazione: orologio, cronografo, bussola e launch control. Il contributo di LoveFrom va però oltre il design visivo. Binotti descrive il valore aggiunto del partner con parole nette: “L’innovazione consiste in questo: mettere in discussione ciò che non si pensava potesse essere migliorato o fatto diversamente. LoveFrom ci è riuscita alla perfezione perché hanno messo in discussione tutto.”

Sempre grazie alla spinta di LoveFrom, il team di Maranello ha collaborato con Corning sul Gorilla Glass, il resistente vetro antigraffio noto per il suo utilizzo negli smartphone. Il materiale viene impiegato per il pomello della leva del cambio, lavorato a partire da un unico blocco di vetro e verniciato internamente con un processo inventato in-house e industrializzato da Corning. Binotti aggiunge: “Hanno dedicato tantissimo tempo alla realizzazione di una novità assoluta, anche solo su piccola scala, perché ambivano a lavorare con noi su questo progetto.”

Saint-Gobain e il tetto “Ombra”: innovazione anche dove non si vede

L’innovazione della Luce riguarda anche elementi che potrebbero passare inosservati. I finestrini laterali, ad esempio, presentano un vetro stratificato con un “gradino” tra la lastra interna e quella esterna che riduce al minimo lo spazio tra le due, attenuando la rumorosità e migliorando il coefficiente aerodinamico. Il progetto è stato brevettato internamente da Ferrari, mentre il processo produttivo è stato brevettato dal partner Saint-Gobain. “Idee semplici possono migliorare anche cose che abbiamo sotto gli occhi da anni”, commenta Binotti.

Saint-Gobain ha collaborato anche alla prima applicazione in ambito automobilistico di un tetto elettrocromico con tecnologia PDLC DD, capace di regolare il filtraggio della radiazione solare per migliorare il comfort dei passeggeri. Il sistema si chiama “Ombra” e crea un suggestivo gioco tra luce e oscurità che è anche un omaggio al nome della vettura stessa.

Ferrari Audio Signature: 2.880 W in 1,25 kg, calibrazione su ogni esemplare

Il suono è da sempre una componente identitaria dell’esperienza Ferrari, e sulla Luce questo principio viene reinterpretato in chiave elettrica senza compromessi. Ferrari Audio integra il software proprietario Audio Director, che gestisce ogni aspetto dell’acustica, dalla riproduzione musicale al sound del gruppo propulsore. Quest’ultimo viene preservato nella sua autenticità grazie a un accelerometro di alta precisione brevettato, montato sull’assale posteriore, che rileva le vibrazioni meccaniche e il carattere distintivo del powertrain. L’elaborazione digitale esalta questi elementi naturali senza ricorrere a sonorità artificiali.

In collaborazione con gli specialisti di Powersoft, il team tecnico di Luce ha sviluppato un amplificatore compatto da 2.880 W con un peso di soli 1,25 kg. Ogni esemplare di Luce viene inoltre calibrato singolarmente attraverso un processo brevettato, per garantire la massima fedeltà dell’esperienza di ascolto. Ferrari Audio Signature definisce infine un carattere acustico distintivo per tutta la riproduzione audio della vettura.

Sospensioni attive e Torque Shift Engagement: la guida secondo Luce

Anche l’esperienza di guida beneficia di soluzioni inedite. Le sospensioni completamente attive, già viste sulla F80 e sulla Purosangue, vengono ulteriormente evolute sulla Luce. Le ruote posteriori sterzanti in modo indipendente interagiscono con i due motori elettrici posteriori per ottenere una manovrabilità ancora più precisa, in un sistema integrato che porta il concetto di agilità dinamica a un nuovo livello.

Il sistema Torque Shift Engagement, appena brevettato, consente al guidatore di selezionare tra cinque livelli successivi di freno motore e potenza attraverso i paddle al volante, offrendo una modulazione dell’erogazione che restituisce all’uomo pieno controllo della macchina. Con 1.050 CV, quattro motori elettrici e questa architettura dinamica, la Luce dimostra che l’innovazione tecnica e il piacere di guida Ferrari possono coesistere anche nell’era a zero emissioni.

L’approccio open innovation avviato con la Luce non si esaurisce con questo progetto. Ogni brevetto depositato, ogni partnership avviata e ogni tecnologia sviluppata costituisce una base su cui costruire le prossime generazioni di vetture di Maranello, aprendo orizzonti che al momento non è ancora possibile definire con precisione.