Nessuna carrozzeria mimetizzata, targa tedesca di Monaco (M SU 7650 E) e un’ala posteriore che non lascia spazio all’immaginazione: il prototipo della Xiaomi SU7 Ultra è stato sorpreso tra le curve del Nürburgring Nordschleife dai reporter di Y-Auto. Un avvistamento che arriva a stretto giro da quello di un altro muletto camuffato girato in Cina, e che alimenta le indiscrezioni dei media asiatici su un possibile debutto sul mercato nel 2027. Sullo sfondo c’è una partita di cronometro tutta aperta: la Porsche Taycan Turbo GT ha strappato alla berlina cinese il record delle elettriche di lusso sul Nordschleife, e Xiaomi sembra intenzionata a rispondere.
Punti Chiave
- Il prototipo Xiaomi SU7 Ultra è stato avvistato senza mimetizzazione al Nürburgring Nordschleife, con targa tedesca M SU 7650 E.
- La novità principale è un alettone a doppio piano con sostegni a collo di cigno e un elemento mobile che fa pensare a un sistema DRS.
- Il 15 aprile 2026 la Porsche Taycan Turbo GT ha battuto il record della SU7 Ultra sul Nordschleife con un tempo di 6’55″533, nove secondi e 424 millesimi più rapida.
- La SU7 Ultra di serie monta tre motori per 1.526 CV e 1.770 Nm, con batteria da 93,7 kWh e autonomia WLTP stimata tra 475 e 505 km.
- Un’eventuale versione aggiornata potrebbe debuttare nel 2027, anno in cui Xiaomi prevede lo sbarco in Europa, ma nessuna conferma ufficiale è arrivata da Pechino.
L’alettone a doppio piano e le modifiche aerodinamiche
La prima cosa che salta all’occhio scorrendo le immagini scattate al Nordschleife è il posteriore completamente ridisegnato. Xiaomi ha abbandonato lo spoiler fisso in carbonio del modello di serie e ha installato un imponente alettone a doppio piano, ancorato dall’alto con sostegni a collo di cigno. Una soluzione estetica e funzionale che richiama la filosofia delle hypercar da pista, dove ogni centimetro quadrato di superficie deve lavorare per generare carico verticale o ridurre la resistenza aerodinamica nel momento giusto.
Osservando il profilo alare da vicino si distingue chiaramente un elemento mobile: un indizio difficile da ignorare, che fa pensare a un sistema DRS (Drag Reduction System) concepito per aprirsi sui rettilinei e abbattere la resistenza aerodinamica, migliorando la velocità massima. Da Pechino, tuttavia, non arrivano conferme ufficiali sulla reale funzionalità del meccanismo su questo esemplare di prova. Il dubbio, lecito, è se si tratti di un sistema già operativo o di un elemento presente per raccogliere dati prima dell’eventuale messa a punto definitiva.
Il resto della carrozzeria conferma in ogni caso una vocazione da pista marcata. Lo splitter anteriore è più pronunciato rispetto alla versione di serie, compaiono nuove appendici laterali al paraurti, le minigonne sfoggiano un disegno inedito e sopra i passaruota anteriori si aprono sfiati a lamelle per gestire il flusso d’aria e il calore generato dall’impianto frenante. L’esemplare si distingue anche per la vernice giallo pallido, diversa dal Lightning Yellow offerto sulla versione commerciale, mentre restano invariate le pinze freno gialle e il sensore LiDAR sul tetto. Su eventuali modifiche a motori, batteria, assetto o freni, le bocche restano totalmente cucite.
Il cronometro che brucia: Porsche batte la SU7 Ultra di 9 secondi
Dietro questo sviluppo accelerato c’è una storia di primati durati poco. Il 1° aprile 2025 la SU7 Ultra con Track Package, guidata da Vincent Radermecker, aveva completato il giro del Nordschleife in 7’04″957, conquistando la vetta assoluta tra le elettriche di lusso e trasformando il risultato in un potente strumento di marketing globale per il marchio cinese.
Il primato, però, ha avuto vita breve. Il 15 aprile 2026 la Porsche Taycan Turbo GT, equipaggiata con il Weissach Package e il Manthey Kit, ha cancellato quel riferimento fermando le lancette a 6’55″533, un tempo che vale 9 secondi e 424 millesimi in meno rispetto alla berlina di Xiaomi. Un distacco netto, che rimette in discussione la leadership cinese nel segmento delle elettriche ad alte prestazioni sul circuito più esigente al mondo.
L’estremizzazione aerodinamica vista sulle strade tedesche fa pensare a un nuovo assalto al record, anche se Xiaomi per ora non ha dichiarato ufficialmente alcun obiettivo sul giro. La scelta di girare senza mimetizzazione, tuttavia, non sembra casuale: è un segnale rivolto tanto agli ingegneri di Stoccarda quanto al mercato.
I numeri della SU7 Ultra: tre motori, 1.526 CV e batteria CATL
La SU7 Ultra stradale parte già da basi tecniche straordinarie. Tre motori elettrici, trazione integrale, 1.138 kW di potenza pari a 1.526 CV e 1.770 Nm di coppia massima: numeri che collocano questa berlina in una categoria popolata da pochi concorrenti al mondo. La batteria CATL Qilin 2.0 da 93,7 kWh garantisce 630 km di autonomia nel ciclo cinese CLTC, che si traducono in una stima compresa tra 475 e 505 km secondo il più severo standard europeo WLTP. Il prezzo in Cina parte da 529.900 yuan, equivalenti a circa 79.600 dollari.
In passato Xiaomi aveva mostrato anche un propulsore sperimentale ancora più spinto: quattro motori per 2.054 CV (1.510 kW), abbinati a sospensioni attive e freni elettromeccanici EMB a 48V. Un pacchetto di sviluppo che per ora resta nel perimetro della sperimentazione, visto che non esistono prove che questo powertrain sia stato installato sul muletto avvistato in Germania. Il salto da 1.526 a 2.054 CV rappresenterebbe un incremento di circa il 35%, sufficiente, almeno sulla carta, a riaprire il confronto con Porsche in modo sostanziale.
Il 2027 e lo sbarco in Europa: scenari ancora aperti
Le indiscrezioni dei media asiatici indicano il 2027 come anno chiave per questo progetto, e la coincidenza non è casuale: quell’anno coinciderebbe con lo sbarco previsto del marchio Xiaomi in Europa e in Germania. Una versione aggiornata della SU7 Ultra potrebbe quindi fare da apripista o da vetrina tecnologica per il lancio commerciale del brand sul Vecchio Continente.
Restano però numerosi punti interrogativi. Nessun dettaglio ufficiale su prezzi, specifiche o date di lancio per i mercati europei. E soprattutto, resta ancora da chiarire se un’eventuale SU7 Ultra evoluta arriverà effettivamente in vendita in Europa, o se il progetto rimarrà confinato alla Cina e alle sessioni di test sul Nordschleife. Per il momento, le immagini da Adenau parlano più chiaro di qualsiasi comunicato stampa: Xiaomi è tornata a girare, e questa volta senza nascondersi.
Domande frequenti
Quanto costa la Xiaomi SU7 Ultra?
In Cina la SU7 Ultra parte da 529.900 yuan, equivalenti a circa 79.600 dollari. Per quanto riguarda un eventuale prezzo europeo, non è ancora stato comunicato, così come non è confermata ufficialmente la commercializzazione in Europa.
Qual è il tempo sul giro della Xiaomi SU7 Ultra al Nürburgring?
Il 1° aprile 2025 la SU7 Ultra con Track Package ha fermato il cronometro a 7’04″957 sul Nordschleife, conquistando il record tra le elettriche di lusso. Il primato è però durato poco: il 15 aprile 2026 la Porsche Taycan Turbo GT lo ha battuto con un tempo di 6’55″533, quasi 10 secondi più rapida.
Quanti cavalli ha la Xiaomi SU7 Ultra e che autonomia offre?
La SU7 Ultra monta tre motori con trazione integrale, sviluppando 1.526 CV (1.138 kW) e 1.770 Nm di coppia. La batteria CATL Qilin 2.0 da 93,7 kWh garantisce circa 630 km nel ciclo CLTC cinese, pari a circa 475-505 km in standard WLTP.
Cosa ha di diverso il prototipo della SU7 Ultra visto al Nürburgring rispetto alla versione di serie?
La modifica più evidente è il grande alettone posteriore a doppio piano con supporti a collo di cigno, in sostituzione dello spoiler fisso in carbonio di serie, con un elemento mobile che suggerisce un sistema DRS. Il prototipo presenta anche uno splitter anteriore più pronunciato, nuove appendici aerodinamiche, minigonne ridisegnate e sfiati a lamelle sopra i passaruota anteriori.
Quando arriva la Xiaomi SU7 Ultra in Europa?
Un possibile debutto commerciale è ipotizzato per il 2027, anno in cui coinciderebbe lo sbarco previsto del marchio Xiaomi in Europa e in Germania. Tuttavia, Xiaomi non ha rilasciato alcuna conferma ufficiale né sui tempi né sulla certezza che questo modello arrivi effettivamente sui mercati europei.





