Škoda svela cosa c’è davvero dentro i suoi sedili

Radim Doričák, Seat Development Coordinator di Škoda Auto, spiega come ogni sedile venga sviluppato con precisione millimetrica, dal telaio in acciaio al massaggio pneumatico, fino alla certificazione medica AGR.

Dietro un sedile automobilistico si nasconde un mondo di ingegneria, millimetri e certificazioni mediche. Škoda Auto ha aperto le porte del suo processo di sviluppo dei sedili, raccontando come ogni componente, dalla struttura in acciaio ai sistemi di massaggio pneumatico, venga progettato, testato e validato prima di finire sotto la tappezzeria di modelli come Octavia, Kodiaq, Superb e il nuovo Peaq.

Punti Chiave

  • Ogni sedile Škoda si basa su un telaio in acciaio che funge da supporto per tutti gli altri componenti, inclusi airbag, sensori e sistemi di comfort.
  • Il sistema di massaggio pneumatico richiede un’unità di controllo dedicata con programmi software specifici, oltre a una gestione millimetrica degli spazi nel foam.
  • I sedili vengono testati dalla prima proposta di design fino all’omologazione finale, con prove strutturali, estive e invernali.
  • La certificazione AGR (Aktion Gesunder Rücken) viene assegnata da medici, fisioterapisti e specialisti di ergonomia tedeschi attraverso un’ispezione fisica di circa due ore.
  • I sedili AGR sono disponibili su Octavia, Kodiaq, Superb e sul nuovo Peaq con il pacchetto Relax.

Il telaio in acciaio e il foam: la base di tutto

Il punto di partenza di ogni sedile Škoda è un telaio in acciaio, concepito per essere versatile e adattabile. A spiegarlo è Radim Doričák, Seat Development Coordinator di Škoda Auto: “Ogni parte di un sedile viene sviluppata specificamente per il suo scopo ed è complessa a modo suo. La base è un telaio in acciaio, che funge da supporto per tutti gli altri componenti. Il telaio deve essere versatile, in modo da poter essere adattato e completato con parti aggiuntive.”

Sopra il telaio si collocano i componenti in schiuma poliuretanica, che svolgono un ruolo tutt’altro che passivo. Non si limitano a coprire la struttura metallica: devono consentire l’integrazione di sistemi di sicurezza come airbag e sensori, conferire al sedile la sua forma complessiva, sostenere il corpo del guidatore e contribuire al mantenimento di una postura corretta durante la guida. Tutto questo prima ancora di aggiungere le funzioni di comfort.

“Un lavoro enorme che resta invisibile”

Sotto la tappezzeria si celano regolazione elettrica, riscaldamento, ventilazione e massaggio. Ed è proprio quest’ultimo a rendere lo sviluppo una questione di millimetri. Doričák descrive la complessità del sistema pneumatico adottato da Škoda: “Quando si integra il massaggio, molti fattori devono essere considerati: il packaging, il posizionamento, la gamma di regolazione, i livelli di rumore e le vibrazioni. Questo è il lato hardware; poi c’è anche il software. La funzione di massaggio ha una propria unità di controllo, dove definiamo i programmi richiesti.”

I dettagli da calibrare sono numerosi: il flusso d’aria attraverso i cuscini pneumatici, la tempistica e la sequenza di gonfiaggio, la forza del massaggio stesso. “Il cliente preme semplicemente un pulsante e il massaggio inizia. Tuttavia, dietro c’è un lavoro enorme che resta invisibile”, afferma Doričák con un sorriso. Anche la ventilazione richiede componenti hardware dedicati e canali d’aria integrati nella struttura in foam. Il riscaldamento, invece, necessita di un sensore di temperatura per prevenire lesioni agli occupanti. “A quel punto rimane pochissimo spazio per la schiuma stessa, quindi lavoriamo davvero con i millimetri”, aggiunge il coordinatore.

Test su test: dal primo prototipo all’omologazione

I parametri base di comfort vengono definiti direttamente dagli esperti Škoda nelle fasi iniziali dello sviluppo. Si tratta di misure precise: larghezza e lunghezza del cuscino, altezza dei fianchetti laterali, larghezza dello schienale, altezza dei fianchetti dello schienale, altezza complessiva del sedile con il poggiatesta e area di contatto del poggiatesta. “I sedili vengono perfezionati durante quelle che chiamiamo ‘release validation drives’, nel corso delle quali chiediamo a un campione più ampio di popolazione di fornire feedback”, spiega Doričák.

La progettazione deve tener conto di una grande varietà di corporature. “Il comfort e la seduta sana devono essere garantiti indipendentemente dal fatto che nell’auto sieda una donna di corporatura minuta o un uomo alto e robusto”, sottolinea il coordinatore. Un esempio concreto: un cuscino troppo lungo preme contro il retro delle ginocchia e può compromettere la circolazione negli arti inferiori; uno troppo corto, al contrario, non fornisce un adeguato sostegno alle cosce e carica eccessivamente il bacino. In alcuni modelli, la lunghezza del cuscino è perciò regolabile. I test iniziano con le prime proposte di design e proseguono fino all’omologazione finale del veicolo, coprendo prove strutturali di rigidità e durabilità, valutazioni dei sistemi di ritenuta (airbag e punti di ancoraggio), test estivi sulle prestazioni della ventilazione e test invernali sul riscaldamento.

La certificazione AGR: il bollino dei medici tedeschi

L’ergonomia avanzata e la capacità di adattarsi a differenti morfologie corporee apre la strada a una delle certificazioni più prestigiose del settore: la certificazione AGR. L’acronimo sta per Aktion Gesunder Rücken (Campagna per una Schiena più Sana), un’associazione tedesca indipendente che collabora con medici, fisioterapisti e specialisti di ergonomia. Il riconoscimento viene assegnato in base al rispetto di criteri molto stringenti.

La procedura è lunga e riservata. “Il test in sé dura fino a due ore, ma è preceduto da mesi di lavoro. La decisione di ottenere la certificazione deve essere presa all’inizio del progetto, quando si sta sviluppando il telaio del sedile”, precisa Doričák. “Prima eseguiamo analisi virtuali, durante le quali compiliamo una scheda parametrica e presentiamo una richiesta preliminare affinché i nostri componenti vengano considerati per la certificazione. Poi portiamo i sedili finiti in Germania, dove degli specialisti li testano. L’intero processo avviene in condizioni di stretta riservatezza, prima della prima mondiale dell’auto”, aggiunge.

Per ottenere il marchio AGR, i sedili devono soddisfare una serie di requisiti: lunghezza del cuscino regolabile, poggiatesta regolabile in altezza, supporto lombare regolabile, forma dello schienale adeguata, componenti in schiuma rispettosi della colonna vertebrale e regolazione individuale dell’altezza del sedile. Nell’attuale gamma Škoda Auto, i sedili con certificazione AGR sono disponibili sull’Octavia, sul Kodiaq, sul Superb e sul nuovo Peaq con il pacchetto Relax.

La continua ricerca sull’ergonomia dei sedili conferma come Škoda consideri il comfort a bordo una priorità tecnica a pieno titolo. Con il nuovo Peaq che entra nel novero dei modelli con certificazione AGR, la gamma destinata agli automobilisti più attenti alla salute della schiena si allarga ulteriormente, suggerendo che questa direzione resterà centrale nei progetti futuri del marchio ceco.