Porsche ha svelato oggi la propria strategia al 2035 durante il Capital Markets Day presso il Centro di Sviluppo di Weissach. La roadmap, battezzata “Sportwagenschmiede ’35”, punta a trasformare il costruttore di Zuffenhausen in un’azienda più snella, più esclusiva e strutturalmente più redditizia, con nuovi modelli ad alto margine, tagli ai costi su tutti i fronti e un’anteprima già fissata per il 15 ottobre: la piattaforma di una futura supersportiva a motore centrale posizionata sopra la 911.
Punti Chiave
- Porsche presenta la strategia “Sportwagenschmiede ’35” con obiettivi di ROS operativo di Gruppo tra il 10% e il 15% nel medio termine e del 15% come traguardo a lungo termine.
- Il 15 ottobre verrà svelata la piattaforma di una supersportiva a motore centrale, inedita linea di modelli posizionata sopra la 911.
- Nel 2028 arriveranno i 718 Boxster e Cayman completamente elettrici e un nuovo SUV di segmento B da affiancare alla Macan elettrica.
- Il piano prevede la riduzione di 9.000 posti di lavoro e un punto di pareggio abbassato a meno di 200.000 unità vendute.
- Porsche punta ad aumentare il prezzo medio di vendita dei modelli di punta di circa il 20% nel medio termine e a moltiplicare per sei i ricavi del programma Sonderwunsch.

“Sportwagenschmiede”: tutto ciò che Porsche vuole rappresentare
Il nome scelto per la nuova strategia non è casuale. “Sportwagenschmiede” significa letteralmente “fucina di auto sportive” e riassume, nelle parole del presidente del Consiglio di amministrazione Michael Leiters, l’intera filosofia che guiderà Porsche fino al 2035. La Casa non vuole solo costruire sportive: vuole essere il punto di riferimento assoluto in ogni segmento in cui compete, declinando il DNA della 911 su tutte le linee di modelli e su tutti i tipi di powertrain disponibili.

La strategia si articola in cinque capitoli: Brand & Clienti, Prodotti & Tecnologie, Organizzazione aziendale & Attività operative, Fattori abilitanti e Obiettivi finanziari. Il filo conduttore è il principio “Value over Volume”: meno unità, più valore per ciascuna di esse, margini più alti e generazione di cassa crescente a ritmo più che proporzionale rispetto ai ricavi.
“Il nostro impegno a offrire le auto più sportive in ogni segmento”

Michael Leiters ha illustrato con chiarezza la direzione intrapresa, sottolineando la concretezza del piano e i risultati già ottenuti nella fase iniziale.
Leiters: “Con la nostra strategia ‘Sportwagenschmiede ’35’ perseguiamo un piano ben definito. L’obiettivo ultimo è rafforzare ulteriormente il nostro marchio unico nel settore delle auto sportive, coinvolgendo tutte le linee di modelli e introducendo nuovi modelli altamente appetibili in segmenti caratterizzati da margini particolarmente elevati. La nostra strategia consentirà di gettare le basi per rendere Porsche molto più efficiente, produttiva e profittevole nell’arco di tre fasi. Al momento, la nostra attenzione è rivolta principalmente alla riduzione dei costi e al rafforzamento della solidità finanziaria della Casa. Abbiamo già raggiunto alcuni traguardi importanti.”
Leiters ha poi aggiunto: “La nostra strategia si concentra particolarmente sugli obiettivi a medio termine, in modo che le misure adottate e i relativi risultati producano effetti il prima possibile. Il termine ‘Sportwagenschmiede’ è stato scelto appositamente perché riassume tutto ciò che Porsche intende rappresentare in futuro: il nostro impegno a offrire le auto più sportive in ogni segmento, ma anche maestria artigianale, un approccio pragmatico e uno spirito imprenditoriale orientato al business. Il nostro obiettivo è essere attraenti per tutti gli stakeholder: i nostri clienti, i dipendenti, i partner e gli investitori.”
Nuovi modelli: supersportiva, 718 elettrico e SUV di segmento B entro il 2030
Sul fronte prodotti, il calendario degli annunci è fitto. Il 15 ottobre Porsche presenterà in anteprima la piattaforma della Porsche Mission S, una futura supersportiva a motore centrale che darà vita a una linea di modelli posizionata sopra la 911. Un primo assaggio è già disponibile sui canali social dell’azienda. Si tratterà di un segmento inedito per Porsche nel suo attuale portafoglio e rappresenta uno dei pilastri dell’espansione verso i segmenti D ed E, definiti ad alto margine e meno esposti alle fluttuazioni di mercato.
Nel 2028 arriveranno i 718 Boxster e Cayman completamente elettrici, che sosterranno le vendite nel loro primo anno completo di produzione. Sempre nel 2028 è previsto il lancio di un nuovo SUV di segmento B, equipaggiato con motori endotermici e sistemi ibridi plug-in, da affiancare all’attuale Macan completamente elettrica. La produzione in serie partirà nel 2028, con un contributo significativo alle vendite atteso per il 2029. Porsche sta inoltre valutando la realizzazione di un SUV nel segmento D, posizionato sopra la Cayenne. L’obiettivo è che, entro il 2030, ogni anno venga lanciato almeno un nuovo prodotto capace di definire l’identità del marchio. Nel medio termine, la quota dei modelli D/E nel portafoglio complessivo dovrà raggiungere circa il 45%.
Sul fronte powertrain, Porsche mantiene un approccio triplice: motori termici, ibridi plug-in e full electric. Sono annunciati investimenti specifici nei propulsori termici e ibridi caratteristici del marchio, oltre che nella tecnologia delle batterie di nuova generazione. La collaborazione con Audi verrà rafforzata attraverso l’utilizzo delle piattaforme PPE e PPC, con l’obiettivo di condividere le risorse di sviluppo preservando il carattere specifico di ciascun marchio.
Tagli, efficienza e quota Manthey: la ristrutturazione interna
La ristrutturazione è già avviata. Il piano “Future Package” concordato con i rappresentanti dei lavoratori prevede una riduzione socialmente responsabile di 9.000 posti di lavoro e l’impegno a garantire i posti strategici fino al 2035. Nel medio termine, le posizioni manageriali saranno ridotte del 40%, il personale in funzioni dirette e indirette del 25% (con un obiettivo strategico del 30%) e i costi del personale caleranno di circa il 10% grazie alle misure del Future Package.
Porsche ha già ceduto le proprie quote in Rimac e Bugatti Rimac, firmato l’accordo per la vendita della società di consulenza MHP e pianificato la cessazione delle attività del Gruppo Cellforce, di Porsche eBike Performance e di Cetitec. Le controllate Porsche Engineering e Porsche Digital confluiranno in una nuova entità chiamata Porsche Technologies. I costi di sviluppo delle future linee di modelli dovranno calare fino al 20%, quelli di produzione fino al 30%, quelli di vendita e distribuzione del 20% (con una riduzione delle aree regionali di vendita da cinque a quattro). Un programma di gestione dei costi dei materiali punta a una riduzione di circa il 10% per i progetti relativi alle nuove vetture. La complessità del portafoglio prodotti scenderà di circa il 20% in termini di varianti, con un aumento atteso del volume per singola variante di circa il 30% nel medio termine.
Sul versante esclusività, Porsche aumenta la propria quota di partecipazione in Manthey Racing GmbH al 67%, rafforzando la collaborazione con gli specialisti del Nürburgring. Le attività vengono raggruppate sotto la denominazione “Home of Sports Cars” in tre aree: Performance (inclusa Manthey), Esclusività (Sonderwunsch ed Exclusive Manufaktur) e Heritage. Il programma Sonderwunsch, dedicato alla personalizzazione estrema, verrà potenziato con l’obiettivo di moltiplicare per sei il relativo fatturato nel medio termine. Porsche punta inoltre ad aumentare il prezzo medio di vendita dei modelli di punta di circa il 20% nel medio termine e a ridurre i costi di garanzia fino al 45%.
“Valore più elevato per singola vettura”: gli obiettivi finanziari
La voce finanziaria della strategia è stata illustrata da Jochen Breckner, membro del Consiglio di amministrazione con responsabilità dell’area Finance e IT.
Breckner: “Il miglioramento auspicato della redditività e della generazione di liquidità si basa su un valore più elevato per singola vettura, un mix di prodotti più attraente e una base di costi e di capitale più efficiente in modo sostenibile.”
I numeri parlano chiaro. Nel medio termine, Porsche punta a un ROS operativo di Gruppo compreso tra il 10% e il 15% e a un margine di flusso di cassa netto Automotive tra il 9% e il 12%. Come obiettivo strategico a lungo termine, il target è un ROS del 15% e un margine di flusso di cassa netto Automotive del 12%. Il fatturato di Gruppo nel medio termine dovrà attestarsi tra 41 e 45 miliardi di euro. Il break-even point scenderà sotto le 200.000 unità vendute, con stime molto prudenti per il mercato cinese. La liquidità netta è prevista tra il 15% e il 20% dei ricavi del settore Automotive. La politica dei dividendi punta a un rapporto di distribuzione pari o superiore al 50% dell’utile netto consolidato al netto delle imposte. Dopo il picco degli investimenti previsto nel 2026, la spesa per ricerca, sviluppo e investimenti è attesa in calo significativo nel medio termine.
Il prossimo appuntamento è già fissato: il 15 ottobre Porsche svelerà ufficialmente la piattaforma della supersportiva a motore centrale, un evento che potrebbe segnare uno dei lanci di prodotto più attesi nella storia recente del marchio di Zuffenhausen. Fino ad allora, i canali social dell’azienda offrono già i primi indizi visivi su quello che viene presentato come il futuro dell’auto sportiva di riferimento.





