Nel giorno esatto in cui ricorrono i sessant’anni dal debutto mondiale della Ghibli al Salone dell’Automobile di Torino, Maserati celebra una delle coupé più iconiche della storia del Gran Turismo italiano con un protagonista d’eccezione: una Maserati Ghibli SS Coupé del 1970, custodita dalla famiglia Maserati stessa e appena certificata dal programma Maserati Classiche. Un esemplare unico per provenienza e storia, capace di raccontare in un colpo solo sei decenni di eccellenza modenese.
Punti Chiave
- La Maserati Ghibli SS Coupé del 1970, di proprietà della famiglia Maserati, riceve la Certificazione di Autenticità del programma Maserati Classiche nel 60° anniversario del modello.
- L’esemplare, identificato dal telaio AM115/49*1948*, è equipaggiato con il V8 da 4,9 litri e 335 CV abbinato a cambio manuale ZF a cinque rapporti, con velocità massima di 280 km/h.
- La Ghibli debuttò il 3 novembre 1966 al Salone di Torino, disegnata da Giorgetto Giugiaro per la Carrozzeria Ghia; la variante SS con il motore più potente arrivò nel 1970.
- Le celebrazioni coinvolgono il Maserati Owners Club Italy con una visita alla sede di Modena e la presenza di esemplari storici rari, tra cui una Ghibli Spyder della Collezione Umberto Panini.
- Maserati Classiche, nata a Modena nel 2021 e oggi parte di BOTTEGAFUORISERIE, certifica vetture con oltre vent’anni di vita attraverso un comitato di esperti e l’analisi degli archivi storici.

Un esemplare da 335 CV rimasto in famiglia
Prodotta il 25 novembre 1970 e destinata al mercato italiano, la Ghibli SS Coupé in questione porta con sé una storia fuori dal comune già a partire dalla sua provenienza: la vettura appartiene alla famiglia Maserati, il che le conferisce un valore simbolico che va ben oltre le considerazioni collezionistiche. La carrozzeria è firmata Ghia, nella configurazione 2+2 posti, e oggi si presenta nella tinta Giallo Fly, che ha sostituito nel corso degli anni l’originale Oro Longchamps. Gli interni, invece, sono rimasti fedeli all’origine: pelle nera integrale.

Sotto il lungo cofano anteriore batte il cuore più potente della serie: un motore V8 di 4,9 litri da 335 CV, alimentato a carburatori e abbinato a un cambio manuale ZF a cinque rapporti. Numeri che, nel 1970, valevano una velocità massima di 280 km/h, prestazione di assoluto rilievo per l’epoca. Il sistema di lubrificazione a carter secco consentì agli ingegneri Maserati di collocare il motore in posizione particolarmente ribassata, contribuendo a definire le proporzioni slanciate che ancora oggi rendono la Ghibli immediatamente riconoscibile.
Giugiaro, Ghia e il vento del deserto: le origini del modello

La storia della Ghibli inizia il 3 novembre 1966, quando il suo debutto al Salone dell’Automobile di Torino segnò una svolta nel linguaggio stilistico della Casa modenese. Giorgetto Giugiaro, lavorando per la Carrozzeria Ghia, diede forma a una coupé dalla personalità inconfondibile: cofano lungo e ribassato, frontale affilato con fari a scomparsa, coda fastback essenziale ed elegante. Una carrozzeria che esprimeva sportività sofisticata senza eccessi, destinata a diventare un punto di riferimento per il design automobilistico internazionale.
Il nome non era casuale: Ghibli è il vento caldo del deserto nordafricano, e proseguiva la tradizione del Tridente di battezzare i propri modelli con i nomi dei venti. Velocità, energia, qualcosa di naturale e irresistibile: l’evocazione era perfetta. Dopo il debutto commerciale della Coupé nel 1967, la gamma si arricchì nel 1969 della versione Spyder (disponibile anche con hard-top), mentre nel 1970 entrambe le configurazioni accolsero il V8 più potente da 4,9 litri, dando vita alla variante SS che oggi viene celebrata. Il fascino della coupé superò rapidamente i confini italiani: anche Henry Ford II ne rimase colpito, acquistò un esemplare e lo fece esporre presso il Centro Stile Ford di Detroit come fonte d’ispirazione per i designer americani.

“Custodire il nostro patrimonio”: Bolzoni spiega la missione Classiche
Cristiano Bolzoni, Head of Maserati Classiche, ha illustrato il significato della certificazione di questo esemplare con una dichiarazione che tocca tanto la dimensione tecnica quanto quella umana del programma:
“Certificare questa iconica Ghibli SS valorizza il legame con la famiglia Maserati e l’eccellenza di Maserati Classiche nel custodire il nostro patrimonio. Questa vettura, una delle più affascinanti espressioni del Gran Turismo italiano, unisce origini e futuro e celebra il rapporto con le persone che portano avanti la memoria dei nostri fondatori. È nell’incontro tra storia dell’automobile e storia familiare che si esprime la missione di Maserati Classiche. Una storia che a Modena continua a vivere anche attraverso la Collezione Maserati Umberto Panini, luogo di memoria e passione che avvicina generazioni di appassionati all’eredità del Tridente. Attraverso la competenza tecnica, la ricerca e l’analisi rigorosa di ogni esemplare, il nostro lavoro di certificazione documenta l’autenticità delle vetture e contribuisce a preservare il patrimonio di conoscenze, maestria artigianale e cultura automobilistica che le rende uniche. Certificare significa dare continuità a questa eredità, affiancando proprietari e collezionisti nel trasmetterla alle generazioni successive e mantenendo vivo un legame che continua a rinnovarsi.”
Il 3 novembre, una data nella storia Maserati
Le celebrazioni del sessantesimo anniversario coinvolgono anche la comunità internazionale degli appassionati del Tridente. Il Maserati Owners Club Italy partecipa con una visita presso la sede Maserati di Modena e porta in mostra esemplari di particolare interesse storico: una rara Ghibli Spyder appartenente alla Collezione Umberto Panini, la Quattroporte III blindata già in uso al Ministero degli Esteri (Spadolini), l’ultimo esemplare di Quattroporte III consegnato in Italia, una Quattroporte III nella speciale versione “Royale” e una Ghibli II nell’edizione speciale “Primatist”.
Quest’ultima merita un cenno a parte: la Ghibli II “Primatist” fu realizzata in soli 36 esemplari nel 1997 per celebrare il record mondiale di categoria nella motonautica stabilito il 4 novembre 1996 da Guido Cappellini a bordo dello scafo Primatist, equipaggiato con un motore Maserati. La ricorrenza del 3 novembre è inoltre significativa per un secondo motivo: esattamente dieci anni dopo il debutto della Ghibli, il 3 novembre 1976, sempre al Salone di Torino, veniva presentata la Quattroporte III (progetto AM330), destinata a diventare una delle berline di rappresentanza più prestigiose della Casa modenese, utilizzata anche dal Quirinale.
Da Maserati Classiche alla GranTurismo: il filo che attraversa sei decenni
Il programma Maserati Classiche, nato a Modena nel 2021 per supportare la conservazione delle vetture storiche del brand più longevo della Motor Valley, è oggi parte di BOTTEGAFUORISERIE. La divisione si articola su più fronti: le Officine Classiche per la certificazione, la cura degli archivi e degli spazi museali, tra cui la Collezione Maserati Umberto Panini. Il fiore all’occhiello resta la Certificazione di Autenticità, affidata a un comitato di esperti che analizza ogni vettura attraverso caratteristiche tecniche, documentazione storica e archivi Maserati. Il riconoscimento è riservato ad auto con oltre vent’anni di vita, oltre ai modelli speciali e alle serie limitate del Marchio.
Se la Ghibli del 1966 contribuì a ridefinire il concetto di Gran Turismo italiano, la attuale GranTurismo ne raccoglie l’eredità reinterpretandone i valori attraverso le tecnologie contemporanee. Proporzioni armoniose, lungo cofano, abitacolo pensato per il comfort e una personalità stilistica immediatamente riconoscibile costituiscono il filo conduttore di una tradizione che attraversa le epoche. La gamma GranTurismo abbina oggi il design italiano a motorizzazioni termiche ed elettriche, compresa la GranTurismo Folgore, prima vettura 100% elettrica nella storia del marchio modenese. A sessant’anni dal debutto della Ghibli, la missione rimane la stessa: creare vetture capaci di emozionare al primo sguardo e trasformare ogni viaggio in un’esperienza memorabile.
Domande frequenti
Quando è stata presentata per la prima volta la Maserati Ghibli?
La Maserati Ghibli debuttò in anteprima mondiale il 3 novembre 1966 al Salone dell'Automobile di Torino. Fu disegnata da Giorgetto Giugiaro per la Carrozzeria Ghia, e la versione Coupé arrivò sul mercato nel 1967, seguita dallo Spyder nel 1969.
Che motore monta la Maserati Ghibli SS del 1970?
La Ghibli SS Coupé del 1970 è equipaggiata con un motore V8 di 4,9 litri da 335 CV, alimentato a carburatori e abbinato a un cambio manuale ZF a cinque rapporti. La velocità massima dichiarata è di 280 km/h.
Cos'è il programma Maserati Classiche e cosa certifica?
Maserati Classiche è un programma nato a Modena nel 2021 dedicato alla conservazione e valorizzazione delle vetture storiche del marchio. La Certificazione di Autenticità viene rilasciata da un comitato di esperti che analizza caratteristiche tecniche, documentazione storica e archivi Maserati, e riguarda auto con oltre vent'anni di vita, modelli speciali e serie limitate.
Come si festeggiano i 60 anni della Maserati Ghibli?
Le celebrazioni includono la certificazione di un esemplare del 1970 di proprietà della famiglia Maserati e una visita del Maserati Owners Club Italy presso la sede Maserati di Modena. Saranno presenti vetture storiche di grande interesse collezionistico, tra cui una rara Ghibli Spyder della Collezione Umberto Panini e la Ghibli II "Primatist", realizzata in soli 36 esemplari.
Qual è l'erede moderna della Maserati Ghibli originale?
Secondo Maserati, l'erede contemporanea della Ghibli del 1966 è la nuova GranTurismo, che ne reinterpreta i valori con tecnologie moderne. La gamma GranTurismo è disponibile sia con motore V6 a benzina sia in versione 100% elettrica, denominata GranTurismo Folgore.





