F1 | GP Ungheria, Hamilton: “Colpa mia la penalità, avremmo dovuto vincere”

All'Hungaroring Hamilton è stato penalizzato di 5 secondi per eccesso di velocità in pit lane, scivolando quinto dietro Leclerc: "Colpa mia, avremmo dovuto vincere".

Lando Norris ha vinto il Gran Premio d’Ungheria all’Hungaroring, ma la notizia che ha tenuto banco nel post gara è stata la prestazione di Lewis Hamilton, scivolato in quinta posizione dopo una penalità di 5 secondi per aver superato il limite di velocità in pit lane. Alle spalle di Norris hanno chiuso Max Verstappen, secondo, e Kimi Antonelli, terzo. Hamilton, che avrebbe potuto lottare per il podio, ha terminato dietro anche al compagno di squadra Charles Leclerc, in quarta posizione. A fine gara, il pilota britannico si è presentato ai microfoni di Sky Sport F1 senza cercare scuse: la responsabilità, ha detto, è interamente sua.

Punti Chiave

  • Lando Norris ha vinto il GP d’Ungheria all’Hungaroring, con Max Verstappen secondo e Kimi Antonelli terzo.
  • Lewis Hamilton ha ricevuto una penalità di 5 secondi per aver superato il limite di velocità in pit lane, scivolando in quinta posizione.
  • Hamilton ha dichiarato che la colpa è esclusivamente sua, citando episodi simili già avvenuti a Silverstone e nella gara precedente.
  • Il pilota britannico ha anche messo in discussione la strategia della sosta aggiuntiva, che secondo lui ha fatto perdere alla Ferrari la seconda posizione in pista.
  • Sia Hamilton che Leclerc disponevano, a suo dire, di una macchina in grado di lottare per le prime tre posizioni: un’opportunità mancata.

Un weekend di penalità: il terzo episodio di fila

Quello dell’Hungaroring non è stato un episodio isolato per Hamilton. Il pilota britannico ha ammesso che si tratta di un problema ricorrente nelle ultime gare: situazioni simili si erano già verificate a Silverstone e nel Gran Premio immediatamente precedente all’Ungheria. Tre weekend consecutivi in cui le penalità hanno inciso sul risultato finale, un dato che pesa sia in termini di punti iridati che di fiducia nella gestione dei momenti chiave della gara.

La sanzione di 5 secondi per eccesso di velocità in pit lane è tra le più frequenti nel paddock della Formula 1, ma non per questo meno costosa: sul circuito magiaro, in una gara così serrata nelle posizioni di vertice, quei secondi sono bastati a far scivolare Hamilton fuori dalla zona podio e addirittura dietro al compagno di squadra. Un doppio smacco, sportivo e psicologico.

“Colpa solo mia, non ho nulla da rimproverare al team”

Nel momento più delicato, Hamilton ha scelto la strada della trasparenza totale. Davanti alle telecamere di Sky Sport F1, il pilota non ha lasciato spazio a interpretazioni ambigue, assumenendosi piena responsabilità senza coinvolgere né il muretto né i meccanici della Ferrari.

“Se devo condividere la colpa della penalità con il team? No, è stata solo colpa mia. Così come a Silverstone e nell’ultima gara. Non ho nulla da rimproverare al team. Oggi non credo avremmo dovuto fare la sosta in più, abbiamo concesso la seconda posizione in pista e non ho capito il perché.”

Un’ammissione netta, che però apre anche una questione tattica: Hamilton ha sollevato dubbi sulla scelta della seconda sosta, ritenendola non necessaria e, anzi, controproducente. Quella decisione, a suo avviso, ha regalato la seconda piazza agli avversari senza una ragione sufficientemente chiara. Un aspetto che il team dovrà certamente analizzare in vista dei prossimi appuntamenti del Mondiale.

“Avremmo dovuto vincere”: la Ferrari sprecata all’Hungaroring

Aldilà della penalità personale, Hamilton ha allargato la visuale all’intera prestazione della Ferrari nel weekend ungherese. Il messaggio è diretto: quella di Budapest era una macchina da podio, forse anche da vittoria, e il risultato finale non rispecchia il potenziale reale dimostrato in pista dai due piloti del Cavallino.

“Abbiamo fatto dei buoni progressi, ma sia io che Charles questo weekend avevamo una macchina che avrebbe dovuto lottare per le prime tre posizioni. Opportunità mancata, avremmo dovuto vincere.”

Parole che pesano. Hamilton riconosce i passi in avanti compiuti dalla Ferrari rispetto ai weekend precedenti, ma allo stesso tempo fotografa con lucidità la realtà di una prestazione collettiva al di sotto delle aspettative. Leclerc ha chiuso quarto, Hamilton quinto: con una gestione diversa degli episodi chiave, entrambi avrebbero potuto occupare posizioni ben più alte sul traguardo dell’Hungaroring.

Norris vince, Verstappen secondo: la Ferrari guarda da lontano il podio

A fare da cornice alle difficoltà interne della Ferrari, c’è il risultato dei rivali. Lando Norris ha dominato la gara imponendosi con autorità, mentre Max Verstappen ha confermato la sua costanza con un secondo posto di grande sostanza. Kimi Antonelli ha completato il podio, regalando a sé stesso e alla sua squadra un risultato di rilievo. Per la Ferrari, invece, la gara all’Hungaroring lascia un sapore amaro: con una vettura competitiva e due piloti di esperienza, tornare a casa senza neanche un posto sul podio è un risultato che brucia, ancora di più se accompagnato dalla consapevolezza espressa dallo stesso Hamilton di aver avuto i mezzi per fare molto di più.

I prossimi appuntamenti del Mondiale di Formula 1 rappresenteranno il banco di prova per capire se la Ferrari riuscirà a trasformare in risultati concreti il potenziale che, stando alle parole di Hamilton, questa settimana era già a disposizione del team.