F1 | Mercedes: «Nessun upgrade motore pianificato», ma c’è più potenza

Mercedes rinuncia al token ADUO per ora: i nuovi motori introdotti in Austria non contengono upgrade tecnici, ma revisioni di affidabilità su batterie ed elettronica. Wolff conferma: nessun sviluppo pianificato.

La Mercedes ha deciso di non sfruttare, almeno per il momento, il proprio token ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities) per sviluppare il motore di Formula 1. Nonostante la porta sia aperta — la FIA ha classificato il propulsore della casa tedesca come almeno il 2% inferiore al benchmark fissato da Red Bull — il team principal Toto Wolff ha dichiarato senza mezzi termini che non è in programma alcun upgrade. Eppure, i motori freschi introdotti nell’ultimo weekend del Gran Premio d’Austria hanno già portato in dote una piccola ma concreta dose di prestazione in più, grazie alla naturale assenza di degrado di fine vita delle unità precedenti e a una serie di revisioni mirate alla affidabilità.

Punti Chiave

  • Mercedes ha escluso per ora l’utilizzo del token ADUO, nonostante l’FIA abbia classificato il suo motore almeno il 2% sotto il benchmark Red Bull.
  • In Austria, George Russell e Kimi Antonelli hanno ricevuto nuovi componenti del gruppo propulsore (ICE, turbo, batterie, elettronica), ma nessuno di questi costituisce un upgrade tecnico in senso stretto.
  • Sono state introdotte revisioni di affidabilità, in particolare sull’elettronica di controllo delle batterie, per prevenire guasti analoghi a quelli che hanno eliminato Russell in Canada e Antonelli a Barcellona.
  • Toto Wolff afferma che al momento non è pianificato alcun upgrade al motore: «C’era un po’ più di mordente, ma non c’era nessun upgrade».
  • La scelta di Mercedes complica la vita a Red Bull, che non può qualificarsi per l’ADUO finché almeno un rivale non la supera del 2% nelle prestazioni del motore endotermico.

Motori freschi in Austria: affidabilità, non prestazioni

Al Red Bull Ring, entrambi i piloti Mercedes — George Russell e Kimi Antonelli — hanno ricevuto un set completo di nuovi componenti del gruppo propulsore: motori a combustione interna, turbocompressori, batterie e centraline elettroniche. Tuttavia, come ha precisato lo stesso Wolff, non si è trattato in alcun modo di un’evoluzione tecnica. «No, erano semplicemente nuove unità motore. Con ciò arriva meno chilometraggio, arriva un po’ più di mordente. Ma non c’era nessun upgrade, e al momento non è pianificato nessun upgrade», ha dichiarato il team principal austriaco.

La distinzione è importante: un’unità nuova beneficia naturalmente dell’assenza di usura accumulata, il che si traduce in una maggiore disponibilità di potenza rispetto a un motore a fine vita. Non si tratta di un avanzamento tecnico, ma di un vantaggio intrinseco al semplice utilizzo di un componente fresco. Mercedes ha quindi guadagnato una piccola dose di prestazione senza toccare le specifiche tecniche omologate — un approccio cauto ma strategicamente coerente con la posizione di forza che il team occupa in questo momento del campionato.

Le revisioni all’affidabilità: batterie ed elettronica al centro

Dietro la facciata di aggiornamento apparentemente neutro, Mercedes ha in realtà introdotto una serie significativa di modifiche orientate all’affidabilità. In particolare, le revisioni all’elettronica di controllo delle batterie sono state considerate internamente come un passo essenziale per scongiurare il ripetersi dei guasti che hanno compromesso le gare di Russell in Canada e di Antonelli a Barcellona. Entrambe le uscite di scena erano state attribuite dalla squadra a un’analoga tipologia di problema, rendendo urgente l’intervento correttivo.

La combinazione di questi aggiornamenti all’affidabilità — che hanno consentito a Mercedes di spingere più aggressivamente il propulsore senza i margini di sicurezza precauzionali precedenti — insieme al beneficio dei motori nuovi privi di degrado, si è tradotta secondo Wolff in un modesto ma reale incremento di potenza percepita. La fiducia guadagnata nella robustezza del sistema consente ora al team di estrarre più potenziale da ogni unità. Un vantaggio sottile, ma tutt’altro che trascurabile nelle ultime fasi di una stagione serrata.

L’ADUO: cosa può fare Mercedes e perché sceglie di aspettare

Il meccanismo ADUO, introdotto dalla FIA per riequilibrare la competitività tra i motoristi, prevede che i costruttori il cui motore endotermico venga classificato almeno il 2% al di sotto del benchmark possano beneficiare di spese aggiuntive e ore di banco prova per sviluppare una nuova omologazione. Nel caso di Mercedes, il sistema consentirebbe un’omologazione aggiuntiva quest’anno e un’altra nel 2027. Un’opportunità significativa, che rivali come Ferrari e Audi hanno già colto per introdurre aggiornamenti alle proprie power unit.

Mercedes, però, ha scelto di non farlo. Almeno per ora. La ragione è implicita nella posizione di dominio che il team di Brackley esercita attualmente nel campionato costruttori: con la situazione attuale ampiamente favorevole, introdurre un token di sviluppo prima del necessario potrebbe non offrire vantaggi sufficienti a giustificare la mossa strategica. Wolff sembra preferire una gestione conservativa delle risorse di sviluppo disponibili, riservando eventualmente l’ADUO a un momento in cui potrebbe fare una differenza più determinante.

Il dilemma Red Bull: la trappola ADUO e il confronto con la FIA

La decisione di Mercedes ha conseguenze dirette e potenzialmente pesanti per Red Bull. Il regolamento ADUO prevede che un costruttore possa qualificarsi per gli upgrade aggiuntivi solo nel momento in cui almeno uno dei suoi rivali lo supera di almeno il 2% nelle prestazioni del motore a combustione interna. Finché Mercedes mantiene la propria power unit nelle specifiche attuali senza migliorare significativamente il proprio ICE, Red Bull potrebbe trovarsi in una situazione di stallo: incapace di qualificarsi per l’ADUO, e impossibilitata ad avvicinarsi ulteriormente alla vetta della classifica motoristica.

Il team principal di Red Bull, Laurent Mekies, ha espresso apertamente le proprie preoccupazioni durante il fine settimana austriaco, descrivendo il rischio di un vero e proprio effetto trappola. «Hai ragione. C’è un rischio significativo per Red Bull, quindi hai assolutamente ragione nel segnalarlo», ha detto Mekies interpellato sulla possibilità di restare bloccati. «È uno dei motivi per cui è vitale per Red Bull, e più in generale per lo sport, che riusciamo ad avere un quadro corretto della situazione.»

Il riferimento di Mekies è anche alla disputa in corso con la FIA sul ranking originale stilato prima del Gran Premio del Canada del mese scorso, che collocava Red Bull in cima alla graduatoria dei motoristi. Il team sta ancora cercando di convincere l’ente regolatore a rivedere quella classificazione, con un’analisi dei dati ancora in corso e prossima alla conclusione. «Siamo grati alla FIA per il fatto che si stia prendendo il tempo necessario per pubblicare le proprie conclusioni. Certo, si vorrebbe sempre arrivare prima, ma è più importante arrivare alla conclusione giusta, anche se richiede un po’ più di tempo», ha aggiunto Mekies.

Il calendario della FIA e i prossimi aggiornamenti dei team clienti

Sul fronte regolamentare, la FIA condurrà una revisione delle prestazioni di tutte le power unit nel periodo compreso tra il Gran Premio di Monaco, disputato all’inizio di giugno, e il Gran Premio d’Ungheria di fine luglio, per verificare se la classifica tra i motoristi abbia subito variazioni significative. L’esito di questa analisi potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’ADUO, aprendo o chiudendo possibilità di sviluppo per i vari costruttori coinvolti.

Nel frattempo, i team clienti di Mercedes hanno già beneficiato in Austria delle revisioni a batterie e centraline elettroniche introdotte dalla casa madre. Nelle prossime gare, è previsto che vengano progressivamente introdotti anche ulteriori componenti freschi delle altre parti del gruppo propulsore, sempre nell’ottica di garantire affidabilità e massimizzare le prestazioni estratte dalle specifiche attuali. L’approccio di Mercedes — aggiornare senza aggiornare, migliorare senza cambiare le specifiche tecniche — sembra riflettere una strategia di lungo respiro che punta a conservare le frecce nel proprio arco per i momenti davvero decisivi della stagione.