George Russell conquista la terza posizione in griglia nelle qualifiche del GP del Belgio a Spa-Francorchamps, piazzandosi alle spalle del compagno di squadra Antonelli e di Max Verstappen. Un risultato che, sulla carta, potrebbe sembrare positivo, ma che nasconde una problematica tecnica seria e ancora irrisolta: la Mercedes accusa un deficit di velocità sul rettilineo preoccupante, che Russell ha analizzato con disarmante onestà al termine della sessione ai microfoni di Sky Sport F1.
Punti Chiave
- George Russell partirà terzo nel GP del Belgio, dietro ad Antonelli e Verstappen.
- Mercedes soffre di un evidente mancanza di velocità sul rettilineo per tutto il weekend di Spa.
- Il problema era già emerso nel weekend di Silverstone, senza essere stato risolto.
- Il team ha cambiato freni e fondo, ma il deficit di velocità sul dritto persisteva comunque.
- In qualifica Russell era quattro decimi dietro sui rettilinei, con variazioni da giro a giro.
Un weekend complicato a Spa: il deficit sul rettilineo
Spa-Francorchamps è un circuito che esalta la velocità di punta e premia le monoposto più efficienti aerodinamicamente, soprattutto sul lunghissimo rettilineo del Kemmel. Ed è proprio su questo aspetto che la Mercedes di Russell ha mostrato il fianco durante tutto il fine settimana belga. Il britannico non ha faticato soltanto in qualifica: il problema lo ha accompagnato lungo l’intera trasferta, dalla prima sessione di prove libere fino al momento decisivo dello shoot-out per la griglia di partenza.
Ciò che rende la situazione ancora più preoccupante è che non si tratta di un problema nuovo. Lo stesso Russell aveva già vissuto difficoltà simili a Silverstone, il circuito di casa del team con cui condivide alcune caratteristiche di layout. Nonostante le settimane trascorse tra i due eventi, Mercedes non è ancora riuscita a individuare con certezza la causa scatenante del deficit, il che rende la situazione particolarmente complessa da gestire in ottica gara e soprattutto in ottica sviluppo futuro.
Le parole di Russell: «Non dipende dallo stile di guida»
Al termine delle qualifiche, George Russell ha rilasciato una dichiarazione lunga e articolata, che merita di essere riportata integralmente per comprendere appieno la portata del problema. Il pilota britannico ha ripercorso punto per punto i tentativi del team di trovare una soluzione, escludendo progressivamente ogni ipotesi esaminata senza arrivare a una risposta definitiva.
«Non abbiamo avuto velocità sul rettilineo per tutto il weekend ed è la stessa cosa che è successa anche a Silverstone. Bisogna riconoscere che c’è un vero problema» ha esordito Russell, senza giri di parole. «Pensavamo che forse fossero i freni, ma dopo averli cambiati i problemi persistevano. Abbiamo pensato al fondo e lo abbiamo cambiato. Alla fine ho pensato che fosse il mio stile di guida, medesimo pensiero che ho avuto a Silverstone. Credevo dipendesse dalla guida, ma non è così.»
Russell ha poi concluso con un dato quantitativo preciso, che fotografa in modo netto l’entità del problema: «In qualifica eravamo dietro di quattro decimi sul rettilineo. In qualche giro era peggio, in qualche altro era meglio. Il team ha lavorato tantissimo per capire cosa sta succedendo.»
Quattro decimi sul rettilineo: l’entità del gap con i rivali
Il dato citato da Russell — quattro decimi di distacco sui rettilinei — è tutt’altro che trascurabile nel contesto di una qualifica di Formula 1, dove i gap in griglia si misurano spesso in centesimi. Un deficit del genere su una pista come Spa, dove le sezioni a bassa velocità possono compensare solo in parte ciò che si perde sul dritto, rappresenta un handicap strutturale significativo sia per le qualifiche sia per la gestione della gara.
Il fatto che il valore non fosse costante — «in qualche giro era peggio, in qualche altro era meglio», come ha sottolineato Russell — suggerisce che la causa potrebbe essere legata a un fenomeno non del tutto riproducibile o controllabile, forse aerodinamico o legato al comportamento di qualche componente al variare delle condizioni termiche o di carico. Questo rende il lavoro diagnostico del reparto tecnico Mercedes ancora più arduo: non si ha a che fare con un problema fisso e misurabile, ma con qualcosa di variabile e difficile da isolare nei dati.
Il metodo di esclusione: freni, fondo e stile di guida già scartati
Ciò che emerge dal racconto di Russell è un processo di eliminazione sistematico che il team ha condotto nel corso del weekend. La prima ipotesi esaminata era legata all’impianto frenante: i freni sono stati sostituiti, ma il problema è rimasto invariato. In seguito, l’attenzione si è spostata sul fondo della vettura, un elemento cruciale per la generazione di carico aerodinamico e per l’efficienza complessiva della monoposto. Anche in questo caso, la sostituzione non ha prodotto i miglioramenti attesi.
Russell ha poi ammesso di essersi auto-esaminato come possibile variabile del problema, ipotizzando che il suo stile di guida — in particolare la gestione delle frenate o l’approccio alle curve lente che precedono i rettilinei — potesse influire negativamente sulla velocità di punta. Era la stessa considerazione che aveva fatto dopo Silverstone. Anche questa pista, tuttavia, è stata smentita dai dati. Il problema, dunque, non è né nei freni, né nel fondo, né nel pilota: Mercedes deve ancora trovare il responsabile di questi quattro decimi persi ogni volta che la W16 raggiunge le sezioni più veloci del tracciato.
Con la gara alle porte, il team di Brackley si presenterà al via di Spa con Russell in terza posizione e con un interrogativo tecnico ancora aperto. La corsa sarà un banco di prova fondamentale per capire se il deficit di velocità di punta possa essere in qualche modo gestito in gara attraverso la strategia o la gestione delle gomme, oppure se rappresenterà un ostacolo difficilmente superabile anche nel long run. Gli aggiornamenti tecnici e la comprensione del problema rimangono la priorità assoluta del reparto ingegneristico Mercedes in vista dei prossimi appuntamenti del mondiale.





