Citroën BX GTi, 40 anni fa nasceva la berlina che sfidava i 200 km/h

La Citroën BX GTi compie 40 anni: nata nel luglio 1986 con 125 CV e sospensioni idropneumatiche, divenne la prima berlina francese in grande serie con motore multivalvole grazie alla versione 16 Valvole del 1988.

Quarant’anni fa, nel luglio del 1986, Citroën presentava la BX GTi: una berlina sportiva che sapeva fare cose apparentemente contraddittorie, toccare i 200 km/h e offrire il comfort delle sospensioni idropneumatiche. Nata dal restyling della BX e destinata a sostituire le versioni BX 19 GT e BX Sport, la GTi incarnò per un decennio la visione del Marchio francese: prestazioni concrete, senza compromessi sul comfort e sulla versatilità quotidiana.

Punti Chiave

  • La Citroën BX GTi debuttò nel luglio 1986, nell’ambito del restyling della gamma BX, sostituendo le versioni BX 19 GT e BX Sport.
  • Il motore a 4 cilindri da 125 CV garantiva una velocità massima prossima ai 200 km/h e un rapporto peso/potenza di 8,2 kg/CV grazie a un peso di soli 1.025 kg.
  • Nel 1988 arrivò la BX GTi 16 Valvole da 160 CV e 218 km/h di punta: prima vettura francese prodotta in grande serie con motore multivalvole.
  • Nel 1989 venne introdotta la variante BX GTi 4X4 con trazione integrale permanente e differenziale posteriore autobloccante.
  • La BX GTi uscì di produzione nel luglio 1993 con l’introduzione generalizzata del convertitore catalitico, dopo sette anni di continua evoluzione.

Dalla Torre Eiffel al restyling del 1986: la storia della BX

Per capire l’origine della GTi bisogna tornare all’ottobre 1982, quando la BX venne presentata al Salone di Parigi dopo essere stata svelata ai piedi della Torre Eiffel. Disegnata dalla carrozzeria italiana Bertone sotto la guida di Marcello Gandini, la BX si rivelò uno dei maggiori successi commerciali di Citroën: oltre 2,3 milioni di unità prodotte fino al 1994. Fu su questa base solida che, quattro anni dopo il lancio, il restyling del luglio 1986 aprì la strada alla versione più sportiva della famiglia.

Il designer Carl Olsen, già autore di AX e CX Serie 2, ricevette un mandato preciso: prendere il carattere sportivo della BX Sport e innestarlo su una berlina capace di soddisfare anche le esigenze pratiche di chi l’auto la usa ogni giorno. Il risultato fu la BX GTi, riconoscibile subito per i parafanghi anteriori e posteriori allargati, i paraurti più avvolgenti in tinta carrozzeria, gli indicatori bianchi allineati ai fari e lo spoiler posteriore. L’intera scocca ricevette inoltre un trattamento di zincatura per prevenire la corrosione, dettaglio non scontato per l’epoca. I discreti loghi “GTI” sui montanti posteriori e sul portellone completavano l’identità sportiva senza eccessi di stile.

125 CV, 1.025 kg, 8,2 kg/CV: i numeri di una vera sportiva

Lunga 4,24 metri, la BX GTi montava un motore 4 cilindri a 8 valvole con iniezione elettronica da 125 CV DIN e 175 Nm di coppia a 4.500 giri/minuto. Bastava per toccare una velocità massima prossima ai 200 km/h e percorrere il chilometro da fermo in 30,5 secondi, un risultato ragguardevole per gli standard del 1986. Ma il dato più eloquente era il rapporto peso/potenza: con soli 1.025 kg sulla bilancia, la GTi scendeva a 8,2 kg/CV, un valore migliore rispetto alla maggior parte delle concorrenti dirette.

A rendere tutto questo possibile senza rinunciare al comfort contribuivano le iconiche sospensioni idropneumatiche Citroën, qui irrigidite rispetto al resto della gamma per enfatizzare il comportamento dinamico, ma mai al punto da diventare scomode. Quattro freni a disco, servosterzo e ABS disponibile a richiesta completavano un pacchetto che riusciva nell’impresa di essere reattivo e rassicurante allo stesso tempo. La capacità di assorbire le irregolarità del fondo stradale garantendo tenuta alle alte velocità era, in pratica, il marchio di fabbrica dell’intera famiglia Citroën applicato a un contesto sportivo.

L’abitacolo rispecchiava le ambizioni della vettura: sedili in velluto regolabili in altezza, retrovisore elettrico lato passeggero, chiusura centralizzata, quadro strumenti specifico a sei indicatori e spia di segnalazione porte aperte erano di serie. Tra gli optional figuravano sedili in pelle, tetto apribile elettrico, computer di bordo, cerchi in lega leggera, climatizzatore e impianto Hi-Fi, un insieme che trasformava la GTi nell’automobile di un giovane professionista capace di passare dall’autostrada all’ufficio senza cambiare umore.

La svolta del 1988: la 16 Valvole che scrisse la storia

Con il Model Year 1988 arrivò la variante destinata a eclissare tutto il resto della gamma GTi. La BX GTi 16 Valvole montava il nuovo propulsore XU9J4 da 1.905 cm³, capace di erogare 160 CV a 6.500 giri/minuto. La velocità massima saliva a 218 km/h, l’accelerazione da 0 a 100 km/h scendeva a 7,9 secondi e l’ABS diventava di serie. Con questo modello Citroën divenne il primo costruttore francese a portare in grande serie un motore multivalvole, un primato industriale oltre che sportivo.

Esteticamente la 16 Valvole adottava uno stile più affilato rispetto alla 8 valvole: paraurti in tinta con inserti neri, minigonne laterali e cerchi in lega con pneumatici Michelin ad alte prestazioni. Le sospensioni vennero adeguate alle maggiori sollecitazioni. All’interno dominava il nero, con sedili dal maggiore contenimento laterale e un volante sportivo a tre razze. La GTi a 8 valvole rimase in gamma, ma era inevitabilmente ridimensionata nel ruolo.

La BX GTi 4X4 e l’evoluzione fino al 1993

Nel 1989 Citroën allargò ulteriormente la famiglia con la BX GTi 4X4, variante a trazione integrale permanente pensata per chi chiedeva efficacia anche sui fondi difficili. Il sistema prevedeva un gruppo di rinvio anteriore e un differenziale posteriore autobloccante, con ripartizione della coppia del 53% all’asse anteriore e del 47% al posteriore. Un comando elettrico consentiva il bloccaggio del differenziale centrale per le situazioni più impegnative, garantendo una duttilità d’uso che andava ben oltre l’uso esclusivamente sportivo.

Dal 1990 l’intera gamma GTi venne adattata all’utilizzo della benzina senza piombo, con una potenza che scendeva a 123 CV senza conseguenze sulle prestazioni o sui consumi. Nel luglio 1991 i cerchi in lega e il volante sportivo della 16 Valvole divennero di serie su tutta la gamma, insieme al servosterzo e a un migliore isolamento acustico. Un anno dopo, nel luglio 1992, fu la volta del climatizzatore in dotazione standard, dei rivestimenti neri e di un serbatoio allargato a 66 litri per l’intera famiglia BX.

La storia della BX GTi si chiuse nel luglio 1993 con l’introduzione generalizzata del convertitore catalitico, che ne decretò l’uscita dal catalogo. Sette anni di produzione, tre varianti principali, un primato industriale con il primo motore multivalvole francese in grande serie: un bilancio che spiega perché, a quarant’anni dal debutto, la BX GTi continui a occupare un posto di rilievo nella memoria degli appassionati e nella storia del Marchio del double chevron.

Domande frequenti

Quando è nata la Citroën BX GTi e quanti anni compie?

La Citroën BX GTi compie 40 anni nel 2026, essendo stata lanciata nel luglio del 1986 in occasione del restyling della gamma BX. Sostituì le versioni BX 19 GT e BX Sport, proponendo un mix inedito di prestazioni sportive e comfort da berlina familiare.

Quanto era potente la Citroën BX GTi e quali erano le sue prestazioni?

La BX GTi montava un motore 4 cilindri a 8 valvole con iniezione elettronica da 125 CV e 175 Nm di coppia, capace di avvicinarsi ai 200 km/h di velocità massima. Il peso contenuto di 1.025 kg garantiva un rapporto peso/potenza di 8,2 kg/CV, migliore rispetto alla maggior parte delle concorrenti dell'epoca.

Cosa cambiava nella BX GTi 16 Valvole rispetto alla versione normale?

Introdotta con il Model Year 1988, la BX GTi 16 Valvole montava il motore XU9J4 da 1.905 cm³ con 160 CV, raggiungeva 218 km/h e scattava da 0 a 100 km/h in 7,9 secondi, con ABS di serie. Fu la prima vettura francese prodotta in grande serie equipaggiata con un motore multivalvole, distinguendosi anche esternamente per minigonne, inserti neri e cerchi in lega Michelin ad alte prestazioni.

Esisteva una versione 4×4 della Citroën BX GTi?

Sì, nel 1989 venne introdotta la BX GTi 4X4, dotata di trazione integrale permanente con ripartizione della coppia del 53% all'anteriore e 47% al posteriore. Un comando elettrico permetteva inoltre di bloccare il differenziale centrale per affrontare i fondi più difficili.

Quando è uscita di produzione la Citroën BX GTi?

La BX GTi uscì dal catalogo nel luglio 1993, quando la generalizzazione del convertitore catalitico ne impose il ritiro. In totale, la berlina sportiva di Citroën rimase in produzione per circa sette anni, chiudendo un decennio segnato da continua evoluzione tecnologica.