Targa verde, caratteri colorati, strisce laterali o lettere speciali come “EL” ed “E”: in tutto il mondo, decine di Paesi hanno scelto di rendere immediatamente riconoscibili le auto elettriche attraverso targhe dedicate, ciascuna con caratteristiche proprie e benefici differenti per i proprietari. Škoda ha analizzato il fenomeno in un approfondimento che fotografa lo stato dell’arte a livello globale, dalle soluzioni più semplici fino ai sistemi più articolati.
Punti Chiave
- Molti Paesi nel mondo utilizzano targhe speciali per identificare le auto elettriche e i veicoli a basse emissioni, con sistemi molto diversi tra loro.
- I vantaggi associati variano da Paese a Paese e includono parcheggio gratuito, pedaggi ridotti, esenzioni dal bollo e accesso a corsie preferenziali.
- Tra i sistemi più comuni ci sono i caratteri colorati (verde scuro o blu), lo sfondo colorato della targa e l’aggiunta della lettera “E” o della combinazione “EL”.
- Numerosi Paesi europei e del mondo, tra cui Francia, Germania (parzialmente), Spagna, Paesi Bassi e Svizzera, non utilizzano targhe speciali per i veicoli elettrici.
- In Irlanda il sistema di targa verde è tra i più recenti in Europa, introdotto nel 2025, ma non prevede ancora vantaggi pratici come parcheggio gratuito o pedaggi ridotti.
Caratteri colorati: la soluzione più semplice
Il modo più immediato per distinguere un’auto elettrica in circolazione è cambiare il colore dei caratteri sulla targa, senza stravolgere il formato standard. Romania, Austria e Ucraina hanno scelto caratteri in verde scuro su sfondo bianco al posto del classico nero; la Lettonia ha invece optato per caratteri in azzurro chiaro. Si tratta di modifiche visivamente discrete ma che, abbinate a specifici database delle autorità e dei servizi di emergenza, permettono l’identificazione rapida del tipo di veicolo.
I benefici concreti non mancano. In Austria, i proprietari di auto elettriche con targa verde possono usufruire del parcheggio gratuito in alcune aree e di limiti di velocità più elevati in determinate zone di controllo delle emissioni IG-L. Da settembre 2024, tuttavia, le ibride plug-in sono state escluse da questo sistema e dai vantaggi associati. In Lettonia, i veicoli a basse emissioni con targa speciale sono autorizzati a circolare nelle corsie riservate ai mezzi pubblici, un privilegio che in molte città rappresenta un vantaggio concreto nei percorsi urbani.
Sfondo colorato: la scelta di Polonia, Ungheria e India
Chi vuole rendere ancora più evidente la natura elettrica di un veicolo punta sul colore dello sfondo della targa intera, soluzione ben più visibile rispetto ai soli caratteri. Polonia e Ungheria hanno adottato targhe con sfondo verde chiaro e caratteri neri. L’India ha scelto una combinazione invertita: sfondo verde con caratteri bianchi. In nessuno di questi tre Paesi le targhe speciali vengono rilasciate alle ibride plug-in (in Ungheria erano disponibili fino al 2024).
I vantaggi economici legati a queste targhe sono rilevanti soprattutto in India, dove i veicoli elettrici sono soggetti a un’aliquota fiscale del 5%, contro il 18-40% applicato ai veicoli tradizionali. In alcune regioni indiane sono inoltre previste esenzioni o riduzioni su bollo, tasse di immatricolazione, pedaggi, parcheggi e spazi di sosta dedicati. In Polonia, i veicoli con targa verde possono accedere alle zone a traffico limitato dalle quali i motori a combustione interna sono esclusi.
La lettera “E” e la combinazione “EL”: il modello dell’Europa centro-orientale
Un altro approccio diffuso prevede l’inserimento di identificatori alfanumerici specifici direttamente nella sequenza della targa. Lituania, Norvegia, Repubblica Ceca e Taiwan (ROC) collocano la lettera “E” all’inizio della targa; in Germania, invece, la stessa lettera si trova alla fine della sequenza. Nella Repubblica Ceca la targa inizia sempre con la combinazione “EL”, mentre in Norvegia alla “E” iniziale segue una lettera aggiuntiva.
Alexander Ulvestad Hjermind, Communications Manager di Škoda Norvegia, ha spiegato il valore pratico di questo sistema nel suo Paese: “Le targhe per i veicoli elettrici facilitano l’accesso ai benefici e consentono l’identificazione automatica. La Norvegia ha tradizionalmente offerto ai proprietari di veicoli elettrici una serie di incentivi, tra cui pedaggi ridotti, tariffe traghetti agevolate ed esenzioni da determinati pedaggi stradali.”
In Repubblica Ceca, i veicoli con targa “EL” godono di parcheggio gratuito o scontato in alcune città, sono esenti dall’obbligo di vignetta autostradale e le aziende non pagano la tassa di circolazione. In Germania, oltre agli incentivi fiscali e ai sussidi all’acquisto, in alcune località è previsto l’accesso a corsie dedicate. Germania e Repubblica Ceca estendono una parte dei benefici anche alle ibride plug-in; Norvegia, Lituania e Taiwan riservano invece tutti i vantaggi esclusivamente ai veicoli completamente elettrici.
Strisce verdi, sfondi turchese e targhe per moto: le soluzioni più originali
Il panorama internazionale delle targhe elettriche include anche soluzioni più originali. La Slovacchia ha inizialmente adottato uno sfondo turchese, per poi passare dal 2023 a un sistema con sfondo bianco, caratteri verde scuro e le lettere “EL” o “EV” all’inizio. La Bulgaria utilizza anch’essa caratteri verdi, con la distinzione aggiuntiva tra autovetture (prefisso “EA”) e motocicli elettrici (prefisso “EM”), un dettaglio che rende il sistema bulgaro tra i pochi a differenziare esplicitamente le due categorie.
Nel Regno Unito e in Irlanda si è scelto di mantenere sostanzialmente invariato il formato standard della targa, aggiungendo soltanto una striscia verde laterale. In Gran Bretagna la striscia è posizionata sul lato sinistro; in Irlanda sul lato destro. Il sistema irlandese è tra i più recenti in Europa: introdotto nel 2025, non prevede ancora benefici pratici per gli utenti come il parcheggio gratuito o la riduzione dei pedaggi, sebbene siano già in vigore significativi incentivi fiscali.
I Paesi senza targa speciale: non significa senza vantaggi
Un numero consistente di Paesi, sia in Europa che nel resto del mondo, ha scelto di non adottare targhe dedicate per i veicoli elettrici, a idrogeno o ibridi plug-in. Questo non implica necessariamente l’assenza di agevolazioni per i proprietari: i benefici esistono, ma sono spesso condizionati alla registrazione presso le autorità locali oppure gestiti tramite strumenti alternativi, come il contrassegno blu da applicare al parabrezza in uso in Portogallo.
Tra i Paesi che non utilizzano targhe speciali figurano Albania, Australia, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Croazia, Israele, Cipro, Lussemburgo, Marocco, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Grecia, Slovenia, Serbia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e Vietnam. Una lista lunga e geograficamente variegata, che dimostra come non esista un modello unico a livello globale e che ogni Paese stia ancora cercando il proprio equilibrio tra segnalazione visiva e gestione amministrativa dei benefici.
Il quadro complessivo che emerge dall’analisi di Škoda mostra un settore in rapida evoluzione: con l’accelerazione della transizione elettrica, sempre più Paesi stanno introducendo o affinando i propri sistemi di identificazione visiva. Le prossime tappe saranno probabilmente segnate dall’estensione dei benefici nei mercati che li hanno già avviati e dall’introduzione di sistemi strutturati in quei Paesi che per ora gestiscono tutto in modo amministrativo.





