Ferrari a Monza con livrea speciale: trent’anni dalla vittoria di Schumacher

La Scuderia Ferrari HP arriva al Gran Premio d’Italia con un carico emotivo fuori dal comune. Monza non è soltanto la gara di casa, il momento in cui il Cavallino corre davanti al proprio pubblico: nell’edizione di quest’anno coincide con i trent’anni dalla prima vittoria di Michael Schumacher a Monza con la Ferrari, ottenuta l’8 settembre 1996 al volante della F310. Per celebrare l’anniversario, le monoposto di Charles Leclerc e Lewis Hamilton scenderanno in pista con una livrea speciale ispirata a quella storica vettura. E non è tutto: Fred Vasseur ha annunciato l’introduzione di una power unit aggiornata, nell’ambito delle opportunità di sviluppo previste dall’ADUO.

Punti Chiave

  • Ferrari celebra i trent’anni dalla prima vittoria di Schumacher a Monza (8 settembre 1996, F310) con una livrea speciale sulle monoposto di Leclerc e Hamilton.
  • Vasseur annuncia l’introduzione di una power unit aggiornata per il Gran Premio d’Italia, definita “un passo nella giusta direzione” in una stagione che si gioca sui guadagni marginali.
  • Le nuove monoposto 2026 introducono l’aerodinamica attiva (Straight Mode) e un sistema di Overtake Mode legato alla gestione dell’energia elettrica, aspetti cruciali sul layout di Monza.
  • La gara si disputerà domenica alle 15 CEST su 53 giri per 306,72 km; qualifiche sabato alle 16.
  • La Ferrari conta 20 vittorie su 76 Gran Premi d’Italia disputati, con 23 pole position e 72 podi complessivi sul tracciato brianzolo.

Trent’anni da quella F310: la livrea celebrativa

Era il 1996 e la Ferrari non era ancora nelle condizioni di lottare con continuità per il titolo, ma Schumacher, alla sua prima stagione con il team di Maranello, aveva già dimostrato di essere un campione capace di strappare risultati straordinari. La vittoria di Monza, arrivata dopo i successi in Spagna e in Belgio, fu uno snodo cruciale nel costruire il rapporto tra il pilota tedesco e la marea rossa del pubblico italiano. Da quel giorno, Schumacher sarebbe tornato a vincere sul circuito brianzolo altre quattro volte: nel 1998, nel 2000, nel 2003 e nel 2006.

La livrea speciale che le monoposto di Leclerc e Hamilton indosseranno questo weekend si ispira proprio a quella F310, un omaggio che la Scuderia ha voluto rendere a un campione che, nelle parole del team, “ha cambiato per sempre la storia dell’azienda incarnandone i valori più profondi”. Non un semplice esercizio di nostalgia, ma un modo per ricordare come quell’approccio metodico e orientato ai dati abbia lasciato un’impronta duratura nella cultura Ferrari.

“Questa stagione si gioca molto sui guadagni marginali”

Fred Vasseur, Team Principal della Scuderia, ha delineato le aspettative per il fine settimana monzese con la consueta chiarezza. Oltre alla componente emotiva legata alla celebrazione di Schumacher, il manager francese ha posto l’accento sulla novità tecnica più attesa: una power unit aggiornata che il team porterà in pista nel quadro delle finestre di sviluppo concesse dall’ADUO (il regolamento che disciplina l’evoluzione delle unità motrice nel 2026).

Vasseur ha dichiarato: “Quello di Monza è sempre un weekend molto speciale per la Ferrari. Correre davanti ai nostri tifosi dà a tutta la squadra un’energia incredibile e quest’anno ci sarà un’ulteriore componente emotiva, perché celebreremo Michael Schumacher e l’eredità che ha lasciato nella nostra azienda. La sua instancabile ricerca del miglioramento, l’attenzione ai dettagli e la profonda convinzione nell’importanza del lavoro di squadra sono valori fondamentali per noi ancora oggi. Sul fronte della prestazione, introdurremo una power unit aggiornata nell’ambito delle opportunità di sviluppo previste dall’ADUO. Rappresenta un passo nella giusta direzione, e come sappiamo, questa stagione si gioca molto sui guadagni marginali. Monza è un circuito impegnativo e i valori in campo sono estremamente ravvicinati, quindi la nostra priorità sarà eseguire al meglio ogni aspetto del weekend, fin dal venerdì. Trarremo ulteriore motivazione dalla passione del nostro pubblico di casa e vogliamo regalare ai nostri tifosi un bel weekend.”

Le nuove sfide del 2026 sul Tempio della Velocità

Inaugurato nel 1922, l’Autodromo Nazionale di Monza è uno dei circuiti più antichi del calendario e ha ospitato il Gran Premio d’Italia in ogni edizione del Mondiale ad eccezione del 1980, quando la gara si disputò a Imola. I suoi 5.793 metri sono un concentrato di storia: la Variante della Roggia, le due curve di Lesmo, la Variante Ascari e la Curva Alboreto (già Parabolica) hanno visto scorrere decenni di Formula 1 ai limiti assoluti della velocità.

Con la nuova generazione di monoposto introdotta quest’anno, però, il modo di affrontare Monza cambia sotto diversi aspetti. L’aerodinamica attiva consente di ridurre la resistenza all’avanzamento sui rettilinei tramite lo Straight Mode, per poi riportare le ali in configurazione ad alto carico in curva. Sui lunghi tratti veloci del circuito brianzolo questo sistema sarà particolarmente rilevante, così come la gestione dell’energia: le power unit 2026 assegnano alla componente elettrica un ruolo molto più centrale rispetto alla generazione precedente, e recuperare al meglio l’energia disponibile sarà uno dei fattori determinanti sia sul giro secco sia sulla distanza di gara.

Non cambiano, invece, le sfide classiche di Monza: stabilità in frenata alla prima variante (una delle decelerazioni più impegnative dell’intera stagione) e trazione in uscita dalle chicane e dai Lesmo, dove portare la massima velocità possibile verso i rettilinei successivi può fare la differenza in termini di tempo sul giro e, soprattutto, di opportunità di sorpasso. A proposito di sorpassi: il nuovo regolamento introduce l’Overtake Mode, che mette a disposizione del pilota in scia (entro un secondo al punto di rilevamento) potenza elettrica supplementare nel giro successivo. Sui rettilinei di Monza, questo strumento potrebbe incidere in modo significativo sulle battaglie di posizione in gara.

Sul fronte strategico, il layout ha storicamente favorito le soste singole, ma il comportamento degli pneumatici e le indicazioni delle prove libere saranno decisive. La gestione del traffico in qualifica resta, come sempre a Monza, un’altra variabile da non sottovalutare: la scia può influenzare sensibilmente i tempi, ma attendere troppo prima di completare il giro lanciato espone al rischio di prendere la bandiera a scacchi senza completare l’ultimo tentativo.

Piero Ferrari: “Michael ha dimostrato quanto fosse importante studiare ogni dettaglio”

Per l’occasione, la Scuderia ha raccolto la testimonianza di Piero Ferrari, Vice Presidente e Amministratore non esecutivo del Cavallino, che ha ricordato il significato di quella vittoria del 1996 e l’impatto culturale che Schumacher ha lasciato nel DNA del team.

Piero Ferrari ha dichiarato: “Ogni volta che arriviamo a Monza, ciò che mi colpisce di più è il calore dei tifosi. Monza è da sempre un luogo speciale per Ferrari e c’è sempre l’aspettativa che la squadra possa fare qualcosa di speciale, indipendentemente da come sia andata la stagione fino a quel momento. L’atmosfera unica del circuito, il sostegno dei tifosi e la passione che si respira riescono a trasmettere un’energia particolare a tutta la squadra, incoraggiando il team e i piloti a dare il massimo.”

Sul ricordo della vittoria del 1996 e il suo valore storico, Ferrari ha aggiunto: “All’inizio dell’era Schumacher la Ferrari non era ancora nella posizione di poter lottare con continuità per la vittoria, ma Michael riusciva comunque a ottenere grandi risultati grazie alle sue straordinarie qualità. La vittoria di Monza del 1996 ne è un esempio perfetto: fu una prestazione da grande campione, arrivata in un luogo che per Ferrari ha un significato particolare. Credo che quella giornata sia stata importante anche per il rapporto tra Michael e i tifosi. Era alla Ferrari da pochi mesi, aveva già vinto in Spagna e in Belgio, ma vincere a Monza, davanti a quel pubblico, contribuì a creare un legame che negli anni successivi sarebbe diventato sempre più forte. Michael seppe capire cosa significasse correre per Ferrari e quanto fosse importante per i nostri tifosi, e credo che anche per questo sia entrato così profondamente nella loro storia e nel loro affetto.”

Sull’eredità più profonda che Schumacher ha lasciato alla cultura Ferrari, Piero Ferrari ha concluso: “Sì, è vero. Ai tempi di Michael ci fu un cambiamento importante nel modo di lavorare. Fino ad allora lo sviluppo della vettura si basava principalmente sulla sensibilità del pilota, sui suoi commenti e sui dati tecnici raccolti in pista. Michael fece un passo ulteriore: iniziò a studiare in maniera approfondita anche se stesso all’interno della vettura. Ricordo che portava a casa il computer con i dati della telemetria per analizzare ogni dettaglio della propria guida, capire dove potesse migliorare e individuare i punti del circuito in cui avrebbe potuto fare la differenza. Questo approccio, estremamente metodico e orientato ai dati, ebbe un impatto profondo sulla cultura Ferrari che si riflette ancora oggi in certe pratiche del team. Naturalmente i tempi erano molto diversi. All’epoca era possibile svolgere molti più test e tutto quel lavoro di analisi serviva a preparare al meglio prove, qualifiche e gara. Oggi i regolamenti limitano molto di più i test, ma il principio resta lo stesso. Michael ha dimostrato quanto fosse importante studiare ogni dettaglio, utilizzare i dati come strumento di miglioramento e prepararsi con la massima attenzione anche lontano dalla pista. Credo che questa capacità di analizzare il proprio lavoro e cercare continuamente qualcosa da migliorare sia una delle eredità più significative che abbia lasciato alla Ferrari.”

I numeri della Ferrari a Monza e il programma del weekend

I numeri raccontano il peso della storia tra il Cavallino e il circuito brianzolo. Nelle 76 edizioni del Gran Premio d’Italia disputate dalla Ferrari, il team di Maranello ha conquistato 20 vittorie (il 26,31% delle gare), 23 pole position (30,26%), 19 giri veloci (25%) e 72 podi (31,58%). Cifre che si inseriscono nel quadro più ampio delle statistiche generali della Scuderia in Formula 1: 250 vittorie in 1134 Gran Premi disputati in 77 stagioni, con il debutto a Monaco nel 1950.

Ferrari Stats GP disputati
GP disputati 1134
Stagioni in F1 77
Debutto Monaco 1950 (A. Ascari 2°; R. Sommer 4°; L. Villoresi rit.)
Vittorie 250 (22.07%)
Pole Position 254 (22.42%)
Giri veloci 268 (23,63%)
Podi 845 (24.86%)
Ferrari Stats GP d’Italia
GP disputati 76
Debutto 1950 (A. Ascari e D. Serafini 2°; P. Whitehead 7°; C. Biondetti rit.)
Vittorie 20 (26,31%)
Pole Position 23 (30,26%)
Giri veloci 19 (25,00%)
Podi 72 (31,58%)

Il weekend seguirà il formato tradizionale: prove libere venerdì alle 12.30 e alle 16 CEST, terza sessione sabato alle 12.30, qualifiche sabato alle 16. Il Gran Premio d’Italia prenderà il via domenica alle 15, su una distanza di 53 giri per un totale di 306,72 km. Un appuntamento che, tra livrea celebrativa, aggiornamento tecnico e l’energia del pubblico di Monza, si preannuncia tra i più carichi di significato dell’intera stagione per la Scuderia Ferrari HP.