Red Bull Racing ha completato un altro colpo sul mercato tecnico della Formula 1, assicurandosi i servizi di Tom McCullough, ingegnere britannico di lungo corso proveniente da Aston Martin. McCullough andrà a ricoprire il ruolo di head of racing, una posizione appositamente creata per lui, a partire dall’inizio del 2027. Il suo trasferimento a Milton Keynes avverrà dopo un periodo di gardening leave successivo alla sua uscita dall’organizzazione di Silverstone, confermata nell’agosto del 2026.
Punti Chiave
- Tom McCullough firma con Red Bull Racing per ricoprire il nuovo ruolo di head of racing a partire dal 2027.
- L’ingegnere britannico lascia Aston Martin dopo oltre un decennio, avendo ricoperto i ruoli di chief race engineer e performance director.
- McCullough era stato allontanato dall’operazione di F1 di Aston Martin all’inizio del 2025, diventando performance director di Aston Martin Performance Technologies.
- Il suo ingaggio va a coprire in parte il vuoto lasciato da Gianpiero Lambiase, atteso in McLaren a partire dal 2028.
- Red Bull ha inoltre perso il chief designer Craig Skinner e ha già ingaggiato Gwen Lagrue da Mercedes come young driver advisor.
Oltre un decennio tra Force India e Aston Martin
Tom McCullough è uno degli ingegneri britannici più esperti del paddock di Formula 1. Il suo percorso nel motorsport di alto livello abbraccia decenni e include esperienze significative in diverse realtà, tra cui Reynard Engineering, Williams e Sauber. Il capitolo più lungo della sua carriera si è però aperto nel 2014, quando è entrato a far parte di quella che all’epoca si chiamava ancora Force India in veste di chief race engineer. Quattro anni dopo, nel 2018, è arrivata la promozione a performance director, un ruolo che ha mantenuto anche attraverso la trasformazione del team prima in Racing Point e poi nella rinnovata Aston Martin.
La sua permanenza a Silverstone ha quindi coperto un arco temporale di oltre dieci anni, attraversando una delle fasi di crescita più ambiziose del team, quella spinta dagli ingenti investimenti del proprietario Lawrence Stroll. Tuttavia, la parabola discendente dei risultati in pista nella seconda metà della stagione 2023 e nel corso del 2024 ha portato a una riorganizzazione interna: all’inizio del 2025 McCullough è stato distaccato dall’operazione di F1 del team, venendo reindirizzato verso Aston Martin Performance Technologies con il ruolo di performance director. La sua uscita dall’intera organizzazione Aston Martin è stata ufficializzata nell’agosto del 2026, aprendo la strada alla trattativa con Red Bull.
Il nuovo ruolo a Milton Keynes: colmare il vuoto di Lambiase
Il ruolo di head of racing che McCullough andrà a ricoprire in Red Bull è stato creato appositamente per lui, un segnale della considerazione con cui il team campione del mondo guarda al suo profilo professionale. La sua funzione sarà in larga misura quella di contribuire a colmare il vuoto lasciato da Gianpiero Lambiase, da anni head of race engineering di Red Bull e race engineer di pista di Max Verstappen. Lambiase è atteso in McLaren, anche se il suo trasferimento non dovrebbe avere effetto prima della stagione 2028. Red Bull si sta quindi muovendo con largo anticipo per garantire continuità e solidità alla propria struttura tecnica trackside.
Il team ha commentato la firma con una dichiarazione ufficiale, esprimendo soddisfazione per l’accordo raggiunto: “Siamo lieti di dare il benvenuto a Tom nel team all’inizio del 2027 e non vediamo l’ora di beneficiare della grande esperienza e competenza che porterà nel ruolo.” Un comunicato sobrio, ma che testimonia l’importanza strategica che Red Bull attribuisce a questo inserimento nel momento in cui ricostruisce la propria leadership tecnica.
Una ristrutturazione tecnica in corso: Skinner, Waterhouse e Landi
L’arrivo di McCullough non è un episodio isolato, ma si inserisce in un processo di ristrutturazione più ampio e articolato che Red Bull sta portando avanti dopo una serie di partenze eccellenti avvenute negli ultimi anni. Oltre all’imminente addio di Lambiase, il team ha dovuto registrare la perdita di Craig Skinner, chief designer del team, la cui uscita ha costretto Milton Keynes ad altri aggiustamenti organizzativi. Ben Waterhouse ha assunto la posizione di chief performance and design engineer, mentre Andrea Landi è arrivato dalla squadra satellite Racing Bulls per ricoprire il ruolo di head of performance.
Questi movimenti interni raccontano di una struttura tecnica che si è ritrovata a fare i conti con un ricambio generazionale e strategico non banale, reso ancora più urgente dall’esigenza di rimanere competitivi in un campionato sempre più serrato sul piano tecnico. Il mercato degli ingegneri e dei tecnici in Formula 1 è oggi competitivo quanto quello dei piloti, e Red Bull dimostra di sapersi muovere con decisione anche su questo fronte.
Il secondo colpo da un rivale: anche Lagrue da Mercedes
McCullough rappresenta il secondo ingaggio di rilievo che Red Bull ha messo a segno pescando direttamente dalla concorrenza nel giro di pochi mesi. In precedenza il team aveva già siglato l’accordo con Gwen Lagrue, proveniente da Mercedes, che andrà a lavorare come young driver advisor. Due acquisizioni che mostrano la volontà del team di reinvestire nel talento e nell’esperienza, puntando su figure che portano con sé know-how maturato in contesti altamente competitivi.
La strategia è chiara: Red Bull non intende rallentare il proprio ritmo di sviluppo tecnico e organizzativo nonostante le turbolenze degli ultimi mesi, preferendo anticipare le mosse piuttosto che subirle. Con McCullough destinato ad aggiungersi allo staff a partire da inizio 2027, il team avrà il tempo necessario per integrare la sua esperienza nella struttura prima che le partenze più attese, come quella di Lambiase, diventino operative. L’obiettivo è preservare quella continuità di metodo e competenza che ha contraddistinto gli anni d’oro della squadra di Milton Keynes.





