Honda non si sbilancia sul possibile ritorno al motore V8 in Formula 1, mentre le voci su un futuro cambio di fornitori di Aston Martin continuano a circolare con insistenza. Il presidente di HRC Koji Watanabe ha risposto con cautela alle domande di Mundo Deportivo, sottolineando di non aver ancora ricevuto alcuna proposta ufficiale dalla FIA nonostante le indiscrezioni crescenti. Un atteggiamento prudente che si inserisce in un contesto di difficoltà sportiva nella stagione appena avviata, con rumours già ben avviati su possibili alternative per la scuderia di Lawrence Stroll.
Punti Chiave
- Il presidente HRC Koji Watanabe ha dichiarato di non aver ricevuto alcuna proposta ufficiale dalla FIA sul ritorno al V8.
- FIA e Formula 1 hanno già indicato che un motore V8 potrebbe arrivare già dal 2030, con il supporto di Toto Wolff e delle istituzioni.
- Honda ha sottolineato che qualsiasi futura regolamentazione deve mantenere il carattere tecnologicamente avanzato e sostenibile della F1.
- Aston Martin è al centro di speculazioni: contatti esplorativi con Mercedes e persino un’ipotesi Red Bull-Ford sono stati riportati dalla stampa spagnola.
- Tutto si collega a un inizio di stagione 2026 complicato per la partnership Honda-Aston Martin.
Watanabe: “Non ho ricevuto ancora nessuna proposta ufficiale dalla FIA”
Interpellato da Mundo Deportivo sulla posizione di Honda riguardo alla possibile introduzione di un motore V8, Koji Watanabe ha scelto la strada della cautela e persino dell’ironia. La sua risposta ha aperto con una domanda retorica rivolta al giornalista, quasi a rimarcare quanto il tema sia ancora prematuro sul piano formale.
“Cosa ne pensate?” ha riso Watanabe. “È molto semplice. Prima di tutto, non ho ancora ricevuto alcuna proposta ufficiale dalla FIA. Certo, ho letto le notizie, ma è per questo che non posso dare una risposta definitiva.”
Un atteggiamento che riflette la posizione istituzionale di una casa motoristica che, pur attenta all’evoluzione regolamentare, non intende anticipare valutazioni su basi esclusivamente mediatiche. La dichiarazione è significativa anche perché arriva da uno dei protagonisti più attesi di qualsiasi futura discussione sul powertrain: Honda è rientrata in F1 come fornitore indipendente proprio per il ciclo regolamentare del 2026, puntando su una power unit ibrida all’avanguardia.
“F1 deve restare all’avanguardia tecnologica e sostenibile”
Pur senza prendere posizione netta sul V8, Watanabe ha comunque tracciato una linea guida chiara sulle priorità di Honda per qualsiasi futura regolamentazione motoristica. Il messaggio è inequivocabile: per il costruttore giapponese, la Formula 1 deve continuare a rappresentare la frontiera dell’innovazione.
“Considerato che la F1 è il vertice del motorsport mondiale, riteniamo che la tecnologia F1 debba essere all’avanguardia e sostenibile. Questo è importante,” ha insistito Watanabe. “Ma siamo completamente aperti a discutere come raggiungere questo obiettivo con qualsiasi tipo di power unit.”
Una posizione che non chiude la porta al V8, ma che subordina qualsiasi valutazione tecnica alla condizione che il nuovo propulsore rispetti i valori fondanti del programma Honda in F1: innovazione e sostenibilità. Il tema della sostenibilità, in particolare, è stato uno dei cardini della comunicazione di HRC sin dal suo rientro nel Mondiale, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare tecnologie applicabili anche alla mobilità stradale.
Il dibattito sul V8 2030: Wolff, Ben Sulayem e Domenicali spingono
La discussione sul possibile ritorno a un motore V8 non è nata dal nulla. Negli ultimi mesi, alcune delle figure più influenti del paddock e delle istituzioni si sono espresse in termini positivi su questa direzione. Toto Wolff, team principal e CEO di Mercedes-AMG Petronas, ha già dichiarato apertamente di essere favorevole a un cambio di rotta rispetto alla formula attuale.
Ancora più significativo è che sia il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem che il CEO di Formula 1 Stefano Domenicali abbiano entrambi indicato che un concetto basato sul V8 potrebbe arrivare già a partire dal 2030. Un allineamento tra il vertice sportivo e quello istituzionale che rende lo scenario tutt’altro che fantascienza, anche se siamo ancora lontani da qualsiasi proposta formale alle case costruttrici.
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio di insoddisfazione per l’attuale formula ibrida, percepita da alcune parti come troppo complessa e costosa, e lontana dalle esigenze di spettacolo che il pubblico richiede. Un motore V8 rappresenterebbe una semplificazione radicale rispetto all’attuale architettura con MGU-H e sistemi di recupero energetico, con impatti profondi sulle strategie industriali di tutte le case presenti in griglia.
Aston Martin guarda a Mercedes e Red Bull-Ford: le voci dalla Spagna
Il contesto in cui si inseriscono le parole di Watanabe è reso ancora più delicato dalla situazione sportiva di Aston Martin. Il team di Lawrence Stroll ha vissuto un inizio di stagione 2026 complicato con la power unit Honda, e questo ha alimentato una serie di speculazioni sulla tenuta della partnership nel medio e lungo termine.
Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, Stroll avrebbe già avviato contatti esplorativi con Mercedes per valutare un possibile accordo futuro come cliente della casa di Stoccarda. Si tratterebbe di un ritorno alle origini, visto che Aston Martin ha utilizzato motori Mercedes in passato prima di passare a Honda per la nuova era regolamentare.
Ma non finisce qui. Alcune voci ancora più audaci hanno suggerito che persino l’opzione Red Bull-Ford potrebbe essere presa in considerazione, nel caso in cui Aston Martin dovesse ritenere che Honda non stia consegnando risultati sufficientemente competitivi in tempi adeguati. Un’ipotesi che, pur restando al momento nel campo delle speculazioni, testimonia quanto il clima intorno alla scuderia di Silverstone sia in fermento.
Va ricordato che queste voci riguardano scenari futuri e non accordi già conclusi: al momento la partnership Honda-Aston Martin rimane in vigore e nessuna delle parti ha ufficialmente messo in discussione il progetto comune. Tuttavia, in un ambiente competitivo come la Formula 1, le indiscrezioni di questo tipo raramente nascono dal nulla e riflettono le tensioni interne a una stagione ancora tutta da scrivere.
Nelle prossime settimane sarà decisivo monitorare sia l’evoluzione delle prestazioni in pista di Aston Martin, sia eventuali sviluppi formali sul fronte regolamentare: se la FIA dovesse formalizzare una proposta ai costruttori sul V8 entro fine anno, la risposta di Honda assumerebbe un peso ben diverso rispetto alle caute parole di Watanabe pronunciate oggi.
Domande frequenti
Honda torna al V8 in Formula 1?
Honda non ha ancora espresso un parere favorevole al ritorno al V8, con il presidente di HRC Koji Watanabe che si è mostrato cauto, sottolineando di non aver ricevuto alcuna proposta ufficiale dalla FIA. Honda si dice comunque aperta a discutere come ottenere una power unit all’avanguardia e sostenibile, considerando questi i valori fondamentali per la F1.
Quando potrebbe arrivare il V8 in Formula 1?
Secondo le indiscrezioni riportate nell’articolo, un concetto basato sul V8 potrebbe arrivare già nel 2030. Sia il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem sia il CEO della F1 Stefano Domenicali hanno indicato questa possibile direzione.
Aston Martin potrebbe cambiare fornitore di motori, lasciando Honda?
Circolano voci su un possibile cambio di motorista per Aston Martin, con il team di Lawrence Stroll che avrebbe avuto contatti esplorativi con Mercedes per una fornitura clienti. Tra le ipotesi circolate c’è anche Red Bull-Ford, nel caso in cui Honda non riuscisse a garantire prestazioni adeguate in tempi brevi.
Cosa pensa Toto Wolff del ritorno al V8 in F1?
Il boss Mercedes Toto Wolff si è già espresso positivamente riguardo all’abbandono della formula attuale, mostrandosi favorevole a un cambiamento. Questo lo pone in linea con le indicazioni della FIA e della direzione della Formula 1 sul possibile ritorno al V8.
Qual è la posizione di Honda sulle future regole motoristiche della F1?
Honda ritiene che la tecnologia della F1 debba essere all’avanguardia e sostenibile, in quanto massima espressione del motorsport mondiale. Pur non essendosi ancora espressa in modo definitivo sul V8, si dice completamente aperta a discutere come raggiungere questi obiettivi con una futura power unit.





