Il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem ha preso la parola per difendere l’operato dei commissari di gara della Formula 1, respingendo con fermezza le accuse di parzialità nei confronti di determinati piloti o nazionalità. Il caso è esploso dopo il Gran Premio d’Olanda a Zandvoort, dove Franco Colapinto e Arvid Lindblad sono stati penalizzati per aver effettuato sorpassi sotto bandiera gialla in seguito all’incidente di Max Verstappen al primo giro, scatenando un’ondata di critiche da parte di piloti, tifosi, analisti e persino dello sponsor principale di Colapinto.
Punti Chiave
- Ben Sulayem ha respinto le accuse di parzialità della FIA contro piloti o nazionalità specifiche, parlando al FIA American Congress di Buenos Aires.
- Colapinto e Lindblad sono stati penalizzati per sorpassi sotto bandiera gialla dopo l’incidente al via di Verstappen a Zandvoort.
- Il presidente FIA ha dichiarato di aver sentito accuse di pregiudizio sia contro gli argentini che contro i britannici, escludendo entrambe.
- La FIA ha annunciato un programma di espansione e rotazione degli steward, chiedendo alle autorità sportive nazionali di segnalare candidati da formare.
- Ben Sulayem ha promesso di chiamare personalmente Colapinto per ascoltare la sua versione dei fatti.
Le polemiche di Zandvoort: cosa è successo in pista
Il Gran Premio d’Olanda ha lasciato strascichi ben oltre la domenica di gara. Quando Max Verstappen è stato vittima di un incidente già al primo giro, le bandiere gialle sono scattate in quel settore di pista. Sia Colapinto che Lindblad hanno effettuato manovre di sorpasso in quel frangente, venendo successivamente sanzionati dai commissari. La decisione ha generato reazioni durissime: non solo piloti, tifosi e osservatori del paddock hanno alzato la voce, ma anche lo sponsor principale di Colapinto ha pubblicamente contestato il verdetto, alimentando un dibattito che ha rapidamente superato i confini del motorsport per diventare una questione di trattamento equo tra nazionalità diverse.
La vicenda ha assunto una dimensione geopolitica, con l’Argentina particolarmente sensibile alla questione: molti commentatori e sostenitori di Colapinto hanno sostenuto che il pilota argentino sia stato trattato con un metro di misura diverso rispetto ad altri. Un tipo di critica che, come ha rivelato Ben Sulayem, la federazione si trova ad affrontare su più fronti e con riferimento a nazionalità diverse.
“Siamo biased contro i britannici”: le accuse multiple alla FIA
Intervenendo al FIA American Congress di Buenos Aires, Ben Sulayem ha offerto una prospettiva inedita sulla frequenza e sulla varietà di queste accuse, sottolineando come la federazione si trovi regolarmente nel mirino di fazioni opposte. “Ho sentito anche altre persone dire che siamo di parte contro altre persone”, ha dichiarato il numero uno della FIA. “Pensano che la FIA sia di parte contro i britannici, ma non lo siamo contro di loro.”
Questa presa di posizione serve a Ben Sulayem per dimostrare come le critiche di parzialità siano strutturalmente contraddittorie: se la stessa istituzione viene accusata simultaneamente di favorire e penalizzare nazionalità diverse, difficilmente la spiegazione può risiedere in un pregiudizio sistematico. Il presidente ha però riconosciuto implicitamente che la percezione di ingiustizia da parte dei tifosi e degli addetti ai lavori è un problema reale che va affrontato con misure concrete, non solo con dichiarazioni di principio.
Rotazione degli steward e nuovi programmi di formazione
Al di là delle parole, Ben Sulayem ha annunciato iniziative pratiche per rafforzare la qualità e la neutralità del corpo dei commissari. La FIA punta a espandere il programma di formazione degli steward e, soprattutto, ad aumentarne la rotazione negli appuntamenti del calendario internazionale. “Stiamo chiedendo alle autorità sportive dei Paesi di inviarci nomi in modo da poter preparare i commissari, perché ruoteremo gli steward sportivi”, ha spiegato il presidente.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, allargare la base di competenze disponibili a livello globale; dall’altro, evitare che la presenza ricorrente degli stessi commissari possa alimentare, anche solo sul piano della percezione, sospetti di connivenza o favoritismo. Una rotazione più ampia significa steward provenienti da contesti culturali e sportivi più variegati, il che potrebbe contribuire a dissipare l’idea che certi gruppi nazionali abbiano canali preferenziali con chi prende le decisioni in pista.
“Duri ma giusti”: il principio guida della FIA
Ben Sulayem ha voluto fissare un principio chiaro su cui la federazione intende costruire la propria credibilità. “Possono essere severi, ma devono essere giusti”, ha affermato. “La giustizia è la missione della FIA.” Una formula semplice, ma che racchiude la tensione fondamentale che ogni organo disciplinare deve gestire: la severità delle sanzioni è accettabile solo se percepita come equamente distribuita.
Il tema della coerenza nelle decisioni dei commissari è uno dei nodi più discussi da anni nel paddock della Formula 1. Episodi analoghi trattati in modo diverso, penalità che variano per entità a parità di infrazione, criteri che sembrano cambiare da gara a gara: sono tutti elementi che alimentano il senso di arbitrarietà. La risposta della FIA con la rotazione degli steward e il potenziamento della loro formazione va nella direzione giusta, anche se gli effetti di queste misure si vedranno solo nel tempo.
“Chiamerò Franco personalmente”
Uno dei momenti più significativi dell’intervento di Ben Sulayem a Buenos Aires è stata la promessa diretta nei confronti di Colapinto. Il presidente della FIA ha annunciato che contatterà personalmente il pilota argentino per ascoltare la sua versione dei fatti e le sue preoccupazioni. “Chiamerò Franco personalmente. Ascolterò quello che ha da dire”, ha dichiarato.
Un gesto che va oltre il protocollo istituzionale e che punta a ristabilire un rapporto di fiducia diretto tra la federazione e uno dei piloti al centro della polemica. Il fatto che Ben Sulayem abbia scelto Buenos Aires, capitale argentina, come palcoscenico per questa dichiarazione non sembra casuale: il messaggio è rivolto tanto a Colapinto quanto al pubblico e alla stampa sudamericana, particolarmente sensibili alla vicenda. Resta da capire se questa apertura si tradurrà in una revisione delle procedure o semplicemente in un chiarimento diplomatico.
Il prossimo banco di prova per la credibilità della FIA sarà la gestione dei prossimi episodi controversi in pista: solo la coerenza delle decisioni future potrà dimostrare che il principio di giustizia invocato da Ben Sulayem è più di uno slogan. Il calendario di Formula 1 prosegue con appuntamenti ravvicinati, e le situazioni limite come quella di Zandvoort si ripresentano con regolarità nel corso di una stagione.
Domande frequenti
Perché Colapinto e Lindblad sono stati penalizzati a Zandvoort?
I due piloti sono stati penalizzati per aver superato sotto bandiera gialla in seguito all’incidente al primo giro di Max Verstappen. La decisione ha scatenato critiche da parte di piloti, tifosi, analisti e persino dello sponsor principale di Colapinto.
La FIA è davvero di parte contro i piloti argentini?
Il presidente FIA Mohammed Ben Sulayem ha categoricamente respinto le accuse di parzialità, dichiarando che la FIA non è di parte né contro gli argentini né contro i britannici. Ha ribadito che la missione dell’organismo è la fairness, ovvero l’imparzialità.
Cosa farà la FIA per migliorare il lavoro dei commissari?
La FIA ha annunciato un’espansione della formazione dei commissari e una rotazione più ampia degli ufficiali di gara, chiedendo alle autorità sportive nazionali di proporre nuovi nomi da preparare. L’obiettivo è garantire che i commissari siano severi ma giusti.
Ben Sulayem parlerà direttamente con Franco Colapinto dopo la controversia di Zandvoort?
Sì, il presidente FIA ha promesso di chiamare personalmente Colapinto per ascoltare la sua versione dei fatti. L’annuncio è stato fatto durante il FIA American Congress a Buenos Aires.





