L’Autodromo Internazionale del Mugello ha ricevuto il titolo di «Ambasciatore della Diplomazia dello Sport», conferito dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, nel corso dell’evento «Moto d’Italia – Cultura oltre la pista», svoltosi a Roma presso la Farnesina il 14 luglio 2026. Il riconoscimento valorizza il ruolo del circuito toscano — di proprietà di Ferrari — come eccellenza italiana capace di promuovere l’immagine, i valori e il patrimonio del Paese nel mondo attraverso lo sport motoristico.
Punti Chiave
- Il Mugello Circuit ha ricevuto il titolo di «Ambasciatore della Diplomazia dello Sport» dal ministro Antonio Tajani durante l’evento «Moto d’Italia – Cultura oltre la pista» alla Farnesina di Roma.
- La targa è stata consegnata al Direttore dell’Autodromo, Paolo Poli; il circuito è di proprietà di Ferrari.
- Il 2026 è un anno simbolico per il motociclismo italiano: ricorrono i 100 anni di Ducati, gli 80 anni della Vespa e i 50 anni dal primo Gran Premio di Motociclismo ospitato al Mugello.
- Il Gran Premio di maggio ha registrato 180.000 presenze provenienti da tutto il mondo.
- Secondo l’ultimo studio sulla stagione sportiva 2025, il circuito ha generato una ricaduta economica complessiva di 205 milioni di euro su 250 giornate di attività in pista.
La cerimonia alla Farnesina: un titolo istituzionale per il motorsport italiano
La cerimonia si è svolta nella sede storica del Ministero degli Affari Esteri italiano, la Farnesina, in un contesto che sottolinea quanto la dimensione sportiva e quella diplomatica siano oggi intrecciati. Il ministro Antonio Tajani ha consegnato personalmente la targa a Paolo Poli, Direttore dell’Autodromo Internazionale del Mugello, in una giornata che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, dell’industria motociclistica e del mondo sportivo. Tra i presenti figuravano Carmelo Ezpeleta, Amministratore Delegato di MotoGP Sports Entertainment, Matteo Zoppas, Presidente di ICE-Agenzia, Mariano Roman, Presidente di ANCMA, Giovanni Copioli, Presidente della FMI, Claudio Domenicali, Amministratore Delegato di Ducati, e Massimo Rivola, Amministratore Delegato di Aprilia Racing.
Sul fronte sportivo, alla cerimonia hanno partecipato anche campioni e icone del motociclismo mondiale: Pecco Bagnaia, Luca Marini, Max Biaggi, Kiara Fontanesi, Giacomo Agostini e Franco Uncini. Una delegazione che testimonia come il riconoscimento al Mugello non sia solo un omaggio a un’infrastruttura, ma a un intero ecosistema — fatto di piloti, costruttori, territorio e cultura — che ha reso l’Italia protagonista indiscussa del motociclismo internazionale.
Un anno simbolico: 50 anni di GP al Mugello, 100 di Ducati, 80 della Vespa
Il 2026 rappresenta un anno di anniversari straordinari per il motociclismo italiano, come sottolineato dallo stesso ministro Tajani nel suo intervento. Ducati celebra i 100 anni dal fondazione del marchio, la Vespa raggiunge i suoi 80 anni di storia, e il Mugello festeggia i 50 anni dal primo Gran Premio di Motociclismo ospitato sul tracciato toscano, disputatosi per la prima volta nel 1976. Un intreccio di ricorrenze che rende il riconoscimento ancora più significativo e capace di raccontare mezzo secolo di passione, innovazione e primato italiano sulle due ruote.
Il Gran Premio di Motociclismo di maggio, inserito nel calendario MotoGP, ha registrato ben 180.000 presenze provenienti da tutto il mondo, confermando il Mugello come uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dell’intero campionato mondiale. Una cifra che non è solo un dato di affluenza, ma la misura concreta della capacità del circuito di generare flussi turistici e di immagine per l’Italia intera.
205 milioni di euro di impatto economico: i numeri del Mugello
Al di là del valore simbolico e diplomatico del riconoscimento, le cifre economiche associate all’attività del Mugello Circuit parlano da sole. Secondo l’ultimo studio relativo alla stagione sportiva 2025, la ricaduta economica complessiva generata sul territorio nazionale dall’Autodromo è stata pari a 205 milioni di euro, a fronte di 250 giornate di attività in pista. Un dato che posiziona il circuito non come semplice luogo di gara, ma come motore di sviluppo economico, turistico e di promozione del Made in Italy.
Di proprietà di Ferrari, il Mugello Circuit incarna da decenni uno degli asset più preziosi del motorsport italiano: un tracciato la cui storia, il prestigio delle manifestazioni ospitate e il profondo legame con il territorio toscano ne fanno un punto di riferimento capace di coniugare sport, innovazione, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze nazionali, dalle due alle quattro ruote.
Le dichiarazioni
Il ministro Antonio Tajani ha illustrato il senso dell’iniziativa e il valore strategico del motociclismo per la politica estera italiana:
«Con Moto d’Italia – Cultura oltre la pista abbiamo voluto valorizzare il contributo del motociclismo e dell’industria italiana delle due ruote alla promozione dell’innovazione, della creatività e dell’eccellenza del Made in Italy a livello internazionale. Lo sport italiano è uno strumento fondamentale della nostra politica estera, oltre che di quella commerciale. La moto è parte integrante della nostra tradizione e dei nostri territori: rappresenta un’espressione autentica del vivere italiano. Nel motociclismo trasformiamo passione e cultura in un’industria d’eccellenza che esportiamo in tutto il mondo. Il 2026 è un anno altamente simbolico per questo settore: ricorrono i 100 anni del marchio Ducati, l’80° anniversario della Vespa e i 50 anni dal primo Gran Premio di Motociclismo ospitato all’Autodromo del Mugello, che lo scorso maggio ha registrato 180.000 presenze provenienti da tutto il mondo.»
A raccogliere il titolo è stato il Direttore del Mugello, Paolo Poli, che ha voluto inserire il riconoscimento in una cornice più ampia, sottolineando il ruolo strategico dei circuiti per l’identità e l’economia del Paese:
«È un privilegio per noi e per Ferrari, proprietaria dell’impianto, ricevere questo importante riconoscimento istituzionale. Non si può parlare del motociclismo italiano senza raccontare anche i luoghi in cui questa passione prende forma. I circuiti sono infrastrutture sportive strategiche, ma anche luoghi di turismo, innovazione, sicurezza, identità territoriale e memoria collettiva. Quest’anno il nostro impianto ha celebrato 50 anni dal primo Gran Premio di Motociclismo disputato nel 1976. Il conferimento di questo titolo rappresenta per il Mugello un motivo di grande orgoglio e uno stimolo a proseguire nel percorso di valorizzazione dello sport come strumento di crescita, promozione internazionale e sviluppo economico. A conferma di questo, secondo l’ultimo studio relativo alla stagione sportiva 2025 del circuito, la ricaduta economica complessiva generata sul territorio nazionale è stata pari a 205 milioni di euro, a fronte di 250 giornate di attività in pista.»
Il riconoscimento conferito alla Farnesina segna un ulteriore capitolo nella storia di un circuito che, nei prossimi anni, sarà chiamato a confermare e ampliare il proprio ruolo di ambasciatore del Made in Italy nel mondo, continuando ad attrarre grandi eventi internazionali e a generare valore per il territorio e per l’immagine dell’Italia nel motorsport globale.





