Guidare a 17 anni in Italia: come funziona e quanto costa la Guida Accompagnata

Introdotta nel 2012 e regolata dall'art. 115 del Codice della Strada, la Guida Accompagnata consente di guidare a 17 anni con costi tra 400 e 900 euro, ma non ha mai sfondato. Entro il 2029 una direttiva UE la sostituirà.

Esiste un falso mito duro a morire nel panorama della mobilità italiana: quello secondo cui per sedersi legalmente al volante di un’auto sia tassativamente necessario attendere il compimento dei 18 anni. In realtà, la Guida Accompagnata — regolata dall’articolo 115 del Codice della Strada — consente ai ragazzi di iniziare a guidare già a 17 anni, naturalmente nel rispetto di una serie di condizioni ben precise. Introdotta nel 2012, questa formula non ha però mai davvero sfondato in Italia, per ragioni che vanno ben oltre il semplice aspetto economico. E ora il suo futuro è già scritto: entro il 2029, una direttiva dell’Unione Europea ridisegnerà completamente le regole della patente B per i minorenni in tutta Europa.

Punti Chiave

  • La Guida Accompagnata è regolata dall’articolo 115 del Codice della Strada ed è valida esclusivamente in Italia.
  • I ragazzi possono guidare a 17 anni dopo un corso obbligatorio di 10 ore, affiancati da fino a tre accompagnatori adulti con requisiti specifici.
  • Il costo del percorso varia tra 400 e 900 euro, con possibili ulteriori rincari a seconda dell’autoscuola.
  • Confarca ha proposto di ridurre da tre a due anni il vincolo sulle auto potenti e di introdurre sconti RCA per chi completa il percorso.
  • Entro il 2029, la normativa europea renderà possibile conseguire la patente B a 17 anni in tutti gli Stati membri, assorbendo di fatto la formula italiana.

I requisiti per accedere alla Guida Accompagnata a 17 anni

Il meccanismo alla base della Guida Accompagnata è concettualmente semplice: il minorenne acquisisce esperienza di guida reale, affiancato da un adulto esperto, nel periodo che precede il compimento dei 18 anni. Non si tratta però di una scorciatoia priva di condizioni: il percorso prevede requisiti precisi sia per il giovane aspirante conducente sia per chi lo accompagna.

Per accedere al programma, il ragazzo deve già essere in possesso della patente A1 per motocicli leggeri oppure della patente B1 per quadricicli non leggeri. Oltre a questo prerequisito, è obbligatorio frequentare un corso di 10 ore. Il giovane può designare fino a tre accompagnatori, che devono però essere formalmente segnalati alla Motorizzazione e rispettare requisiti stringenti: occorre essere in possesso della patente B o di categoria superiore, averla conseguita da almeno 10 anni, e avere un’età non superiore ai 60 anni. Un profilo che esclude, ad esempio, genitori particolarmente giovani o nonni avanzati con l’età.

Cosa succede al compimento dei 18 anni: la finestra dei 6 mesi

Il raggiungimento della maggiore età apre una finestra temporale importante e da non sottovalutare. Chi ha completato regolarmente il percorso di Guida Accompagnata dispone di 6 mesi di tempo per iscriversi in autoscuola e sostenere esclusivamente l’esame pratico, senza dover ripetere la prova teorica né accumulare ulteriori ore di guida certificate. Le ore effettuate durante l’anno precedente, infatti, vengono integralmente riconosciute come valide ai fini del percorso formativo.

Trascorsa questa finestra temporale senza aver sostenuto l’esame, lo scenario cambia radicalmente: sarà necessario seguire il percorso formativo completo, comprensivo di ore di guida certificate ed esame pratico, esattamente come chi inizia da zero a 18 anni. Il rispetto delle tempistiche è dunque un elemento cruciale per sfruttare appieno i vantaggi del percorso anticipato.

Quanto costa la Guida Accompagnata: voci di spesa e tariffe libere

Sul fronte economico, il mercato delle autoscuole opera in regime di completa libertà tariffaria: non esiste un listino fisso né un tetto massimo. In linea generale, il costo complessivo del percorso di Guida Accompagnata si aggira tra i 400 e i 900 euro, con possibilità di salire ulteriormente a seconda dell’autoscuola e della città. Una forbice piuttosto ampia, che rende difficile orientarsi per le famiglie.

Le voci di spesa che compongono il totale sono molteplici: il corso pratico obbligatorio di 10 ore, la quota di iscrizione, la domanda alla Motorizzazione, il rilascio delle autorizzazioni sia per il minore sia per ciascun accompagnatore designato, il certificato anamnestico rilasciato dal medico di base e la visita medica legale con relativa marca da bollo. Un insieme di adempimenti burocratici che, sommati, contribuiscono a rendere l’accesso al programma non proprio immediato né economico per tutte le famiglie.

Il valore formativo e perché la formula non ha mai sfondato

Al di là degli aspetti burocratici e dei costi, il vero punto di forza della Guida Accompagnata è quello formativo. Un intero anno di pratica reale su strada, al fianco di un adulto esperto e responsabile, consente al giovane di interiorizzare progressivamente i meccanismi della guida e di sviluppare una percezione del rischio in un contesto controllato e graduale. Un’esperienza che nessuna simulazione in autoscuola — per quanto avanzata — può replicare in modo equivalente.

Eppure, nonostante questi indubbi vantaggi, la Guida Accompagnata non ha mai raggiunto una diffusione significativa in Italia da quando è stata introdotta nel 2012. I costi incidono, questo è innegabile, ma non rappresentano l’unico ostacolo. C’è un elemento strutturale che ne riduce sensibilmente l’attrattiva: chi ottiene la patente B a 18 anni, indipendentemente dal fatto di aver percorso o meno il percorso di Guida Accompagnata, è comunque soggetto ai tre anni di limitazioni di potenza previsti per i neopatentati. In sostanza, il vantaggio dell’anno di anticipo non si traduce in alcun beneficio concreto in termini di restrizioni alla guida, il che depotenzia notevolmente la motivazione a intraprendere il percorso.

La proposta di Confarca e la direttiva europea entro il 2029

Su questo punto cruciale, Confarca ha avanzato una proposta concreta e articolata: ridurre da tre a due anni il vincolo per la guida di auto potenti a favore di chi ha già guidato a 17 anni attraverso il programma di Guida Accompagnata, e introdurre sconti sulla RCA per chi ha completato il percorso. Si tratta di misure che, se approvate dal legislatore, potrebbero dare nuova linfa a una formula che sulla carta ha molto da offrire ma che nella pratica stenta a convincere le famiglie italiane.

Il destino della Guida Accompagnata italiana è però già segnato a livello europeo. L’Unione Europea ha già tracciato la strada con chiarezza: entro il 2029, sarà possibile conseguire la patente B a 17 anni in tutti gli Stati membri, superando regolarmente sia l’esame teorico che quello pratico. Il neo-patentato europeo potrà guidare, ma con un vincolo preciso: dovrà essere accompagnato da una persona che sia in possesso della patente da oltre 5 anni e abbia almeno 24 anni di età. Quando questa normativa entrerà in vigore, la Guida Accompagnata italiana cesserà di esistere, assorbita da un sistema che ne rappresenta un’evoluzione più uniforme e riconosciuta a livello continentale.

Il quadro che emerge è quello di uno strumento formativo valido, anticipatore di un modello che tutta l’Europa si appresta ad adottare, ma rimasto ai margini del sistema italiano per oltre un decennio per ragioni sia economiche che normative. Le proposte di Confarca e l’imminente armonizzazione europea potrebbero finalmente cambiare le cose — anche se, a quel punto, non si chiamerà più Guida Accompagnata.