La Scuderia Ferrari HP si prepara ad affrontare il Gran Premio del Giappone a Suzuka, terzo appuntamento del Mondiale di Formula 1, in programma domenica 29 marzo con partenza alle 14 locali (7 CEST). Dopo i primi riscontri raccolti a Melbourne e Shanghai, il tracciato nipponico rappresenta un banco di prova fondamentale per la SF-26: un circuito che, più di molti altri, mette alla prova la qualità complessiva del pacchetto vettura-power unit e premia le abilità del pilota. A fare da cornice a un weekend già ricco di significato tecnico, c’è la consapevolezza che dopo questa gara il team avrà un intero mese a Maranello per analizzare i dati e sviluppare ulteriormente la monoposto, prima della ripresa del calendario — rimodulato dopo la cancellazione dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita.
Punti Chiave
- Il GP del Giappone è il terzo appuntamento stagionale: la Ferrari porta la SF-26 su uno dei tracciati più tecnici del Mondiale.
- Fred Vasseur sottolinea la necessità di «mettere tutto insieme nel corso del weekend» dopo le prime due gare tra luci e ombre.
- Suzuka sarà uno dei sei GP con sole due zone di attivazione della Straight Mode, con implicazioni significative per la gestione dell’energia.
- Il tracciato ha ricevuto nuovo asfalto sulle curve dalla 7 alla 17, completando il rifacimento iniziato la stagione precedente.
- Dopo Suzuka, Ferrari avrà un mese intero a disposizione per lavorare a Maranello prima del prossimo appuntamento in calendario.
Vasseur e la SF-26: «Ci sono ancora aree in cui migliorare»
Il Team Principal della Scuderia Ferrari HP, Fred Vasseur, ha tracciato un bilancio onesto delle prime due gare della stagione. «Il Gran Premio di Cina è stato un’altra esperienza utile per noi», ha dichiarato il manager francese. «Abbiamo confermato alcuni degli aspetti positivi che avevamo visto a Melbourne, soprattutto in condizioni di gara, ma allo stesso tempo abbiamo constatato che ci sono ancora aree in cui dobbiamo migliorare. Il generale livello di competitività è molto alto e piccoli dettagli possono avere un grande impatto sul risultato».
Il messaggio di Vasseur in vista di Suzuka è chiaro e diretto: «Dobbiamo restare concentrati su noi stessi, lavorare sull’intero pacchetto e assicurarci di mettere tutto insieme nel corso del weekend». Il Team Principal guarda già oltre la gara giapponese, evidenziando il valore della pausa forzata: «Dopo questa gara avremo anche un mese a Maranello, che sarà importante per analizzare i dati raccolti nelle prime tre gare e continuare a sviluppare la SF-26 nella giusta direzione». Una finestra operativa che, in una stagione con regolamenti radicalmente nuovi, assume un peso specifico considerevole.
Suzuka e le nuove regole 2026: la gestione dell’energia come variabile chiave
Suzuka non è semplicemente uno dei circuiti più belli e iconici del calendario. Con i suoi 5,807 chilometri e il layout unico a forma di otto, il tracciato giapponese pone sfide aerodinamiche, tecniche e fisiche di primissimo livello. Dalle “esse” del primo settore alle curve Degner, passando per la Spoon e la celebre 130R, ogni metro di asfalto richiede una monoposto stabile, precisa nei trasferimenti di carico e capace di trasmettere fiducia al pilota nelle fasi più veloci del giro.
Con le nuove regole del 2026 — che hanno modificato in modo sostanziale sia l’aerodinamica sia il rapporto tra la componente termica ed elettrica della power unit — Suzuka assume ancora maggiore rilevanza come banco di prova. A spiegare la specificità tecnica di questo weekend è Marco Gasparet, Sporting Specialist della Scuderia Ferrari HP: «Dal punto di vista della gestione dell’energia, Suzuka rappresenterà una sfida significativa per tutti i team, che dovranno trovare il giusto compromesso per massimizzare prestazioni ed efficienza con le vetture di nuova generazione». Suzuka sarà inoltre uno dei sei Gran Premi della stagione con sole due zone di attivazione della Straight Mode — la stessa configurazione verrà adottata anche a Barcellona, Zandvoort, Madrid, Baku e Interlagos — un elemento che impone scelte strategiche precise.
C’è un’ulteriore novità da tenere in considerazione: il tracciato è stato parzialmente riasfaltato. Quest’anno l’intervento ha riguardato le curve dalla 7 alla 17, completando il lavoro iniziato nella stagione precedente sul resto della pista. Un asfalto nuovo cambia le caratteristiche di grip e degradazione, aggiungendo un’ulteriore variabile da gestire nelle sessioni di prove libere del venerdì.
Quarant’anni di storia: la Ferrari e il GP del Giappone
Quella del 2026 sarà la quarantesima edizione del Gran Premio del Giappone valida per il Campionato del Mondo, e la trentaseiesima disputata a Suzuka — circuito che dal 1987 è diventato sinonimo di grandi sfide tecniche, duelli memorabili e titoli mondiali decisi all’ultima curva. Per la Ferrari, il Giappone è un appuntamento carico di storia: 19 Gran Premi disputati sul circuito nipponico a partire dal debutto del 1976, con 7 vittorie, 10 pole position, 7 giri più veloci e 25 podi complessivi.
Nel contesto più ampio, il bilancio storico del Cavallino Rampante nel Mondiale di Formula 1 parla da solo: 1124 Gran Premi disputati in 77 stagioni, con 248 vittorie (22,08% del totale), 254 pole position (22,61%), 265 giri più veloci (23,60%) e 838 podi (24,85%). Numeri che raccontano un’eccellenza costruita nel tempo, e che Suzuka contribuisce ogni anno a celebrare in un’atmosfera unica. «I tifosi giapponesi sono tra i più appassionati, competenti e creativi del mondo», ricorda il comunicato della Scuderia, e il loro entusiasmo ha sempre accompagnato la Ferrari in ogni edizione della gara.
Marco Gasparet: dalla Motor Valley a Maranello, una storia italiana
Tra i protagonisti di questo weekend c’è anche Marco Gasparet, Sporting Specialist della Scuderia Ferrari HP, che si racconta in un’intervista a tre domande. Nato a Parma il 29 novembre 1986, Gasparet è entrato in Ferrari nel 2012, ricoprendo inizialmente il ruolo di Sporting Manager della Serie Europa del Ferrari Challenge, per poi diventare coordinatore della Serie UK. Nel 2024 ha avuto l’opportunità di entrare a far parte direttamente del team di Formula 1.
«Essere cresciuto nella Motor Valley ha sicuramente segnato il mio cammino», spiega Gasparet. «Qui quello dei motori non è semplicemente uno sport, è una cultura. Sin da piccoli si respira il profumo dei motori, si ascoltano storie legate a piste e officine, si impara ad apprezzare ogni forma di competizione». Sul significato di lavorare per la Ferrari, le parole sono quelle di chi ha realizzato un sogno: «Ferrari rappresenta qualcosa di unico. Non è solo un team: è un simbolo, un orgoglio nazionale, un’eccellenza che da decenni emoziona milioni di persone. Sentirmi parte di questo team è estremamente stimolante».
Sul fronte operativo, Gasparet chiarisce anche come il mese di pausa forzata verrà sfruttato al meglio: «Il mese di aprile diventa un’opportunità preziosa per ottimizzare il lavoro svolto finora. Ci concentreremo soprattutto nell’analisi dei dati raccolti nelle prime gare e nello sviluppo delle simulazioni, uno strumento fondamentale per preparare al meglio gli appuntamenti successivi insieme ai nostri piloti. Parallelamente, continueranno gli allenamenti dei pit stop, un elemento chiave per mantenere e migliorare il trend positivo mostrato fino a questo momento».
Il programma del weekend a Suzuka
L’azione in pista prenderà il via venerdì con la prima sessione di prove libere alle 11.30 locali (3.30 CET), seguita dalla seconda alle 15.00 locali (7.00 CET). Sabato 28 marzo i team torneranno in pista per l’ultima ora di libere alle 11.30 locali (3.30 CET), mentre le qualifiche scatteranno alle 15.00 locali (7.00 CET). Il Gran Premio del Giappone prenderà il via domenica 29 marzo alle 14.00 locali — le 7.00 CEST, dopo il cambio dell’ora in Europa nella notte tra sabato e domenica — sulla distanza di 53 giri, per un totale di 307,471 chilometri.
Al termine del Gran Premio di Suzuka, la Formula 1 si fermerà per un mese intero. Per la Scuderia Ferrari HP, quella pausa non sarà un momento di riposo, ma un’occasione concreta per accelerare lo sviluppo della SF-26 sulla base di quanto appreso nelle prime tre gare della stagione. L’obiettivo è arrivare al prossimo appuntamento del calendario con una vettura più compresa, più affinata, e più competitiva.





