F1 | Aston Martin-Honda: fix a Miami? Vibrazioni ancora un incubo

Honda introduce nuove contromisure a breve termine per il GP del Giappone dopo i ritiri di Australia e Cina, mentre un fix strutturale alle vibrazioni potrebbe arrivare solo a Miami a inizio maggio.

La crisi di affidabilità che sta travolgendo Aston Martin e Honda in questo avvio di stagione di F1 non si ferma. Il team ha introdotto ulteriori contromisure tecniche in vista del Gran Premio del Giappone a Suzuka, mentre un intervento più strutturale e duraturo potrebbe arrivare soltanto al GP di Miami, all’inizio di maggio. Nelle prime due gare della stagione — in Australia e in Cina — le monoposto motorizzate Honda non sono state classificate: Lance Stroll ha concluso con 15 giri di ritardo ad Adelaide, mentre entrambi i piloti si sono ritirati in Cina. Il quadro non potrebbe essere più allarmante.

Punti Chiave

  • Le Aston Martin motorizzate Honda non hanno ottenuto alcuna classifica nelle prime due gare della stagione, con Stroll 15 giri indietro in Australia e entrambi i piloti ritirati in Cina.
  • Gravi vibrazioni al motore hanno danneggiato le batterie oltre ogni riparazione e lasciato il team senza ricambi nei weekend di apertura.
  • Honda afferma di aver compreso pienamente la causa del ritiro di Stroll in Cina e si dice «fiduciosa» di poter concludere la gara a Suzuka.
  • Stroll ha dichiarato giovedì a Suzuka che le vibrazioni percepite in abitacolo sono talmente intense da rendere sopportabile solo metà della distanza di gara.
  • Un primo cambiamento di specifica per l’affidabilità potrebbe essere introdotto al GP di Miami, sfruttando la pausa di aprile senza gare.

Il crollo delle prime due gare: batterie e vibrazioni fuori controllo

Il problema alla radice dell’intera crisi è legato a vibrazioni del motore di intensità anomala, che nelle prime settimane di stagione hanno causato danni irreparabili alle batterie del sistema ibrido, privando il team persino delle unità di scorta durante i weekend di gara. Un problema separato alle batterie è poi indicato come causa specifica del ritiro di Lance Stroll in Cina. La situazione è stata talmente critica da imporre come priorità assoluta l’affidabilità, mettendo in secondo piano qualsiasi discussione sulle prestazioni pure.

Sebbene siano stati compiuti progressi nel mitigare le vibrazioni che colpivano il pacco batterie, il problema trasmesso attraverso il telaio ai piloti non è ancora stato risolto. In Cina, Fernando Alonso si è ritirato poco dopo la metà della gara a causa del disagio fisico provocato dalle vibrazioni. Prima del ritiro, era stato ripreso dalle telecamere mentre scuoteva e apriva ripetutamente le mani, arrivando persino a togliere entrambe le mani dal volante in una zona di frenata. Il team ha però chiarito che il ritiro è stato dettato anche dall’inutilità sportiva di continuare, visto che Alonso era già doppiato e ultimo.

Le contromisure di Suzuka e la fiducia ritrovata di Honda

Per il Gran Premio del Giappone, Honda e Aston Martin hanno introdotto ulteriori modifiche a breve termine dopo aver analizzato il ritiro di Stroll in Cina. Honda non ha voluto svelare nel dettaglio la natura del cambiamento né confermare la disponibilità di batterie di scorta per Suzuka, ma il responsabile in pista Shintaro Orihara si è detto categorico sul fatto che il costruttore giapponese «comprende pienamente» cosa sia andato storto. «Dal punto di vista dell’affidabilità della batteria, abbiamo fatto buoni progressi tra il primo e il secondo round», ha dichiarato Orihara a The Race. «Quindi siamo fiduciosi di poter concludere la gara.»

Sul fronte della vettura, il chief trackside officer di Aston Martin Mike Krack ha rivelato che il team testerà a Suzuka una soluzione specifica che andrà ad agire sul «lato del pilota» delle vibrazioni. Si tratta di un esperimento legato alla macchina: i piloti hanno segnalato di sentire le vibrazioni attraverso il volante, ma il team non ha voluto precisare cosa verrà modificato. Si tratta dunque di un approccio a doppio binario: Honda lavora sull’unità motrice, Aston Martin cerca di attenuare ciò che arriva al pilota attraverso la struttura del telaio.

Stroll: «Riusciamo a sopportare solo metà gara»

La franchezza con cui i piloti hanno descritto la situazione è rivelatrice della gravità del problema. Giovedì a Suzuka, Lance Stroll ha dichiarato senza mezzi termini che l’intensità delle vibrazioni percepite in abitacolo è tale da rendere sopportabile soltanto metà della distanza di gara. Una soglia di tolleranza fisica che coincide quasi esattamente con il momento in cui Alonso si è ritirato in Cina. Il pilota spagnolo e il team hanno comunque precisato che, qualora la situazione sportiva lo avesse richiesto — ovvero con la possibilità concreta di ottenere un risultato competitivo — sarebbe stato possibile continuare.

La questione si intreccia anche con profili di sicurezza: secondo alcune indiscrezioni, la FIA avrebbe manifestato interesse per la vicenda. Tuttavia, The Race sottolinea di non avere evidenze che si tratti di una questione attiva. Durante la gara in Cina ci sono state alcune comunicazioni tra la direzione gara e il muretto Aston Martin, dopo che il Race Control aveva osservato i messaggi radio di Alonso e le sue azioni in pista. Il team ha però gestito autonomamente la situazione ritirando la vettura, e non risulta che la FIA stia monitorando specificatamente il caso né che intenda intervenire in Giappone.

Miami come potenziale svolta: il primo cambio di specifica per l’affidabilità

La vera speranza è riposta nella pausa di aprile, che non prevede gare per un intero mese. Questa finestra temporale rappresenta una concreta opportunità per Honda di sviluppare e validare una prima modifica di specifica finalizzata esclusivamente all’affidabilità, da introdurre al GP di Miami a inizio maggio. Il regolamento F1 vigente non permette aggiornamenti prestazionali al di fuori di quanto concesso dalla FIA attraverso il nuovo sistema di «ulteriori opportunità di sviluppo e aggiornamento», ma le modifiche legate all’affidabilità possono essere apportate separatamente, previa autorizzazione della federazione.

Il motivo per cui un intervento del genere non è stato possibile fino a oggi risiede nei tempi tecnici necessari: modifiche sostanziali richiedono lunghi periodi di validazione prima di poter essere considerate affidabili per l’uso in gara. La stessa scadenza di Miami potrebbe rivelarsi ambiziosa, come ha lasciato intendere Orihara: «Se ne abbiamo bisogno, possiamo farlo», ha risposto, aggiungendo però che è ancora «difficile dirlo in questo momento: vedremo a Miami». Parole che lasciano aperta ogni opzione, senza promesse eccessive.

Krack: «Rispetto e fiducia verso i piloti, ma nessuno deve dircelo»

Il team principal di Aston Martin Mike Krack ha respinto con fermezza le voci di un’inchiesta formale della FIA, sottolineando che gestire la sicurezza dei piloti è «una questione di rispetto e fiducia». «Se il tuo pilota dice “non posso continuare”, devi agire di conseguenza. E ci siamo trovati in questa situazione in cui lui era a disagio», ha spiegato Krack. Alla domanda sulle ipotesi esagerate di un coinvolgimento della FIA, il team principal ha risposto netto: «Vogliamo risolvere questi problemi in primo luogo; non abbiamo bisogno che qualcuno ce lo chieda.»

Krack ha poi descritto il processo interno di revisione post-Cina come una normale procedura di buona governance: «Dopo la Cina c’è stata una review interna, ma non solo per quello — avevamo l’episodio in cui Lance si è fermato, quindi bisogna esaminarlo dal punto di vista tecnico, ma anche operativo: come abbiamo gestito la situazione? Penso che questo sia una buona governance in ogni team. Lo abbiamo fatto, ed è per questo che arriviamo qui con alcune contromisure e spero davvero che funzionino.»

Il mese di aprile sarà dunque cruciale per capire se Honda e Aston Martin riusciranno a invertire la rotta prima che il gap in classifica diventi incolmabile. Miami rappresenta la prima vera scadenza per un intervento strutturale: se arriverà un primo cambio di specifica omologato dalla FIA, potrebbe segnare finalmente l’inizio di una risalita. In caso contrario, la stagione rischia di trasformarsi in un lungo e doloroso esercizio di gestione dell’emergenza.