F1 2026: Bahrain e Arabia Saudita verso la cancellazione dal calendario

Secondo Crash.net, la Formula 1 è prossima alla cancellazione ufficiale dei GP di Bahrain e Arabia Saudita 2026 a causa delle tensioni in Medio Oriente, riducendo il calendario da 24 a 22 gare senza sostituti.

Il calendario Formula 1 2026 si avvicina a una riduzione significativa: secondo le informazioni riportate da Crash.net, la massima serie automobilistica mondiale è ormai prossima alla cancellazione ufficiale dei Gran Premi di Bahrain e Arabia Saudita, una decisione che porterebbe il totale delle gare stagionali da 24 a 22. A pesare sulla scelta è l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che sembra aver reso insostenibile la presenza di entrambi gli appuntamenti nel programma della nuova stagione.

Punti Chiave

  • La Formula 1 è vicina alla cancellazione ufficiale dei GP di Bahrain e Arabia Saudita dal calendario 2026.
  • Le tensioni in Medio Oriente sono la causa principale della decisione, discussa sin dall’inizio del conflitto nella regione.
  • Il calendario 2026 si ridurrebbe da 24 a 22 gare, senza sostituti previsti per i due eventi rimossi.
  • Si creerebbe una pausa non pianificata di circa un mese tra il Gran Premio del Giappone e quello di Miami.
  • Le ipotesi di gare sostitutive a Imola, in Portogallo o con un doppio appuntamento in Giappone sembrano ormai tramontate.

Le tensioni in Medio Oriente spingono verso la cancellazione

La possibilità di eliminare i due appuntamenti mediorientali dal calendario F1 2026 è stata discussa sin dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, ma per lungo tempo era rimasta nell’ambito delle ipotesi. Ora, stando a quanto riferisce Crash.net, la situazione sembra essersi evoluta verso una conferma ufficiale imminente. Le tensioni nella regione continuano ad aggravarsi, rendendo sempre più difficile per la Formula 1 garantire le condizioni di sicurezza e logistiche necessarie per ospitare eventi di tale portata.

Va sottolineato come entrambi i Gran Premi — quello del Bahrain e quello dell’Arabia Saudita — siano stati per anni appuntamenti fissi e di grande rilevanza commerciale per la Formula 1, soprattutto considerando gli importanti accordi economici che legano la serie ai paesi del Golfo. La loro eventuale rimozione rappresenterebbe dunque non solo un cambiamento sportivo, ma anche una decisione dalle significative implicazioni finanziarie.

Nessun sostituto: il calendario scende a 22 gare

Uno degli aspetti più rilevanti della vicenda riguarda l’assenza di sostituzioni pianificate. Le indiscrezioni indicano che i due eventi verrebbero rimossi dal programma senza che vengano inserite gare alternative al loro posto. Questo significherebbe che la stagione 2026 di Formula 1 si svolgerebbe con 22 appuntamenti invece dei 24 originariamente previsti, un numero comunque elevato per gli standard storici della categoria, ma inferiore alle ambizioni di espansione del calendario che Liberty Media aveva mostrato negli ultimi anni.

La cancellazione senza sostituzione avrebbe inoltre un impatto diretto sulla struttura temporale del calendario: si verrebbe a creare una pausa non pianificata della durata di circa un mese tra il Gran Premio del Giappone e il Gran Premio di Miami. Una interruzione di tale lunghezza, non prevista in fase di pianificazione, potrebbe creare difficoltà logistiche e organizzative sia per i team che per i broadcaster, abituati a un fitto calendario di gare quasi consecutive.

Tramontate le ipotesi di Imola, Portogallo e doppio Giappone

Nelle settimane scorse erano circolate diverse ipotesi su possibili soluzioni alternative per colmare i vuoti lasciati dall’eventuale cancellazione dei due appuntamenti mediorientali. Tra le piste candidate a ospitare gare sostitutive erano stati menzionati il circuito di Imola, il Portogallo e persino la possibilità di organizzare due round in Giappone nel corso della stessa stagione. Tuttavia, secondo le informazioni più recenti, nessuna di queste opzioni sembra destinata a concretizzarsi.

Anche i tentativi dell’Arabia Saudita di mantenere la propria gara nel calendario 2026 si sarebbero rivelati insufficienti. Il paese aveva evidentemente cercato di esercitare pressioni o di trovare soluzioni che permettessero di salvaguardare l’appuntamento, ma le difficoltà legate al contesto geopolitico regionale avrebbero alla fine avuto la meglio su qualsiasi tipo di negoziazione.

Cosa cambia per la stagione 2026 di Formula 1

Se la cancellazione venisse confermata ufficialmente, la stagione 2026 di Formula 1 si configurerebbe in modo sensibilmente diverso rispetto a quanto originariamente programmato. Un calendario da 22 gare — seppur ancora molto denso — segnerebbe un passo indietro rispetto all’obiettivo di arrivare a 24 appuntamenti stagionali, e soprattutto introdurrebbe una struttura con una pausa di un mese tra Giappone e Miami che non era stata prevista nella pianificazione iniziale.

Per i team, per i piloti e per l’intera macchina organizzativa della Formula 1, si tratterebbe di un adeguamento non banale: le squadre dovranno rivedere i propri programmi di sviluppo e test, mentre gli organizzatori dovranno gestire la comunicazione con i fan e i partner commerciali riguardo ai cambiamenti nel calendario. Resta da attendere l’annuncio ufficiale da parte della Formula 1, che al momento non ha ancora rilasciato una comunicazione formale in merito.

Nei prossimi giorni o settimane ci si attende dunque una dichiarazione ufficiale da parte della Formula 1 che chiarisca definitivamente la situazione del calendario 2026, confermando o smentendo l’eliminazione dei due appuntamenti mediorientali e delineando la struttura definitiva della stagione inaugurale dell’era regolamentare che vedrà l’introduzione dei nuovi motori.