McLaren multata €400k dalla Formula E che ha già lasciato

McLaren Electric Racing Ltd multata di €400.000 per aver sforato del 4,54% il cost cap della Formula E nell'ultima stagione: lo sforamento, pari a £555.628, era legato ai costi di chiusura del team.

McLaren è stata sanzionata con una multa da €400.000 dalla Formula E, la serie che il team britannico ha abbandonato al termine della stagione 2024-25: il defunto McLaren Formula E Team ha violato il cost cap della competizione elettrica nell’ultimo dei suoi tre anni di partecipazione al campionato mondiale all-electric, configurando quello che la FIA ha classificato come un “minor overspend”, uno sforamento minore che tuttavia ha reso necessaria la sottoscrizione di un Accepted Breach Agreement (ABA).

Punti Chiave

  • McLaren ha sforato il cost cap della Formula E del 4,54% nell’ultima stagione di partecipazione (2024-25), con un eccesso di spesa pari a £555.628.
  • La holding McLaren Electric Racing Ltd ha sottoscritto un Accepted Breach Agreement (ABA) e dovrà pagare una multa di €400.000 entro 30 giorni, oltre ai costi ragionevoli sostenuti dalla Cost Cap Administration.
  • La FIA ha precisato che non vi è alcuna indicazione di comportamento in malafede, disonestà, frode o occultamento doloso di informazioni da parte di McLaren.
  • McLaren ha notificato spontaneamente lo sforamento prima di qualsiasi indagine formale, rinunciando successivamente al diritto di appello.
  • Il ritiro di McLaren dalla Formula E ha ridotto la griglia della stagione in corso da 22 a 20 vetture.

Lo sforamento di £555.628 e l’accordo con la FIA

Il dettaglio finanziario dell’infrazione emerge con chiarezza dal riepilogo pubblico dell’ABA. I costi rendicontati da McLaren nei documenti ufficiali, per il periodo terminato il 30 settembre 2025, ammontano a £12.802.394, a fronte di un cost cap fissato a £12.246.766: la differenza è di £555.628, pari a un’eccedenza del 4,54%. La FIA ha descritto la violazione come originata principalmente dai “costi associati alla chiusura ordinata del team a seguito della decisione di cessare la partecipazione al campionato al termine della Stagione 11 (2024-25)” — in altre parole, le spese legate allo smantellamento strutturato dell’operazione hanno fatto sforare, seppur di poco, il tetto regolamentare.

Un elemento che ha sicuramente pesato positivamente nella valutazione della FIA è il fatto che McLaren Electric Racing Ltd — la holding del team, che risulta ancora attiva commercialmente — abbia notificato volontariamente la violazione alla Cost Cap Administration, ancor prima dell’avvio di qualsiasi indagine formale. Il comunicato ufficiale è esplicito: non vi è stata alcuna indicazione che McLaren abbia agito in malafede, in maniera disonesta, fraudolenta o che abbia occultato deliberatamente informazioni. McLaren ha infine rinunciato al diritto di appello o di qualsiasi altra contestazione dell’ABA, accettando la sanzione nei termini concordati: il pagamento della multa da €400.000 entro 30 giorni e il rimborso dei “costi ragionevoli” sostenuti dalla Cost Cap Administration nella redazione dell’accordo.

Porsche, Jaguar e Nissan: i precedenti nel cost cap della Formula E

McLaren non è il primo costruttore a fare i conti con le sanzioni per sforamento del cost cap in Formula E. Porsche, Jaguar e Nissan hanno già subito provvedimenti disciplinari per violazioni analoghe. Jaguar e Nissan, in particolare, hanno pagato il prezzo più salato: le loro violazioni risalgono al primo anno di applicazione del cost cap, ovvero la stagione 2022-23, e si sono tradotte in penalità sportive concrete, oltre che economiche. Entrambi i team hanno scontato un ban di mezza giornata durante il primo giorno del test ufficiale pre-stagione a Jarama, nel novembre 2024.

Sul fronte finanziario, Nissan è stata multata per €300.000 per uno sforamento inferiore al 2% (corrispondente a €269.252), mentre Jaguar ha ricevuto una sanzione pecuniaria di €100.000 per un’infrazione dello 0,6%, equivalente a £73.849. Confrontando questi precedenti con il caso McLaren, emerge che lo sforamento del 4,54% del team britannico è proporzionalmente più significativo rispetto a quelli di Jaguar e Nissan, ma il comportamento collaborativo e trasparente di McLaren — unitamente alla natura del tutto straordinaria dei costi (legati alla chiusura del team) — ha evidentemente influenzato la decisione della FIA di non applicare penalità sportive aggiuntive.

Dalla nascita di NEOM McLaren alla vittoria di São Paulo

Per comprendere appieno la vicenda, è necessario ripercorrere la breve ma intensa storia del McLaren Formula E Team. Il team nasce direttamente dalla struttura che aveva dominato la Formula E, il Mercedes EQ, vincitore dei titoli mondiali nel 2021 e nel 2022. Quando Mercedes annunciò il proprio ritiro dalla serie elettrica nell’agosto 2021, lo fece con un anno di preavviso: il team continuò a correre nella stagione successiva, e fu così che Stoffel Vandoorne conquistò il titolo a Seoul nell’agosto 2022, nell’ultimo atto ufficiale di Mercedes in Formula E.

A quel punto, il team principal Ian James aveva già negoziato con McLaren il diritto di utilizzare il marchio per continuare a gareggiare come team cliente, impiegando hardware Nissan nell’ambito del nuovo regolamento Gen3. Il team, ribattezzato NEOM McLaren in omaggio al principale sponsor saudita, ingaggiò Rene Rast e Jake Hughes per rimpiazzare Nyck de Vries e lo stesso Vandoorne, entrambi già impegnati a fare il salto verso la F1 e il team DS Penske rispettivamente. La prima stagione fruttò pole position e podi, ma la vittoria più memorabile arrivò con il successore di Rast: Sam Bird trionfò a São Paulo nel marzo 2024 con un sorpasso all’ultimo giro ai danni di Mitch Evans, regalando al team la sua unica affermazione nella storia della Formula E.

Il tentativo fallito con Stellantis e la fine del progetto

L’epilogo della storia è amaro. Già a gennaio 2025 circolavano voci insistenti sulla possibilità che NEOM potesse ridurre o cessare il proprio coinvolgimento finanziario con il team. La notizia ufficiale del ritiro di McLaren dalla Formula E al termine della stagione 2025 fu resa pubblica nella primavera dello stesso anno. Ian James si trovò nuovamente di fronte alla sfida di trovare una soluzione alternativa per salvare la struttura: il piano più avanzato prevedeva un accordo con il gruppo Stellantis, che avrebbe potuto garantire una continuità operativa sfruttando i marchi del conglomerato automobilistico. Tuttavia, questo progetto si arenò in fase avanzata, anche a causa delle difficoltà che stava attraversando Maserati — anch’essa un brand Stellantis — impegnata in una propria battaglia per la sopravvivenza in Formula E.

Nel giugno 2025 il tempo era definitivamente scaduto. Il mese successivo, McLaren avviò formalmente le procedure di chiusura dell’operazione, restituendo la propria licenza a Formula E Operations e cessando ogni attività agonistica. La conseguenza diretta è stata la riduzione della griglia della stagione in corso da 22 a 20 vetture. Una fine silenziosa, quasi burocratica, per un progetto che aveva ereditato l’eredità di uno dei team più vincenti della storia recente della Formula E.

La vicenda della multa a McLaren chiude simbolicamente un capitolo: la holding McLaren Electric Racing Ltd — ancora attiva — ha ora firmato il proprio accordo con la FIA, pagherà quanto dovuto e potrà voltare definitivamente pagina. Rimane da vedere se il marchio McLaren tornerà mai a calcare i paddock della Formula E in futuro, o se questa sanzione rappresenti davvero l’ultimo atto di una storia durata soltanto tre stagioni.