Fiat 500 Scattante: il Cinquino restomod che vuole correre

La società britannica La Cinquecento presenta la Fiat 500 Scattante: restomod con motore Twin-Spark dalla 126, telaio riprogettato e design di BorromeodeSilva. Serie limitata in arrivo, prezzo ancora ignoto.

Si chiama Fiat 500 Scattante e arriva dal Regno Unito: è il restomod firmato da La Cinquecento, azienda britannica che ha preso una Fiat 500 degli anni ’70 abbandonata in un fienile per un quarto di secolo e l’ha trasformata in un’auto sportiva, coinvolgente e immediatamente riconoscibile. Il design porta la firma dello studio milanese BorromeodeSilva, mentre la meccanica è stata rivista in profondità: nuovo motore bicilindrico Twin-Spark derivato dalla Fiat 126, telaio riprogettato, sospensioni, freni e sterzo aggiornati. Il debutto pubblico è già avvenuto in Italia, alla cronoscalata Tutto Bene del 9 settembre, sul percorso che sale verso il Mottarone. Ora La Cinquecento raccoglie le manifestazioni di interesse per una serie limitata numerata, ma prezzo e volumi produttivi restano ancora da comunicare.

Punti Chiave

  • La Fiat 500 Scattante è un restomod realizzato dalla società britannica La Cinquecento, con design curato dallo studio milanese BorromeodeSilva.
  • La base è una Fiat 500 degli anni ’70 appartenuta a Max Kindersley, fondatore di La Cinquecento, rimasta abbandonata in un fienile per circa 25 anni.
  • Il motore è un bicilindrico con sistema Twin-Spark a doppia accensione derivato dalla Fiat 126; la potenza non è stata comunicata ufficialmente.
  • Il telaio è stato riprogettato e sono stati aggiornati sospensioni, impianto frenante, sterzo, sistema di raffreddamento e impianto elettrico.
  • La Scattante debutterà in serie limitata numerata: né il prezzo né i volumi di produzione sono stati ancora resi noti.

Una 500 degli anni ’70 salvata dal fienile

Il punto di partenza del progetto Scattante è una storia quasi romanzesca. La Fiat 500 usata per costruire il primo esemplare apparteneva a Max Kindersley, fondatore di La Cinquecento: prima di diventare la base di questo restomod, l’auto sarebbe rimasta parcheggiata e dimenticata in un fienile per circa 25 anni. Un destino comune a molte piccole Fiat dell’epoca, spesso accantonate perché considerate troppo datate per essere usate quotidianamente ma troppo care al cuore dei proprietari per essere vendute o rottamate.

Da questa storia personale nasce un progetto che, almeno nelle intenzioni, vuole andare oltre il semplice restauro o il restyling cosmetico. La Cinquecento si è affidata allo studio milanese BorromeodeSilva, già coinvolto in precedenti reinterpretazioni di sportive italiane, con un mandato preciso: rendere la 500 più sportiva e più piacevole da guidare senza cancelarne l’identità. Una sfida non banale, considerando che il Cinquino nato nel 1957 è diventato nei decenni uno dei simboli più riconoscibili dell’automobile italiana, con una silhouette che è quasi impossibile stravolgere senza incorrere in reazioni negative da parte degli appassionati.

Design: più aggressivo, ma il carattere resta intatto

L’approccio stilistico scelto da BorromeodeSilva è quello della progressività: nessun elemento che stoni con la sagoma classica del Cinquino, ma dettagli mirati a trasmettere un carattere più deciso. Davanti fanno la loro comparsa fari supplementari di ispirazione rally, un richiamo diretto all’utilizzo sportivo cui la 500 è stata spesso destinata sin dagli anni ’60. I parafanghi sono stati allargati per ospitare carreggiate più generose, le minigonne sono più evidenti e i cerchi a disco con finitura opaca completano un look che sa di competizione senza urlarlo.

La combinazione cromatica dell’esemplare mostrato al pubblico gioca sul contrasto tra carrozzeria rossa e dettagli color crema, una scelta che evita derive eccessivamente moderne e mantiene quella patina vintage inscindibile dal DNA della Fiat 500. Anche l’abitacolo segue la stessa filosofia: sedili sportivi, rivestimenti in pelle color cuoio, tappetini dal sapore retrò e dettagli coordinati con l’esterno. Non un cockpit da supercar, ma uno spazio che invita alla guida con una propria coerenza estetica.

Il motore Twin-Spark dalla Fiat 126 e la meccanica rivista

Le modifiche più sostanziali, però, sono quelle invisibili dall’esterno. Il cuore della Fiat 500 Scattante è un motore bicilindrico dotato di sistema Twin-Spark a doppia accensione, derivato dalla Fiat 126. La scelta di attingere alla famiglia motoristica della 126, cugina meccanica della 500 classica, è coerente con la filosofia del progetto: aggiornare senza stravolgere, restando nell’orbita dell’identità originale. La Cinquecento dichiara accelerazione migliore e maggiore coppia rispetto alla versione di partenza, ma non ha comunicato i valori di potenza, rendendo impossibile per ora quantificare con precisione il salto prestazionale.

Quello che è certo è che il motore da solo non racconta l’intera storia. Il telaio è stato riprogettato con l’obiettivo di rendere l’auto più precisa e coinvolgente, senza sacrificare le caratteristiche che hanno reso famosa la 500. Le sospensioni sono state riviste, così come l’impianto frenante e lo sterzo, due elementi determinanti per il comportamento dinamico di una vettura così leggera e dalle dimensioni ridotte. Interventi significativi hanno riguardato anche il sistema di raffreddamento e l’impianto elettrico, aree storicamente critiche sulle 500 d’epoca, soggette ad affidabilità variabile dopo decenni di utilizzo e stoccaggio.

Il risultato atteso è un’auto che si guida come una sportiva compatta degli anni migliori, con risposte più pronte e una precisione di guida che la 500 originale, nata principalmente per la città, non poteva garantire. La leggerezza della vettura di base, combinata con le modifiche dinamiche, potrebbe tradursi in un comportamento vivace e diretto, qualità che gli appassionati di auto storiche tendono ad apprezzare più di qualunque numero sulla carta.

Il debutto al Mottarone e la serie limitata

La Scattante ha debuttato pubblicamente in Italia, durante la cronoscalata Tutto Bene organizzata il 9 settembre sulla strada privata Borromea, lungo il percorso che dalle pendici conduce verso la vetta del Mottarone. Un contesto scenograficamente perfetto per un’auto come questa: una salita storica, un’atmosfera che mescola motorsport e paesaggio, un pubblico di appassionati. La scelta di presentare il progetto in Italia, paese d’origine della 500, non è casuale e sottolinea l’attenzione di La Cinquecento verso il mercato e la cultura automobilistica italiana.

Dopo il debutto, La Cinquecento ha avviato la raccolta delle manifestazioni di interesse per una serie limitata di esemplari numerati. Due informazioni fondamentali, però, restano ancora senza risposta: il prezzo della trasformazione e il numero complessivo di vetture che verranno prodotte. Entrambi i dati saranno determinanti per capire il posizionamento commerciale della Scattante e il tipo di acquirente cui si rivolge. Un restomod di questo tipo, con design curato da uno studio milanese e meccanica profondamente rivista, difficilmente avrà un prezzo accessibile, ma senza cifre ufficiali qualsiasi valutazione resta prematura.

La Fiat 500 Scattante si inserisce in una tendenza sempre più consolidata nel mondo delle auto storiche: prendere un modello iconico, rispettarne l’identità visiva e culturale, e aggiornarne le parti che con il passare dei decenni mostrano maggiormente i limiti. Nel caso del Cinquino di La Cinquecento, la ricetta punta soprattutto sulla guida. Più motore, freni e sospensioni all’altezza, telaio rivisto: la vecchia 500 rimane una 500, ma con parecchia voglia in più di correre. I prossimi passi saranno la comunicazione del prezzo e dei volumi produttivi, attesi con interesse da tutti gli appassionati che si sono già registrati per ricevere informazioni.

Domande frequenti

Quanto costa la Fiat 500 Scattante?

Il prezzo non è stato ancora comunicato da La Cinquecento. Si tratta di un’informazione fondamentale ancora mancante, che sarà decisiva per capire il posizionamento commerciale di questo restomod.

Quanti esemplari della Fiat 500 Scattante verranno prodotti?

La Cinquecento intende realizzare una serie limitata di esemplari numerati, ma il numero esatto non è stato ancora reso noto. L’azienda ha già iniziato a raccogliere le manifestazioni di interesse da parte dei potenziali acquirenti.

Che motore monta la Fiat 500 Scattante?

La Scattante utilizza un motore bicilindrico con sistema Twin-Spark a doppia accensione derivato dalla Fiat 126. La potenza specifica non è stata comunicata, ma La Cinquecento promette un’accelerazione migliore e una maggiore coppia rispetto alla 500 originale.

Cosa cambia rispetto a una Fiat 500 classica?

Oltre al motore potenziato, la Scattante riceve un telaio riprogettato, sospensioni riviste, impianto frenante e sterzo aggiornati, oltre a un nuovo sistema di raffreddamento e impianto elettrico. Esteticamente, compaiono parafanghi allargati, minigonne, fari supplementari di ispirazione rally e cerchi a disco con finitura opaca, mantenendo però la sagoma inconfondibile del Cinquino.

Dove è stata presentata per la prima volta la Fiat 500 Scattante?

Il debutto pubblico è avvenuto in Italia il 9 settembre, durante la cronoscalata Tutto Bene, organizzata sulla strada privata Borromea lungo il percorso che conduce verso la vetta del Mottarone. Il progetto porta la firma dello studio milanese BorromeodeSilva e nasce dall’azienda britannica La Cinquecento.