Ferrari e il numero 44: da Trintignant a Hamilton, una storia lunga 70 anni

Sei piloti Ferrari portarono il numero 44 in gara tra il 1951 e il 1966, da Taruffi secondo in Svizzera al trionfo di Trintignant a Monaco: una storia che Hamilton ha poi riletto con la vittoria a Barcellona nel 2026.

In Formula 1 il numero 44 è diventato il simbolo di Lewis Hamilton, ma la storia di quel numero sulla carrozzeria rossa affonda le radici negli anni Cinquanta. Prima che Hamilton scegliesse il 44 come numero permanente, ben sei piloti avevano già portato quella cifra sulle Ferrari nei Gran Premi del dopoguerra, in un’epoca in cui i numeri di gara venivano assegnati di volta in volta. Da Piero Taruffi a Giancarlo Baghetti, passando per il primo trionfo di Trintignant a Monaco nel 1955, il racconto del numero 44 in rosso è lungo quasi sette decenni.

Punti Chiave

  • Il numero 44 compare per la prima volta su una Ferrari nel 1951, sulla vettura di Piero Taruffi al Gran Premio di Svizzera, dove chiude secondo.
  • Maurice Trintignant regala al 44 la sua prima vittoria in rosso al Gran Premio di Monaco del 1955, partendo dalla nona posizione.
  • Hamilton ha scelto il 44 ispirandosi alla targa dell’auto del padre, che recitava “F44”, e lo porta dal kart alla F1.
  • Dal 2014, con l’introduzione dei numeri permanenti, Hamilton ha sempre corso con il 44, rinunciando anche al numero 1 da Campione del Mondo.
  • Hamilton ha conquistato la prima vittoria in un Gran Premio con la Ferrari a Barcellona nel 2026.

Taruffi, Hirt e Rosier: i pionieri del 44 in Ferrari

Piero Taruffi è il primo pilota a legare il numero 44 a una Ferrari in un Gran Premio del Campionato del Mondo. Il romano, che aveva già gareggiato per Enzo Ferrari in una corsa in salita alle porte di Roma nel lontano 1931, disputa cinque gare per la Scuderia durante la stagione di Formula 1 del 1951. Il suo momento migliore di quell’anno arriva al Gran Premio di Svizzera: alla guida della Ferrari 375 numero 44, grazie a una condotta precisa e regolare che gli consente di risalire dal sesto al secondo posto sotto la pioggia, Taruffi centra il podio. Un anno dopo, sempre a Bremgarten, fa ancora meglio conquistando la vittoria.

Al Gran Premio di Svizzera del 1952, mentre Taruffi trionfa con una Ferrari 500 recante il numero 30, sullo stesso circuito scende in pista un’altra Ferrari con il 44: è quella del pilota privato svizzero Peter Hirt. Partito 19° con la sua Ferrari 212, Hirt scala la classifica fino al settimo posto in una gara segnata da ben 13 ritiri, un risultato tutt’altro che banale in quel contesto. L’anno successivo tocca al francese Louis Rosier portare il 44 in gara: vincitore a Le Mans, concessionario d’auto e figura chiave nella nascita del Circuit de Charade, Rosier era già un personaggio di spicco del motorsport europeo. Al Gran Premio di Francia del 1953, con una Ferrari 500, chiude ottavo.

Trintignant: “la prima vittoria in rosso” a Monaco nel 1955

Il capitolo più romantico della storia del 44 in Ferrari appartiene a Maurice Trintignant. Settant’anni prima della vittoria di Hamilton nella Sprint Race del GP di Cina, Trintignant regala al numero 44 la sua prima affermazione in rosso al Gran Premio di Monaco del 1955. Il pilota francese parte nono con la Ferrari 625 e si trova a lottare in gara quando Alberto Ascari finisce fuori pista nel porto. Trintignant approfitta della situazione, conquista la testa della corsa e va a vincere con circa 20 secondi di vantaggio su Eugenio Castellotti. Si tratta del primo dei suoi due successi in Formula 1, entrambi conquistati nel Principato di Monaco.

Un anno dopo, nel 1956, è Olivier Gendebien a portare il 44 al Gran Premio di Francia, al volante della Ferrari D50, vettura riconoscibile per le caratteristiche carenature laterali originariamente concepite come serbatoi di carburante. La gara si conclude con la delusione del ritiro per problemi meccanici, un risultato che tuttavia non rispecchia affatto il valore del pilota belga. Gendebien sarebbe diventato uno dei grandi specialisti dell’endurance della sua epoca: con la Scuderia conquista quattro vittorie alla 24 Ore di Le Mans tra il 1958 e il 1962, oltre a imporsi alla Targa Florio e alla 12 Ore di Sebring.

Baghetti e la Ferrari 246 a Monza nel 1966

L’ultima apparizione del numero 44 su una Ferrari prima dell’era Hamilton porta la firma di Giancarlo Baghetti, figura entrata nella leggenda della Formula 1 per aver vinto al suo esordio nel Campionato del Mondo, al Gran Premio di Francia del 1961, con la Ferrari 156. Un primato assoluto: nessun altro pilota ha mai replicato quell’impresa. Cinque anni dopo, al Gran Premio d’Italia del 1966 a Monza, Baghetti scende in pista con una Ferrari 246 recante il numero 44, ma questa volta la corsa non gli sorride e non viene classificato. Era ormai lontano dall’apice della sua carriera con la Scuderia.

Con Baghetti si chiude il primo capitolo della storia del 44 in Ferrari. Tra il 1966 e il 2025 il numero scompare dalle rosse, per poi tornare con il pilota che lo ha reso globalmente iconico.

Hamilton e il 44: dalla targa del padre a Barcellona

Il legame di Lewis Hamilton con il numero 44 nasce dall’infanzia. Quando sceglie il numero per il suo go-kart di seconda mano, si ispira alla targa “F44” dell’auto del padre. Un dettaglio personale, quasi casuale, che nel tempo diventa un marchio identitario. Al suo arrivo in Formula 1, però, Hamilton non può ancora scegliere liberamente: i numeri vengono assegnati in base alla classifica del Campionato della stagione precedente.

Tutto cambia nel 2014, quando la Formula 1 introduce i numeri di gara permanenti, consentendo ai piloti di scegliere un numero tra 2 e 99 da mantenere per tutta la carriera. Hamilton sceglie subito il 44 e non lo abbandona più, nemmeno quando, da Campione del Mondo, avrebbe avuto diritto a correre con il numero 1. Una scelta di continuità e di identità che racconta quanto quel numero significhi per lui.

Con la sua stagione d’esordio alla Scuderia, Hamilton aggiunge nuovi capitoli alla storia del 44 in rosso: prima la vittoria nella Sprint Race del Gran Premio di Cina, poi il trionfo in gara a Barcellona nel 2026, prima vittoria in un Gran Premio con la Ferrari. Il numero che Trintignant portò sul podio più alto di Monaco nel 1955 torna dunque a vincere, con oltre settant’anni di storia sulle spalle e un pilota che continua a scriverne i prossimi capitoli.