La Scuderia Ferrari HP ha chiuso le prove libere 3 del Gran Premio d’Italia a Monza con il secondo e il sesto tempo assoluto. Lewis Hamilton ha firmato il crono di 1’22″445, mentre Charles Leclerc ha fermato il cronometro su 1’22″708. Per entrambi 21 giri completati, per un totale di squadra di 42 giri nell’ultima sessione di libere prima delle qualifiche.
Punti Chiave
- Hamilton chiude secondo con il crono di 1’22″445, best time personale della sessione.
- Leclerc ottiene il sesto tempo con 1’22″708, anche lui con 21 giri all’attivo.
- Entrambi i piloti hanno lavorato esclusivamente con le gomme Soft durante la sessione.
- La Ferrari ha totalizzato 42 giri complessivi nelle libere 3 sul circuito di Monza.
- La coppia ha completato due long run con diversi set di gomme Soft nel corso della sessione.
La sessione: attesa in garage, poi il primo run con le Soft
Come buona parte degli altri piloti in griglia, anche Hamilton e Leclerc hanno scelto di aspettare alcuni minuti prima di uscire dai box, una strategia comune nelle sessioni del sabato mattina per raccogliere informazioni sulla pista in evoluzione. Una volta in pista, entrambi hanno montato le gomme Soft, la mescola più morbida disponibile nel fine settimana, quella tipicamente usata per simulare il ritmo da qualifica.
Nel primo run, Charles ha subito trovato un buon riferimento cronometrico: 1’23″250, poi migliorato di soli due millesimi con 1’23″271. Hamilton si è messo in moto con 1’23″683, ma ha abbassato rapidamente il proprio tempo a 1’23″111, confermando la rapidità con cui la Scuderia ha trovato il giusto assetto sul tracciato brianzolo.
Il passo accelera: Hamilton a 1’23″040, Leclerc risponde
Con la pista che guadagnava grip, entrambi i piloti hanno continuato a spingere. Hamilton è sceso a 1’23″040, mentre Leclerc ha risposto con 1’23″065, restando a soli 25 millesimi dal compagno di squadra. L’inglese ha poi completato un terzo giro lanciato, ma è stato Charles a chiudere questo segmento della sessione con il crono più rapido del primo stint: 1’22″913, segnale che il suo ritmo era in costante crescita.
Questo scambio ravvicinato tra i due piloti del Cavallino ha mostrato come la Ferrari abbia lavorato in modo coordinato, raccogliendo dati sia sul bilanciamento della vettura sia sulla gestione degli pneumatici, in vista di una qualifica che sulla pista di Monza si preannuncia molto combattuta.
Il secondo run: Hamilton firma il miglior crono, Leclerc a sei decimi
Dopo il rientro ai box per il cambio gomme, entrambi sono tornati in pista con un treno di mescole Soft fresche. Con le coperture nuove Hamilton ha alzato ulteriormente il proprio livello, fermando il cronometro su 1’22″445: il tempo che lo ha collocato al secondo posto della classifica combinata della sessione. Leclerc, con le stesse gomme, ha risposto con 1’22″708, accusando circa 263 millesimi dal compagno di squadra e chiudendo in sesta posizione.
Il divario tra i due rimane contenuto considerando le normali variazioni di set-up e le diverse finestre di utilizzo degli pneumatici, ma la sessione ha confermato che Hamilton appare attualmente leggermente più a suo agio con l’assetto da qualifica sulla configurazione velocissima di Monza. I dati raccolti nei 21 giri di ciascun pilota saranno ora fondamentali per ottimizzare le scelte in vista delle qualifiche.
42 giri e un quadro chiaro per le qualifiche
Con 42 giri totali suddivisi equamente tra i due piloti, la Scuderia Ferrari HP ha chiuso le libere 3 con un bottino di informazioni considerevole. Il programma si è articolato su due stint principali con gomme Soft, una scelta che riflette la priorità data alla simulazione di qualifica in una sessione in cui il tempo per testare le mescole da gara è tradizionalmente limitato.
Il secondo tempo di Hamilton e il sesto di Leclerc disegnano uno scenario in cui la Ferrari si candida a recitare un ruolo importante nella lotta per le prime posizioni in griglia. Le qualifiche del Gran Premio d’Italia rappresenteranno il vero banco di prova, con la pista di Monza che, per le sue caratteristiche ad alta velocità e con pochissime frenate, tende ad amplificare ogni differenza in termini di carico aerodinamico ed efficienza.





