Ferrari Amalfi Spider: 640 CV e capote più silenziosa di un hard-top

Ferrari presenta l'Amalfi Spider con motore V8 biturbo F154 da 640 CV e soft top in tessuto Tecnico Ottanio: nei test interni supera acusticamente e termicamente un hard-top in alluminio.

La Ferrari Amalfi Spider si presenta come un’offerta unica nell’intera gamma del Cavallino Rampante: una spider con motore V8 biturbo centrale-anteriore da 640 CV, capace di scattare da 0 a 100 km/h in 3,3 secondi, che rifiuta qualsiasi compromesso tra prestazioni, comfort acustico e bellezza del design. Una vettura che, secondo il Ferrari Design Studio, doveva conservare la stessa linea fluente della coupé sia a capote aperta sia chiusa — e per raggiungerlo ha percorso una strada tecnica sorprendente: un soft top in tessuto più silenzioso, nelle prove interne, di un tradizionale tetto rigido retrattile.

Punti Chiave

  • La Ferrari Amalfi Spider monta il celebre motore V8 biturbo F154 da 640 CV, con uno 0-100 km/h in 3,3 secondi e 0-200 km/h in 9,4 secondi.
  • Il soft top in tessuto Tecnico Ottanio si apre in 13,5 secondi fino a 60 km/h e, ripiegato, ha uno spessore di soli 220 mm.
  • Le prove acustiche interne hanno dimostrato prestazioni sonore superiori a quelle di una vettura con tetto rigido retrattile (RHT).
  • Il bagagliaio da 255 litri è il migliore della categoria, risultato diretto della scelta del soft top rispetto a un tetto rigido.
  • L’abitacolo è configurato in schema 2+ con wind deflector integrato negli schienali posteriori, azionabile tramite un tasto.

Perché un soft top in tessuto: la scelta di design di Flavio Manzoni

La decisione di equipaggiare l’Amalfi Spider con un soft top in tessuto anziché con il più comune tetto rigido retrattile (RHT) non è stata casuale, né dettata unicamente da ragioni di peso o costo. È stata, prima di tutto, una scelta estetica e filosofica. Alessandro Caltagirone, Design Archetype Manager Ferrari, spiega con chiarezza: «Una delle visioni più importanti di Flavio Manzoni e del team del Ferrari Design Studio prevedeva il mantenimento di una linea fluida dal parabrezza al bagagliaio. L’unica soluzione per preservare questo look a due volumi era la scelta di un soft top in tessuto».

Un tetto rigido retrattile, con il suo meccanismo a pannelli articolati, avrebbe inevitabilmente spezzato il profilo fastback che caratterizza la vettura, alterando la silhouette sia da ferma sia in movimento. Il soft top, invece, una volta ripiegato si integra nel volume della carrozzeria con uno spessore di appena 220 mm — nonostante i suoi cinque strati costruttivi — mantenendo intatta quella continuità visiva dal parabrezza al portellone posteriore che è cifra stilistica dell’intera vettura. Il risultato è una coupé decapottabile che conserva, in entrambe le configurazioni, l’eleganza scultorea tipica delle Ferrari di Maranello.

Il tessuto Tecnico Ottanio: acustica superiore all’hard-top in alluminio

La capote dell’Amalfi Spider non è un elemento passivo del design: è il frutto di una ricerca tecnica approfondita sui materiali. La versione di lancio adotta un tessuto tecnico esclusivo ribattezzato Tecnico Ottanio, che si distingue per un effetto cangiante tridimensionale generato dall’intreccio della trama, capace di catturare la luce in modo diverso a seconda dell’angolazione. Nella configurazione presentata, il tessuto si abbina al colore esterno Rosso Tramonto, creando un gioco cromatico sofisticato e riconoscibile.

Per chi preferisce un look più classico o personalizzato, Ferrari propone anche un tessuto sartoriale disponibile nelle varianti nero, marrone, blu e grigio, eventualmente con cuciture a contrasto. Il catalogo Allestimenti Speciali apre poi a un’ulteriore gamma cromatica su richiesta. Ma la vera sorpresa dell’Amalfi Spider non è la varietà di scelta: è la scoperta, emersa dai test interni, che questo soft top in tessuto a cinque strati garantisce prestazioni acustiche superiori rispetto a quelle di una vettura con sistema RHT. Caltagirone conferma: «Abbiamo utilizzato il miglior tessuto fonoassorbente in produzione, appositamente selezionato per offrire performance ottimali nella guida ad alta velocità. Analizzando i risultati, abbiamo scoperto che le prestazioni acustiche del tetto in tessuto erano migliori di quelle di una vettura con sistema RHT». Lo stesso vale per l’isolamento termico: nei test climatici, i dati registrati sulle superfici interne ed esterne hanno superato quelli di un hard-top in alluminio — un risultato che ribalta i pregiudizi convenzionali sul soft top come soluzione di serie B.

640 CV e V8 biturbo F154: le prestazioni dell’Amalfi Spider

Sotto il cofano della Ferrari Amalfi Spider pulsa il celebre motore V8 biturbo Ferrari F154 da 640 CV, un’unità la cui reputazione nel mondo automotive è consolidata da anni di sviluppo e di utilizzo su alcune delle Ferrari più apprezzate della storia recente. Con la capote abbassata, il rombo di questo motore diventa parte integrante dell’esperienza di guida, amplificato dall’assenza della barriera del tetto e direttamente percepibile dall’abitacolo in modo più viscerale rispetto alla versione coupé.

Le cifre delle prestazioni parlano chiaro: 0-100 km/h in 3,3 secondi e raggiungimento dei 200 km/h in 9,4 secondi. Numeri che posizionano l’Amalfi Spider nel segmento più performante delle spider con motore anteriore disponibili oggi sul mercato. Caltagirone sintetizza con autenticità l’essenza della vettura: «Non è solo un lavoro, è un’autentica passione. Quando guido una vettura convertibile, mi piace lasciarmi avvolgere dal rombo del motore e per questo adoro davvero la Ferrari Amalfi Spider». Una dichiarazione che restituisce il senso più profondo del progetto: non una spider costruita per assolvere a un ruolo di gamma, ma una vettura pensata da appassionati per appassionati.

Capote in 13,5 secondi, wind deflector e 255 litri di bagagliaio

Sul piano della praticità quotidiana, la Ferrari Amalfi Spider rompe con l’idea che una supercar scoperta debba essere scomoda o poco versatile. La capote si apre e chiude in appena 13,5 secondi, operazione eseguibile in movimento fino a una velocità di 60 km/h — una soglia che consente manovre veloci anche durante la guida senza necessità di fermarsi. Una comodità concreta, non solo un dato tecnico da scheda.

Il comfort a capote abbassata è garantito da una serie di soluzioni aerodinamiche integrate: un bordo acustico attorno alla guarnizione dell’arco di tensione funge da prima barriera contro rumore e pressione del vento; l’ala mobile posteriore contribuisce alla gestione dell’aerodinamica; il wind deflector è integrato negli schienali dei sedili posteriori ed è azionabile con la semplice pressione di un tasto. L’abitacolo, configurato in schema 2+, mantiene così un livello di comfort fruibile anche ad andature sostenute. A coronare la vocazione quotidiana dell’Amalfi Spider c’è il bagagliaio da 255 litri, il migliore della categoria — una capacità resa possibile proprio dall’ingombro ridotto della capote ripiegata, che non erode lo spazio di carico come farebbe un meccanismo RHT.

La Ferrari Amalfi Spider si configura dunque come una sintesi compiuta tra due anime che spesso faticano a coesistere: la purezza sportiva di una supercar da 640 CV e la fruibilità di una gran turismo scoperta pensata per essere guidata ogni giorno, con la pioggia o con il sole. I prossimi dettagli attesi riguardano disponibilità, prezzi ufficiali per il mercato europeo e la completa gamma di personalizzazioni offerta attraverso il programma Atelier di Maranello.