F1 | Mercedes valuta azioni legali dopo il GP di Monaco

Mercedes ha coinvolto i propri legali per trovare un rimedio ai punti persi da George Russell a Monaco: Toto Wolff stima che la drive-through inflitta valesse 20 secondi, sufficienti per un P3 o P4.

Mercedes ha avviato consultazioni con il proprio team legale per valutare se esistano margini per spingere la FIA a trovare un “rimedio” ai punti persi da George Russell nel Gran Premio di Monaco. La vicenda si inserisce nel più ampio scandalo dei limiti di velocità in pitlane, riesploso dopo la decisione degli steward di reintegrare Pierre Gasly sul podio a seguito della scoperta di un errore nelle misurazioni effettuate da Formula One Management.

Punti Chiave

  • Mercedes si è rivolta ai propri legali per valutare possibili rimedi dopo che Russell ha perso punti importanti a Monaco a causa di penalità legate a misurazioni errate in pitlane.
  • Il team principal Toto Wolff ha dichiarato a Barcellona che la questione ha implicazioni dirette sul campionato, motivo per cui il team sta esplorando tutte le opzioni disponibili.
  • Russell, che era in terza posizione quando ha scontato la drive-through, ha chiuso la gara in dodicesima posizione, perdendo un possibile risultato tra il terzo e il quarto posto.
  • Gli steward hanno riconosciuto che la penalità a Gasly era basata su misurazioni errate di FOM, ma hanno anche precisato che nessuna norma conferisce loro il potere di annullare una penalità già scontata.
  • McLaren e Red Bull hanno notificato l’intenzione di ricorrere in appello contro la decisione di reintegrare Gasly, e hanno 96 ore per decidere se procedere.

La gara di Monaco e la catena di penalità che ha affossato Russell

La corsa del Gran Premio di Monaco si è trasformata in un incubo per George Russell a causa di una serie di eventi sfortunati legati ai limiti di velocità in corsia dei box. Il britannico è stato dapprima colpito da una penalità di cinque secondi per eccesso di velocità in pitlane durante il suo primo pit stop. Con quella sanzione già pendente, il team Mercedes non è riuscito a farla scontare durante una successiva fermata sotto safety car, costringendo così Russell ad effettuare una drive-through penalty che ha di fatto distrutto ogni speranza di podio.

Quando ha scontato la drive-through, Russell si trovava in terza posizione in pista. Il risultato finale è stato un anonimo dodicesimo posto, un esito che stride ancora di più alla luce delle successive rivelazioni sulle misurazioni errate della pitlane. Secondo i calcoli effettuati dallo stesso team Mercedes, la drive-through — se non fosse stata inflitta — avrebbe equivalso a circa 20 secondi di tempo in gara, un gap che, secondo le proiezioni del team, avrebbe posizionato Russell tra il terzo e il quarto posto al traguardo.

L’errore di FOM e il caso Gasly che ha riaperto tutto

Il punto di svolta è arrivato con il diritto di revisione presentato con successo da Alpine in favore di Pierre Gasly, al quale erano state comminate due penalità per eccesso di velocità in pitlane a Monaco. La revisione ha portato alla luce che Formula One Management aveva commesso un errore nelle misurazioni della corsia dei box, rendendo di fatto inattendibili i dati su cui si basavano quelle sanzioni. Gli steward hanno quindi deciso di reintegrare Gasly nella sua posizione originale sul podio.

Nel documento ufficiale pubblicato venerdì dagli steward per spiegare la decisione di reintegrare Gasly, è stato esplicitamente riconosciuto che «resteranno indubbiamente domande su se quelle infrazioni fossero genuine». Tuttavia, gli steward hanno anche precisato che non esiste alcun regolamento che conferisca loro il potere di «annullare» una penalità già scontata, aggiungendo che «è impossibile immaginare come tale potere potrebbe essere applicato». Il documento ha inoltre sottolineato che nessun’altra parte aveva presentato un diritto di revisione entro i termini consentiti.

Le parole di Toto Wolff a Barcellona: «Vogliamo un rimedio per George»

Intervenendo ai margini del Gran Premio di Barcellona, il team principal di Mercedes, Toto Wolff, ha rotto il silenzio sulla questione con parole chiare e determinate. «Stiamo valutando in questo momento cosa significhi la situazione di Gasly per George», ha dichiarato Wolff. «Ovviamente ci sono alcuni vincoli di tempo. Non faremmo certamente appello ai risultati di Gasly, ma vorremmo che la FIA esaminasse quali potrebbero essere i rimedi per la gara di George».

Wolff ha poi aggiunto: «Penso che abbiamo alcune limitazioni di timing e altri vincoli legali, ma sicuramente è qualcosa per cui abbiamo ragione di essere infastiditi. E avrei voluto che potessimo avere quelle conversazioni prima della gara di domenica». Il manager austriaco ha anche spiegato di aver coinvolto direttamente il team di avvocati del team: «Eravamo al telefono con i nostri legali per capire cosa si può fare per George. La drive-through, se non fosse avvenuta, equivale a 20 secondi di tempo in gara. Cosa avrebbero significato 20 secondi per il suo risultato?»

Pur riconoscendo le scarse probabilità di successo, Wolff non ha escluso nulla: «Pensiamo realisticamente di avere la possibilità di ribaltare il risultato? Non credo. Ma dobbiamo assolutamente provarci se vediamo che c’è un millimetro di possibilità di farlo, e riportarlo a qualunque fosse la sua posizione — P4, abbiamo calcolato, P3 o P4».

McLaren e Red Bull nel mezzo: l’appello contro il reintegro di Gasly

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che sia McLaren che Red Bull hanno notificato la propria intenzione di ricorrere in appello contro la decisione degli steward di reintegrare Pierre Gasly sul podio. I due team hanno a disposizione 96 ore dalla notifica per decidere se intendono effettivamente procedere con il ricorso. L’esito di questa vicenda potrebbe quindi avere ripercussioni multiple sulla classifica finale del Gran Premio di Monaco, con potenziali implicazioni su diversi piloti e team coinvolti nella battaglia per il campionato.

La questione delle implicazioni sul campionato è stata esplicitamente sollevata da Wolff come uno dei motivi principali per cui Mercedes non intende lasciar cadere la vicenda: i punti persi da Russell in una gara che avrebbe potuto fruttare un terzo o quarto posto rappresentano un danno concreto e quantificabile nella corsa al titolo costruttori e piloti.

Nei prossimi giorni saranno cruciali per conoscere l’evoluzione della vicenda: Mercedes dovrà capire se esistono effettivamente margini legali per presentare un’istanza alla FIA, mentre McLaren e Red Bull dovranno decidere se confermare o ritirare i loro ricorsi contro il reintegro di Gasly. Il weekend di Barcellona si configura dunque non solo come una battaglia in pista, ma anche come un campo di scontro legale e regolamentare destinato a fare giurisprudenza nella storia della Formula 1.