McLaren ha abbandonato i piani per testare la sua innovativa ala posteriore rovesciata al Gran Premio d’Austria di Formula 1, dopo che una serie di problemi tecnici emersi nei controlli pre-gara ha costretto il team di Woking a rimuovere il componente prima ancora che l’auto di Lando Norris completasse un singolo giro in pista nella sessione di prove libere. Un debutto atteso, studiato nei minimi dettagli, che si è però scontrato con la realtà di un progetto ancora non del tutto maturo.
Punti Chiave
- McLaren aveva pianificato di testare l’ala ribaltata sulla vettura di Lando Norris nella prima sessione di prove libere al Red Bull Ring.
- L’ala era arrivata in Austria venerdì mattina ed era stata montata sulla monoposto, ma è stata rimossa dopo che i controlli pre-gara hanno rivelato problemi tecnici.
- Il portavoce di McLaren ha confermato che l’ala non ritornerà sulla vettura per nessun’altra sessione del weekend austriaco.
- Il concetto segue un meccanismo simile a quello della Red Bull, con un pilastro centrale che attiva il passaggio tra le diverse modalità aerodinamiche.
- Norris aveva già avvertito che il progetto sarebbe stato complesso: «Non è un progetto facile, richiede tempo capire un’ala così complicata».
L’ala ribaltata in Austria: cosa è andato storto
L’ala posteriore sperimentale di McLaren era arrivata al Red Bull Ring nella mattinata di venerdì, e il team aveva proceduto a montarla sulla vettura numero 4 di Lando Norris in vista della prima sessione di prove libere. L’obiettivo era chiaro: raccogliere dati preliminari su un componente che il team considera potenzialmente rivoluzionario, senza alcuna pressione di prestazione immediata.
Tuttavia, durante le consuete verifiche pre-uscita in garage, sono emersi alcuni problemi che hanno immediatamente spinto i tecnici a riconsiderare la decisione di mandare in pista il componente. Dopo una valutazione più approfondita, la direzione tecnica ha concluso che sarebbero necessari ulteriori interventi per rendere l’ala pienamente funzionale, e l’unità è stata rimossa. Un portavoce del team ha poi confermato ufficialmente che non ci sono piani per rimontarla in nessuna delle sessioni rimanenti del fine settimana austriaco: il componente tornerà in pista solo a un evento futuro, ancora da definire.
Il meccanismo dell’ala ribaltata: come funziona e perché è innovativa
Il concetto di ala posteriore rovesciata — o «upside-down rear wing», come viene definita in gergo tecnico — è stata introdotta in questa stagione di Formula 1 da Ferrari e successivamente adottata anche da Red Bull. Il principio aerodinamico alla base è tanto semplice nella teoria quanto complesso nell’esecuzione: l’ala è progettata per ribaltarsi in modo da ridurre in maniera significativamente maggiore la resistenza all’avanzamento rispetto a una soluzione convenzionale, quando la vettura entra in modalità a bassa resistenza (cosiddetta «straight mode» o DRS).
Dal breve sguardo che McLaren ha concesso sull’ala venerdì mattina prima della sua rimozione, il design segue un concetto simile a quello della Red Bull, mantenendo il meccanismo di attivazione tramite pilastro centrale che consente il passaggio tra le diverse modalità aerodinamiche attive. Si tratta di un’architettura meccanica estremamente raffinata, che richiede tolleranze molto precise e una messa a punto certosina per funzionare in modo affidabile nelle condizioni estreme di una monoposto di Formula 1.
Norris: «Non è un progetto facile, vorrei averla avuta tre mesi fa»
Prima che il problema emergesse e l’ala venisse rimossa, Lando Norris aveva già anticipato le difficoltà intrinseche del progetto in una dichiarazione rilasciata prima dell’inizio della sessione di pista. Il pilota britannico non aveva nascosto l’entusiasmo per il concetto, pur riconoscendo la complessità tecnica dell’impresa.
«Non è un progetto facile», aveva detto Norris. «Ci vuole tempo per capire un’ala così complicata. Ma è figo, è innovativa, è bello vederla». Il campione in carica aveva poi espresso ammirazione per chi aveva aperto la strada, aggiungendo con una punta di rammarico: «È stato davvero bello vedere la Ferrari averla all’inizio dell’anno. È incredibile vedere come qualcuno che capisce le regole e i regolamenti, e capisce come sono scritti, riesca in qualche modo a trovare il modo di sfruttarli. Vorrei averla avuta già tre mesi fa!»
Le parole di Norris fotografano perfettamente lo stato dell’arte del progetto in casa McLaren: un’idea brillante e già validata dai risultati ottenuti dai rivali, ma che richiede ancora un percorso di sviluppo non banale prima di poter essere considerata affidabile per l’uso in gara.
Una soluzione ancora lontana dalla gara, ma già nel mirino
Il team di Woking aveva sempre comunicato con chiarezza che l’ala sperimentale era concepita come un elemento puramente esplorativo, destinato a fornire dati preliminari sui suoi potenziali benefici aerodinamici. Fin dall’inizio, nessuno in McLaren aveva immaginato che il componente sarebbe stato pronto per essere impiegato in gara prima di una fase avanzata della stagione. L’episodio austriaco non fa altro che confermare questa linea di sviluppo prudente e metodica.
Il ritardo nel debutto non deve essere letto come un segnale negativo per il progetto nel suo complesso: si tratta piuttosto di un passaggio normale nel ciclo di sviluppo di un componente tanto sofisticato. L’ala ribaltata rappresenta una delle frontiere più avanzate dell’ingegneria aerodinamica in Formula 1, e i team che ne hanno già completato lo sviluppo — Ferrari in primis, seguita da Red Bull — hanno impiegato mesi di lavoro per arrivare a una soluzione omologabile e competitiva.
Il prossimo appuntamento utile per un tentativo di test rimane ancora da stabilire: McLaren valuterà le prossime opportunità nel calendario del campionato per riprovare il debutto dell’ala sperimentale, questa volta con un componente che abbia superato tutti i controlli necessari prima di arrivare in pista. L’obiettivo finale resta quello di dotare Norris e i suoi colleghi di uno strumento che, nelle mani giuste, potrebbe rivelarsi determinante nella corsa al titolo costruttori.





