F1 | Leclerc: «La Ferrari è un’auto vincente, ora tocca a me»

Al Red Bull Ring, Leclerc ribatte alle voci su un dominio Hamilton in Ferrari e promette il riscatto. Hamilton intanto svela un'agonia cervicale durata nove settimane nella stagione precedente.

Charles Leclerc respinge con decisione le voci che vogliono Lewis Hamilton trasformare la Ferrari in una squadra costruita attorno a lui, dopo la vittoria breakthrough del sette volte campione del mondo a Barcellona. Al Red Bull Ring, teatro del Gran Premio d’Austria, il pilota monegasco ha rilasciato dichiarazioni nette, rivendicando la propria competitività e promettendo un pronto riscatto dopo un periodo complicato tra ritiri, incidenti e feeling altalenante con la vettura.

Punti Chiave

  • Leclerc respinge le voci di un ruolo gregario accanto a Hamilton, affermando che la Ferrari non favorisce uno stile di guida in particolare grazie agli ampi margini di setup disponibili.
  • Il pilota monegasco ammette di aver perso fiducia nella vettura tra Montecarlo e Montreal, ma dice di essersi ritrovato già a Barcellona nonostante il problema ai freni.
  • L’ex pilota di F1 Christian Klien sostiene che il nuovo ingegnere di gara abbia sbloccato il potenziale di Hamilton, ma esclude che Leclerc debba essere considerato fuori dai giochi.
  • Hamilton ha svelato i dettagli di un grave infortunio cervicale subito durante le prove libere della stagione scorsa: un disco cervicale fuoriuscito che gli ha impedito di dormire per circa nove settimane.
  • Il britannico ha risposto con distacco alle critiche ricevute durante il difficile avvio in Ferrari, ora trasformate in elogi unanimi.

Leclerc al Red Bull Ring: «Non mi sento stressato»

Parlando con i giornalisti nel paddock del Red Bull Ring, Leclerc ha voluto mettere subito le cose in chiaro: nonostante le recenti difficoltà, il suo rapporto con la Ferrari è tutt’altro che compromesso. «Non mi sento particolarmente stressato», ha dichiarato il monegasco. «Le ultime gare non sono state piacevoli. Non mi sono sentito a mio agio con la macchina a Montreal e a Montecarlo, e ho perso un po’ di fiducia in essa. A questo si sono aggiunti i ritiri a Monaco e in Spagna. Abbiamo perso molti punti.»

Un bilancio amaro, che però Leclerc ha saputo contestualizzare senza drammatizzare. Il pilota Ferrari ha sottolineato come già a Barcellona, nonostante il problema ai freni che ha posto fine prematuramente alla sua gara, qualcosa si sia sbloccato: «Abbiamo di nuovo un’auto vincente, e se faccio la mia parte, allora posso vincere di nuovo.» Una dichiarazione che suona come un manifesto d’intenti, pronunciata in un momento in cui molti nel paddock stavano già iniziando a ipotizzare un cambio di gerarchie interne al team di Maranello.

La Ferrari non è solo di Hamilton: «Ho ampio margine col setup»

Una delle speculazioni più insistenti circolate nelle ultime settimane riguardava la presunta vocazione della Ferrari 2026 per lo stile di guida di Hamilton, che storicamente preferisce vetture dal retrotreno stabile e reattive ai cambi di direzione. Leclerc ha smentito con fermezza questa lettura: «Non è vero», ha tagliato corto. «Abbiamo molto margine con il setup sulle nuove vetture, e non sono limitato in alcun modo. Non ho un problema fondamentale con la macchina: le cose sono andate bene all’inizio dell’anno.»

Il monegasco ha poi aggiunto dettagli significativi sulla propria condizione psicologica, mostrando una consapevolezza matura della situazione: «Mi sono già sentito più a mio agio a Barcellona, e mi piace anche il Red Bull Ring. Non sto pensando al fatto che la mia ultima vittoria è stata un po’ di tempo fa. So che la Ferrari è di nuovo un’auto vincente. Lewis lo ha dimostrato. Ora tocca a me.» Parole che rivelano un atleta che non ha perso la bussola, pur riconoscendo apertamente che il compagno di squadra ha alzato l’asticella in modo significativo.

Klien: «Hamilton più felice col nuovo ingegnere, ma Leclerc tornerà»

A offrire una lettura esterna e tecnica della situazione è stato Christian Klien, ex pilota di Formula 1, intervenuto ai microfoni di Servus TV. Klien ha avanzato un’ipotesi interessante per spiegare la ritrovata velocità di Hamilton: il cambio di ingegnere di gara avrebbe giocato un ruolo determinante nel far emergere il meglio del britannico. «Mi sembra che sia significativamente più felice con il suo nuovo ingegnere di gara e che questa generazione di vetture gli si addica meglio», ha spiegato l’austriaco. «Il pilota ora ha più libertà di sfruttare il proprio stile di guida. E se il passo è paragonabile a quello di Charles Leclerc, le sue idee e i suoi desideri hanno più peso all’interno del team.»

Un’analisi che tocca dinamiche delicate: quando due piloti sono sulla stessa velocità, il driver che riesce a influenzare maggiormente lo sviluppo tecnico e le scelte strategiche acquisisce automaticamente un vantaggio competitivo nel medio periodo. Tuttavia, Klien ha messo in guardia dal trarre conclusioni affrettate sul futuro di Leclerc in Ferrari: «Leclerc si riprenderà, non sono preoccupato per questo. Può eguagliare la velocità di Hamilton.» Una valutazione che suona come un invito alla calma, nel mezzo di settimane di speculazioni sempre più accese sul numero uno del team.

Hamilton svela l’infortunio cervicale: «Un disco uscito, nove settimane di agonia»

In parallelo alle riflessioni di Leclerc, il Gran Premio d’Austria ha rappresentato anche un’occasione per Lewis Hamilton di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ma soprattutto di rivelare per la prima volta dettagli inediti su un infortunio grave che aveva tenuto nascosto durante la stagione precedente. Il britannico ha confermato di aver subito un serio problema alla colonna cervicale in seguito a un violento impatto con le barriere durante una sessione di prove libere. «È una questione privata, ma l’anno scorso ho avuto un impatto molto duro con il muro durante le prove libere e un disco cervicale è uscito, premendo su un nervo», ha spiegato Hamilton. «Non riuscivo a fare molto per circa nove settimane. Non riuscivo a dormire. Prendevo antidolorifici e dovevo fare delle iniezioni. Ho fatto tutto il possibile per cercare di risolverlo.»

Una confessione che getta nuova luce sulle difficoltà del suo primo periodo in Ferrari: l’ambientamento in un nuovo team, l’apprendimento di una vettura diversa da quella con cui aveva vinto tutto in Mercedes, tutto questo avvenne mentre Hamilton stava combattendo contro un dolore fisico significativo. Le sue parole restituiscono la dimensione umana di un campione che ha scelto di non cercare scuse pubbliche, portando avanti il proprio lavoro nel silenzio e nel dolore fisico.

Il «giro a 180 gradi» dell’opinione pubblica su Hamilton in Ferrari

Hamilton ha poi commentato con distacco olimpico il repentino cambio di giudizio della stampa e dei tifosi nei suoi confronti. Accusato nei mesi scorsi di essere troppo vecchio, di non riuscire ad adattarsi alla Ferrari e persino di rischiare di rovinare la propria leggendaria carriera con una scelta avventata, il sette volte iridato si è ritrovato improvvisamente inondato di elogi dopo la vittoria in Spagna. «È stato incredibile vedere come le persone abbiano fatto una svolta di 180 gradi e abbiano cambiato idea rispetto a quello che dicevano prima», ha dichiarato Hamilton. «La verità è che non ci presto molta attenzione.»

Una risposta elegante e misurata, che dice molto sul livello di maturità psicologica raggiunto da un atleta che ha attraversato momenti ben più difficili nella sua carriera. Adesso, con Hamilton che ha dimostrato di poter vincere e Leclerc che promette una reazione al Red Bull Ring, la Ferrari si ritrova nella piacevole — e complicata — situazione di gestire due piloti potenzialmente in lotta per la vittoria. Le prossime settimane diranno se a Maranello sapranno trasformare questa rivalità interna in un vantaggio sportivo collettivo, o se le tensioni inevitabilmente emergeranno. Leclerc ha lanciato il guanto di sfida con rispetto, ma senza ambiguità: la Ferrari è sua quanto di Hamilton.