F1 | Ferrari a Spa, Vasseur: «Weekend impegnativo, ma siamo uniti»

La Scuderia Ferrari HP torna a Spa-Francorchamps per il GP del Belgio, decimo round del Mondiale: Vasseur punta a massimizzare ogni dettaglio sul circuito più lungo del calendario, 7.004 metri nelle Ardenne.

La Scuderia Ferrari HP si prepara ad affrontare il Gran Premio del Belgio, decimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, sul leggendario tracciato di Spa-Francorchamps. Con i suoi 7.004 metri, il circuito delle Ardenne è il più lungo dell’intero calendario iridato e rappresenta una delle sfide tecniche più complete per vetture e piloti: velocità massima sui lunghi rettilinei, precisione nelle curve ad alta velocità come Eau Rouge-Raidillon e Pouhon, gestione degli pneumatici e — ingrediente imprevedibile per eccellenza — il meteo capriccioso della regione, capace di far piovere su un solo settore del tracciato mentre il resto rimane perfettamente asciutto.

Punti Chiave

  • Il GP del Belgio è il decimo appuntamento della stagione e si disputa sul circuito di Spa-Francorchamps, 7.004 metri e il più lungo del calendario di F1.
  • Si torna al format tradizionale con tre sessioni di prove libere (venerdì e sabato), qualifiche sabato alle 16 CEST e gara domenica alle 15 CEST su 44 giri per 308,052 km.
  • Il Team Principal Fred Vasseur avverte che sarà «uno degli appuntamenti più difficili del calendario» ma confida in una squadra unita e in due piloti che lavorano bene insieme.
  • Il Deputy Team Principal Jérôme d’Ambrosio, belga di nascita, vive il GP di casa in Ferrari e ricorda il legame storico tra il Cavallino e il Belgio, risalente alla 24 Ore di Spa del 1932.
  • La Ferrari vanta 18 vittorie in 69 GP del Belgio disputati, con un tasso di successo del 26,09%, e arriva a Spa dopo le vittorie di Barcellona e Silverstone nel corso di questa stagione.

Spa-Francorchamps, l’università della Formula 1

Pochi circuiti al mondo riescono a sintetizzare in un unico giro tutti gli elementi che rendono la Formula 1 uno sport così esigente. Spa-Francorchamps è soprannominata «l’università della Formula 1» proprio perché chiede tutto in una volta sola: efficienza aerodinamica per non perdere tempo sui rettilinei del Kemmel e di Blanchimont, carico nelle sezioni più guidate, trazione all’uscita delle curve lente della chicane Bus Stop e, soprattutto, la capacità di adattarsi istantaneamente a condizioni meteorologiche che possono cambiare da un settore all’altro del tracciato nel giro di pochi minuti.

La gestione degli pneumatici è un altro fattore critico: le elevate sollecitazioni a cui sono sottoposti i compound lungo i 7.004 metri delle Ardenne possono rivelarsi decisive tanto nella scelta della strategia quanto nel degrado in gara. I team si troveranno quindi di fronte all’annoso compromesso tra velocità di punta e carico aerodinamico, cercando la finestra di setup che garantisca le migliori prestazioni su un layout che unisce tratti da circuito ad alta velocità a sezioni da pista da Formula 2 in miniatura. Con il ritorno al formato classico — tre sessioni di prove libere invece del weekend sprint — le squadre avranno più tempo rispetto ad alcuni appuntamenti precedenti per ottimizzare la messa a punto.

Il programma del weekend: orari e distanza di gara

Il programma prevede un venerdì con due sessioni di prove libere, la prima alle 13:30 CEST e la seconda alle 17:00 CEST. Sabato mattina si svolgerà la terza sessione (12:30 CEST), seguita nel pomeriggio dalle qualifiche che alle 16:00 CEST definiranno la griglia di partenza. Il Gran Premio scatterà domenica alle 15:00 CEST e si disputerà sulla distanza di 44 giri, pari a 308,052 chilometri.

La gara domenicale sarà come sempre condizionata dalle previsioni meteorologiche: nelle Ardenne è storicamente frequente che la pioggia si concentri su una sola porzione del circuito, rendendo le decisioni strategiche — comprese le scelte sugli pneumatici — determinanti quanto il puro passo gara. L’abilità dei team nell’interpretare le informazioni in tempo reale e quella dei piloti nel adattare lo stile di guida potranno fare la differenza tra il podio e una posizione anonima.

Le parole di Fred Vasseur

Il Team Principal della Scuderia Ferrari HP, Fred Vasseur, non nasconde la difficoltà del weekend belga ma dimostra fiducia nelle risorse della squadra:

«Arriviamo a Spa-Francorchamps sapendo che ci attende un weekend particolarmente impegnativo. È uno degli appuntamenti più difficili del calendario, sia per le caratteristiche del circuito sia per il meteo delle Ardenne, spesso variabile e imprevedibile. Sappiamo di poter contare su una squadra unita, che continua a spingere nella stessa direzione, e su due piloti che lavorano molto bene insieme e si stimolano a vicenda ogni volta che scendono in pista. Ancora una volta, il nostro obiettivo sarà massimizzare il risultato e fare in modo di eseguire ogni dettaglio nel miglior modo possibile, dalla prima sessione fino alla bandiera a scacchi.»

Jérôme d’Ambrosio: «Il Belgio ha un posto speciale nella storia Ferrari»

Il GP del Belgio è anche il Gran Premio di casa del Deputy Team Principal Jérôme d’Ambrosio, nato il 27 dicembre 1985 a Etterbeek, Belgio. D’Ambrosio ha risposto a tre domande che fotografano il momento del team e il legame storico tra la Ferrari e il suo Paese:

Domanda 1 — Che sensazioni provi nel vivere il tuo GP di casa in Ferrari?

«Per me è sempre un piacere tornare a Spa-Francorchamps, non solo perché sono belga, ma anche perché questo è uno dei circuiti più iconici e affascinanti del calendario. In Belgio c’è una vera passione per il motorsport e i tifosi Ferrari vengono sempre qui in gran numero. Questo Paese occupa inoltre un posto speciale nella storia della Ferrari: il Cavallino Rampante fece qui il proprio debutto in gara, alla 24 Ore di Spa del 1932, conclusa con una doppietta, mentre Francorchamps fu la sede di uno dei primi e più importanti importatori Ferrari, il Garage Francorchamps.»

Domanda 2 — Che atmosfera c’è nel team dopo le vittorie di Barcellona e Silverstone?

«L’atmosfera è positiva, ma soprattutto molto concentrata. Le vittorie di Barcellona e Silverstone riflettono i progressi compiuti da tutta la squadra, sia in pista sia a Maranello, e sono il risultato di un lavoro costante. Sappiamo però che il ritmo di sviluppo è un elemento centrale in questo campionato e stiamo lavorando duramente, con entrambi i piloti, per continuare a migliorare il pacchetto.»

Domanda 3 — Come affronta la squadra un campionato così imprevedibile?

«La chiave è restare con i piedi per terra, sapendo che ogni gara può raccontare una storia diversa. Affrontiamo avversari molto forti, quindi ci presentiamo a ogni appuntamento e a ogni sessione con la stessa mentalità e l’obiettivo di ottenere il massimo dal pacchetto che abbiamo. Con queste vetture, i piccoli dettagli possono fare una grande differenza e l’attenzione da parte di tutti, in ogni area, è fondamentale. Continuiamo quindi a lavorare su entrambi i fronti: massimizzare il pacchetto in pista e sviluppare la vettura a Maranello.»

Ferrari a Spa: 69 Gran Premi e 18 vittorie

I numeri raccontano un legame profondo tra la Scuderia Ferrari e il circuito di Spa-Francorchamps. In 69 Gran Premi del Belgio disputati — con debutto nel 1950, quando Ascari chiuse quinto e Villoresi sesto — il Cavallino Rampante ha conquistato 18 vittorie (26,09%), 17 pole position (24,64%), 19 giri veloci (27,54%) e 52 podi (25,12%). Percentuali che certificano Spa come uno dei circuiti più felici per il team di Maranello.

Sul fronte complessivo, la Ferrari arriva al GP del Belgio forte di 250 vittorie totali in Formula 1 (22,10% dei gran premi disputati), 254 pole position (22,47%), 266 giri veloci (23,54%) e 842 podi (24,84%) in 77 stagioni di partecipazione al Mondiale, con debutto a Monaco nel 1950.

Curiosità: cinque gare decise da meno di un secondo e la storia delle Ardenne

Il GP del Belgio a Spa è teatro di alcune delle battaglie più memorabili della storia della Formula 1. Ben cinque edizioni sono state decise da un distacco inferiore al secondo: nel 1961 appena sette decimi separarono le Ferrari di Phil Hill e Wolfgang Von Trips; nel 2024 furono 0″647 a dividere Lewis Hamilton e Oscar Piastri; nel 1998 le Jordan di Damon Hill e Ralf Schumacher erano a soli 0″932; nel 2008 la Ferrari vincitrice con Kimi Räikkönen e la Force India di Giancarlo Fisichella — che dalla gara successiva sarebbe salito proprio sulla F60 in sostituzione dell’infortunato Felipe Massa — furono divise da sette millesimi in più; infine, nel 2019, Charles Leclerc conquistò la sua prima vittoria in carriera precedendo Hamilton di 981 millesimi.

Al di là della pista, le Ardenne offrono un contesto naturale unico: il 50% del territorio è ricoperto di foreste, rendendolo il più grande polmone verde dell’Europa occidentale — ed è proprio questo paesaggio a rendere il meteo così variabile e il circuito così spettacolare. Il Belgio è anche un Paese di primati enogastronomici: vanta 1.600 varietà di birra, tradizione inserita nel Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO nel 2016, e produce 600.000 tonnellate di cioccolato all’anno, affermandosi come uno dei maggiori produttori mondiali nonostante le dimensioni ridotte del Paese. Le Ardenne, inoltre, offrono 5.000 chilometri di sentieri escursionistici tra foreste, vallate e borghi, rendendola una delle aree outdoor più frequentate d’Europa.

Appuntamento dunque a Spa-Francorchamps: la Ferrari punta a capitalizzare il momentum positivo delle ultime settimane su uno dei circuiti che storicamente ha ricompensato meglio il Cavallino Rampante. La gara domenicale — 44 giri, 308,052 km, partenza alle 15:00 CEST — potrebbe riservare ulteriori colpi di scena in un campionato che, come sottolinea lo stesso d’Ambrosio, si sta dimostrando «ricco di colpi di scena e molto imprevedibile».