Bristol Fighter torna con il V10 da 8 litri: solo 5 esemplari

Bristol Cars riporta in vita la Fighter con il V10 da 8 litri della Dodge Viper, fino a 600 CV e 338 km/h: solo cinque esemplari su telai originali inutilizzati, prezzo rivelato solo ai clienti.

Un motore V10 da 8,0 litri derivato dalla Dodge Viper, porte ad ala di gabbiano, una carrozzeria dalle proporzioni insolite e una produzione limitata ad appena cinque esemplari. Bristol Cars ha deciso di riportare in vita la sua Bristol Fighter, la GT a due posti che rappresenta l’ultimo modello completamente nuovo sviluppato dal costruttore britannico prima dell’amministrazione controllata del 2011. Il ritorno non è però una reinterpretazione moderna: le cinque nuove vetture saranno costruite partendo da telai originali inutilizzati, seguendo disegni e componenti legati al progetto dell’epoca. Una scelta precisa, quasi filosofica, che dice molto su dove vuole andare la nuova Bristol.

Punti Chiave

  • Bristol Cars riporta in produzione la Fighter per celebrare gli 80 anni del marchio, con soli cinque esemplari costruiti su telai originali inutilizzati.
  • Il motore è il V10 da 8,0 litri derivato dalla Dodge Viper: 525 CV nella configurazione standard, fino a 600 CV su richiesta del cliente.
  • La velocità massima dichiarata è di 210 miglia orarie, corrispondenti a circa 338 km/h; i dati sullo 0-100 km/h non sono stati comunicati.
  • Il prezzo non è stato reso pubblico e verrà rivelato soltanto ai potenziali acquirenti; la Fighter originale costava circa 235.000 sterline nei primi anni Duemila.
  • A guidare la nuova fase di Bristol sono il proprietario Paul King e il presidente Richard Hackett, presente in azienda per oltre vent’anni.

Il V10 da 8 litri: uno dei motori più grandi mai montati su una stradale

Il cuore della Bristol Fighter è rimasto quello che aveva fatto parlare di sé già nel 2004: una versione modificata del gigantesco V10 da 8,0 litri della Dodge Viper, uno dei propulsori di maggiore cilindrata mai utilizzati su un’automobile stradale. Nella configurazione standard il motore eroga 525 CV, una cifra già ragguardevole che però può essere portata fino a 600 CV su richiesta del cliente. Numeri che, in un’epoca in cui le case automobilistiche puntano su downsizing e ibridizzazione, suonano quasi come una dichiarazione di principio.

La velocità massima dichiarata da Bristol è di 210 miglia orarie, vale a dire circa 338 km/h, un dato che colloca la Fighter nel territorio delle hypercar più esclusive. Il costruttore britannico non ha invece reso noti i tempi di accelerazione da 0 a 100 km/h. La scelta di non aggiornare l’architettura meccanica di fondo, ma di completare idealmente il programma interrotto all’epoca, è coerente con la filosofia dell’intera operazione: non si tratta di un nuovo modello, ma del completamento di un progetto rimasto in sospeso.

Cinque esemplari su telai d’epoca, costruiti nel Regno Unito

Le cinque nuove Bristol Fighter saranno assemblate nel Regno Unito con il supporto di un partner produttivo che, al momento, Bristol non ha ancora identificato pubblicamente. La base di partenza è costituita dai telai originali rimasti inutilizzati dopo la fine della produzione iniziale: una scelta che rafforza il legame con la storia del modello e che, allo stesso tempo, rende ogni esemplare parte diretta di quel progetto anni Duemila.

La Fighter venne presentata nel 2004 e rimase in produzione in numeri estremamente ridotti: ne vennero costruite soltanto una dozzina circa. Ora quel numero crescerà, ma di pochissimo. Il primo esemplare della nuova serie è già stato completato: abbina una carrozzeria nera a un abitacolo color cuoio. Gli altri quattro verranno realizzati seguendo le specifiche indicate dai rispettivi proprietari, con la possibilità di scegliere sia la guida a destra sia quella a sinistra. Bristol ha confermato anche l’intenzione di esportare la vettura in diversi mercati, compresi gli Stati Uniti.

Prezzo riservato, ma la Fighter originale costava 235.000 sterline

Chi volesse sapere quanto costerà uno dei cinque nuovi esemplari dovrà contattare direttamente Bristol: la casa britannica ha scelto di non rendere pubblica la cifra, che verrà comunicata soltanto ai potenziali acquirenti. Per avere un riferimento storico, la Fighter originale venne venduta a circa 235.000 sterline nei primi anni Duemila. Qualsiasi proiezione sul prezzo attuale resterebbe tuttavia una pura supposizione, avverte Bristol.

L’esclusività è, del resto, parte integrante del progetto. Le porte ad ala di gabbiano, le proporzioni molto particolari della carrozzeria e la produzione quasi artigianale rendono la Fighter un oggetto difficile da collocare nel panorama attuale delle sportive britanniche. Bristol non cerca visibilità di massa: l’obiettivo dichiarato è proporre vetture prodotte in numeri ridottissimi a clienti alla ricerca di qualcosa di genuinamente diverso da qualsiasi altra proposta sul mercato.

Paul King e Richard Hackett: chi guida la nuova Bristol

A guidare questa nuova fase del costruttore sono il proprietario e direttore Paul King e il presidente Richard Hackett. Quest’ultimo rappresenta un collegamento diretto con la storia di Bristol: ha lavorato per l’azienda per oltre vent’anni ed era presente nel periodo in cui la Fighter originale venne concepita e portata in produzione. La sua presenza nel progetto non è un dettaglio secondario: significa che chi ha seguito la nascita della Fighter segue anche il suo ritorno.

L’operazione ha quindi un peso simbolico che va oltre la semplice produzione di cinque automobili. Bristol riparte da uno dei modelli più riconoscibili della propria storia recente per segnalare al mercato, e a se stessa, la volontà di tornare a costruire vetture. E lo fa senza cercare scorciatoie: niente piattaforme condivise con altri costruttori, niente elettrificazione annunciata, niente volumi ambiziosi. La nuova Fighter celebra gli 80 anni del marchio tenendo fermi i valori che lo hanno sempre contraddistinto.

Dopo la Fighter: la Bristol Bullet e i progetti futuri

La parte più intrigante dell’annuncio riguarda quello che potrebbe accadere dopo questi cinque esemplari. Il ritorno della Fighter viene presentato come un ponte tra il passato del costruttore e il suo futuro, ma i programmi successivi restano riservati e nessun nuovo modello è stato annunciato ufficialmente. Tra i progetti che potrebbero tornare sotto i riflettori c’è la Bristol Bullet, la speedster mostrata nel 2016 e mai arrivata alla produzione prevista.

La Bullet seguiva una filosofia molto diversa da quella della Fighter. Montava un V8 BMW da 4,8 litri da 370 CV abbinato a un cambio manuale a sei rapporti, sfruttava ampie soluzioni in fibra di carbonio e dichiarava un peso di soli 1.100 kg con uno 0-100 km/h stimato in circa 3,8 secondi. Caratteristiche che la avvicinerebbero maggiormente al segmento delle roadster leggere piuttosto che a quello delle GT muscolose. Per ora, un eventuale ritorno della Bullet resta soltanto un’ipotesi non confermata. La certezza, almeno per il momento, riguarda esclusivamente la Fighter e i suoi cinque nuovi esemplari: una piccola serie destinata a fare molto rumore in un mercato che difficilmente vedrà ancora un V10 da 8 litri montato su una nuova automobile stradale.

Domande frequenti

Quante Bristol Fighter verranno prodotte e quanto costano?

Bristol produrrà soltanto cinque nuovi esemplari della Fighter. Il prezzo non è stato comunicato pubblicamente e verrà rivelato esclusivamente ai potenziali clienti; come riferimento storico, nei primi anni Duemila una Fighter costava circa 235.000 sterline.

Che motore monta la nuova Bristol Fighter?

La nuova Bristol Fighter monta una versione modificata del V10 da 8,0 litri derivato dalla Dodge Viper, uno dei propulsori di maggiore cilindrata mai utilizzati su un’auto stradale. La configurazione standard eroga 525 CV, ma i clienti potranno optare per una variante potenziata fino a 600 CV.

Quanto è veloce la Bristol Fighter?

Bristol dichiara una velocità massima di 210 miglia orarie, pari a circa 338 km/h. I dati relativi all’accelerazione 0-100 km/h non sono stati comunicati ufficialmente.

Da dove vengono i telai della nuova Bristol Fighter?

Le cinque vetture saranno costruite partendo da telai originali rimasti inutilizzati dalla produzione iniziale, avviata nel 2004 e interrotta con l’amministrazione controllata del 2011. La produzione avverrà nel Regno Unito con l’aiuto di un partner produttivo non ancora identificato.

La Bristol Fighter verrà venduta anche fuori dal Regno Unito?

Sì, Bristol prevede di esportare la vettura in diversi mercati, inclusi gli Stati Uniti. Le nuove Fighter potranno essere configurate sia con guida a destra sia con guida a sinistra.