Briatore: “Ferrari? Troppo tardi, sono sempre stato dall’altra parte”

Flavio Briatore, 76 anni, esclude un futuro alla guida di Ferrari in un'intervista al Corriere della Sera, difende Vasseur e definisce Hamilton-Leclerc "un duo litigioso". Alpine non è in vendita.

Flavio Briatore spegne ogni voce su un suo possibile approdo alla guida della Ferrari. In un’intervista al Corriere della Sera, il 76enne manager italiano, attualmente nel ruolo di riferimento al vertice di Alpine, ha risposto senza esitazioni alla domanda se gradirebbe una telefonata da Maranello: “È troppo tardi”. Lo ha detto con quella franchezza che lo contraddistingue, escludendo categoricamente uno scenario che pure, in un paddock che vive di rumor e speculazioni, in molti avevano immaginato possibile, soprattutto nel contesto delle pressioni crescenti attorno alla posizione di Fred Vasseur.

Punti Chiave

  • Briatore esclude qualsiasi possibilità di guidare Ferrari in futuro, definendola “troppo tarda” per la sua carriera.
  • Il manager difende Fred Vasseur: “Il lavoro di Vasseur deve essere rispettato, gli errori capitano in ogni team.”
  • Hamilton e Leclerc descritti come “un duo litigioso”: Briatore sottolinea la difficoltà di gestire due grandi piloti.
  • Alpine non è in vendita secondo Briatore, ma la quota del 24% di Otro Capital potrebbe cambiare mano: “Ci sono almeno sette investitori pronti ad acquistarla.”
  • Sul valore commerciale dei team F1: “Parlare di 3 miliardi è un valore minimo”, dice Briatore sul boom dell’intero circus.

“Ferrari è l’amante che tutti vorrebbero avere”

La frase con cui Briatore ha aperto la sua riflessione su Ferrari è al tempo stesso una dichiarazione d’amore e una porta chiusa a doppia mandata. “Ferrari è l’amante che tutti vorrebbero avere”, ha ammesso il manager piemontese, riconoscendo il fascino universale del Cavallino Rampante. Ma ha subito aggiunto: “Non sono mai stato vicino a Maranello. Sono sempre stato dall’altra parte della barricata.” Una metafora che riassume decenni di carriera costruita prima con Benetton, poi con Renault e infine con Alpine, sempre in contrasto sportivo con la Scuderia di Maranello, mai in alleanza con essa.

Le voci su un possibile avvicendamento ai vertici di Ferrari si moltiplicano da settimane, alimentate dalle difficoltà della squadra e dalle critiche al lavoro di Fred Vasseur. Briatore, tuttavia, si schiera apertamente dalla parte del team principal francese: “Il lavoro di Vasseur deve essere rispettato”, ha dichiarato. “Gli errori capitano in ogni team.” Un gesto di solidarietà verso un manager che sta affrontando un momento di pressione intensa, accompagnato però da un monito universale: una Ferrari vincente fa bene all’intera Formula 1. “Una Ferrari vincente è un patrimonio per tutta la F1”, ha sottolineato Briatore. “Tutti facciamo il tifo per quel Cavallino Rampante.”

“Un duo litigioso”: Hamilton e Leclerc visti da Briatore

Se sulla poltrona di Maranello Briatore non intende sedersi, ha comunque una visione precisa di cosa non funzioni in casa Ferrari. Nel mirino finisce la coppia di piloti composta da Lewis Hamilton e Charles Leclerc, che il manager descrive senza giri di parole come “un duo litigioso, a quanto ne so”. Una valutazione diretta, che arriva da chi ha gestito campioni del calibro di Michael Schumacher e Fernando Alonso e conosce le dinamiche interne di un team ad alto livello.

“Gestire due grandi piloti non è facile”, ha spiegato Briatore. “Devi far capire a tutti che la macchina appartiene al team.” Un principio fondamentale nella filosofia del manager, che ha costruito le sue stagioni di successo anche sulla capacità di mantenere la gerarchia interna senza che le rivalità esplodessero in modo distruttivo. “Ci vuole responsabilità e concentrazione”, ha aggiunto. “Non vorrei mai vedere uno dei miei piloti spingere fuori l’altro.” Parole che suonano come un giudizio implicito sulla gestione attuale della coppia Ferrari, senza però trasformarsi in una critica esplicita alla Scuderia.

Alpine non è in vendita: “Chi parla di cessione mente”

Spostandosi sul presente e sul futuro del suo Alpine, Briatore ha spazzato via le indiscrezioni su una possibile cessione del team da parte di Renault. “Chiunque parli di vendita sta mentendo”, ha tagliato corto. “Alpine e Renault vogliono restare in Formula 1.” Una dichiarazione netta, che si inserisce in un momento in cui molti team di media grandezza sono oggetto di speculazioni finanziarie, complici le valutazioni sempre più astronomiche delle franchigie del Circus.

Detto questo, Briatore ha confermato che la situazione è più articolata per quanto riguarda la quota detenuta dal socio di minoranza Otro Capital. Il fondo, che possiede il 24 percento delle quote del team, sarebbe ancora disposto a vendere la propria partecipazione. E la domanda non manca: “Ci sono almeno sette investitori pronti ad acquistarla”, ha rivelato Briatore, lasciando intendere che un’eventuale operazione sul mercato sarebbe tutt’altro che difficile da concludere. La distinzione è però fondamentale: si tratterebbe di un cambio di socio di minoranza, non di una cessione del team da parte di Renault.

“3 miliardi a team? Un valore minimo”

Sul tema delle valutazioni, Briatore non ha dubbi: i prezzi che circolano attorno ai team di Formula 1 sono in realtà al ribasso rispetto al valore reale del business. “Parlare di 3 miliardi è un valore minimo”, ha detto senza esitazioni, inquadrando la crescita commerciale del Circus come un fenomeno strutturale e non temporaneo. Una prospettiva che conferma l’interesse crescente degli investitori istituzionali nei confronti della Formula 1, ormai diventata una delle proprietà sportive più ambite al mondo.

Il boom valoriale dei team riflette la trasformazione della F1 nell’ultimo decennio: dall’esplosione della serie Netflix alle partnership con brand globali, il campionato ha moltiplicato la propria portata commerciale e geografica. Briatore, da operatore di lungo corso del settore, conosce bene queste dinamiche e non si sorprende delle cifre in circolazione. Anzi, le ritiene ancora prudenti.

“Mi fa ridere anche a me”: Briatore e il ritiro che non arriva

Il capitolo più personale dell’intervista riguarda il futuro professionale di Briatore stesso. Il manager aveva in passato accennato all’idea di fermarsi “tra due o tre anni”. Interpellato su quella previsione, la risposta è stata disarmante nella sua autoironia: “Sì, mi fa ridere anche a me.” Una battuta che la dice lunga: a 76 anni, Briatore non ha nessuna intenzione di lasciare il paddock a breve. Il ruolo di primo piano che ricopre in Alpine lo mantiene al centro delle dinamiche più importanti della Formula 1, e la sua voce, come dimostra questa intervista, resta tra le più ascoltate e commentate dell’intero paddock.

Le prossime settimane diranno se le voci su Vasseur a Maranello si intensificheranno o si spegneranno, e se Alpine riuscirà a trovare un accordo per la quota di Otro Capital. Briatore nel frattempo resta dov’è, sul bordo della barricata opposta a Ferrari, esattamente dove ha sempre scelto di stare.

Domande frequenti

Briatore andrà mai alla Ferrari?

No, Flavio Briatore ha escluso categoricamente un futuro alla guida della Ferrari, dichiarando che ‘è troppo tardi’ e che non è mai stato vicino a Maranello. ‘Sono sempre stato dall’altra parte della barricata’, ha spiegato il manager italiano, attualmente in carica all’Alpine.

Cosa pensa Briatore di Hamilton e Leclerc come coppia di piloti Ferrari?

Briatore ha definito Hamilton e Leclerc ‘una coppia litigiosa, a quanto ne so’, sottolineando che gestire due grandi piloti non è semplice. Ha aggiunto che è fondamentale far capire a tutti che la macchina appartiene al team, e che non tollererebbe mai che un suo pilota facesse fuori l’altro.

L’Alpine è in vendita? Renault vuole lasciare la Formula 1?

No, Briatore è stato netto sul punto: ‘Chi parla di vendita mente’, assicurando che Alpine e Renault intendono restare in Formula 1. Ha però confermato che il socio di minoranza Otro Capital, titolare del 24% del team, è ancora disponibile a cedere la propria quota, con almeno sette investitori pronti all’acquisto.

Quanto vale un team di Formula 1 secondo Briatore?

Secondo Briatore, parlare di 3 miliardi di dollari a team rappresenta ‘un valore minimo’, a riprova del boom commerciale che sta vivendo l’intera Formula 1. Il commento arriva nel contesto delle speculazioni sulla quota di Otro Capital nell’Alpine.

Briatore si ritirerà presto dalla Formula 1?

Nonostante in passato avesse dichiarato che avrebbe smesso ‘tra due o tre anni’, Briatore ha ritrattato quelle parole con ironia: ‘Anche a me fa ridere adesso’. Il 76enne sembra dunque non avere fretta di lasciare il paddock.