Maverick Viñales non ha rimpianti. Il pilota spagnolo, che ha recentemente lasciato Aprilia Racing per intraprendere una nuova avventura in MotoGP con KTM, è convinto che quella scelta fosse la più giusta per la sua carriera. Un cambiamento che aveva sorpreso molti nel paddock, ma che il rider iberico difende con convinzione, pur ammettendo che alcuni sviluppi successivi alla sua partenza lo abbiano colto di sorpresa.
Punti Chiave
- Viñales ha lasciato Aprilia Racing per unirsi a KTM, una mossa che aveva sorpreso l’intero paddock della MotoGP.
- Nel 2024 il pilota spagnolo ha vinto una gara negli Stati Uniti con Aprilia, diventando il primo rider nell’era MotoGP a vincere con tre costruttori diversi: Suzuki, Yamaha e Aprilia.
- Dopo il ritiro di Aleix Espargaró e l’arrivo di Jorge Martín, Viñales era atteso come punto di riferimento per lo sviluppo del progetto Aprilia.
- L’ingegnere Fabiano Sterlacchini, che lavorava con KTM, è passato ad Aprilia: un movimento inverso rispetto a Viñales che lo ha sorpreso.
- Nonostante il cambio di casacca, Viñales parla positivamente di Aprilia, definendola una squadra con persone forti, buona tecnologia e capacità di lottare per le vittorie.
La storica vittoria negli USA e il primato con tre marchi
Per comprendere appieno il peso della decisione di Viñales, bisogna ripercorrere il cammino che lo ha portato a essere uno dei piloti più poliedrici dell’era moderna della MotoGP. Durante gli anni trascorsi con Aprilia, il pilota spagnolo ha raggiunto un traguardo di portata storica: nel 2024 ha conquistato una vittoria negli Stati Uniti che lo ha reso il primo pilota nell’era MotoGP a tagliare il traguardo in prima posizione con tre costruttori differenti. Prima con Suzuki, poi con Yamaha, infine con Aprilia — un curriculum che testimonia le qualità di adattamento e la velocità pura di un rider che ha saputo imporsi in contesti tecnici molto diversi tra loro.
Questa capacità di integrarsi con macchine diverse e di portarle al successo rappresenta probabilmente anche uno dei motivi che hanno spinto Viñales a cercare una nuova sfida con KTM. Il raggiungimento di quel record personale con Aprilia potrebbe aver segnato, simbolicamente, la chiusura di un ciclo e l’apertura di una nuova pagina della sua storia sportiva.
Il ruolo atteso in Aprilia e la scelta di cambiare strada
Il momento in cui Viñales ha deciso di cambiare squadra coincideva con una fase delicata per Aprilia Racing. Dopo il ritiro del compagno di squadra Aleix Espargaró, la squadra italiana si trovava nella necessità di individuare un pilota di riferimento capace di guidare lo sviluppo tecnico della moto. Con l’arrivo del nuovo acquisto Jorge Martín, in molti si aspettavano che Viñales assumesse proprio quel ruolo di leadership, diventando il fulcro attorno al quale costruire il progetto sportivo del team.
Tuttavia, lo spagnolo ha scelto una direzione diversa, optando per KTM e per quella che lui stesso descrive come una sfida fresca in un ambiente differente. Guardando indietro, Viñales afferma di essere soddisfatto di quella scelta e di non provare alcun rimpianto per aver lasciato Aprilia. La motivazione, secondo le sue parole, era il desiderio di affrontare un nuovo capitolo professionale, con stimoli diversi e un contesto tecnico inedito con cui misurarsi.
La sorpresa Sterlacchini: il tecnico che ha preso la strada inversa
Se il passaggio a KTM non ha generato in Viñales alcun rimpianto, c’è però un evento successivo alla sua partenza che lo ha colto di sorpresa: il trasferimento dell’ingegnere Fabiano Sterlacchini. Il tecnico, che aveva lavorato con KTM, ha scelto di passare ad Aprilia — percorrendo, di fatto, il percorso esattamente opposto a quello del pilota spagnolo. Viñales ha ammesso di non aspettarsi quella mossa e di aver trovato insolita la coincidenza di due movimenti così speculari tra le due strutture.
Questo incrocio di traiettorie professionali racconta molto della fluidità che caratterizza il mercato piloti e tecnici nella MotoGP moderna, dove le competenze e le esperienze si spostano continuamente tra i team, ridisegnando gli equilibri tecnici e strategici della griglia. Viñales, pur trovando la situazione inaspettata, non sembra averla interpretata come un segnale negativo, mantenendo un atteggiamento sereno e distaccato rispetto alle dinamiche che ha lasciato alle spalle.
Il rispetto per Aprilia e lo sguardo rivolto al futuro con KTM
Nonostante il cambio di casacca, Viñales non ha mancato di spendere parole di elogio nei confronti di Aprilia. Secondo il pilota, la squadra italiana può contare su persone di valore, su una tecnologia solida e sulla capacità concreta di lottare per le vittorie in MotoGP. Gli anni trascorsi con il team di Noale lo hanno fatto crescere come pilota, aiutandolo a comprendere meglio la moto e ad affinare la sua sensibilità tecnica.
Questo riconoscimento reciproco disegna un quadro di separazione serena e professionale, priva di tensioni o rivalità. Viñales porta con sé il bagaglio di esperienza accumulato con Aprilia e lo mette ora al servizio del progetto KTM, con l’obiettivo dichiarato di aiutare nello sviluppo della moto austriaca e di tornare a competere nelle posizioni di vertice del campionato. Il rider spagnolo considera gli anni con Aprilia una parte importante e irrinunciabile del suo percorso in MotoGP, un capitolo concluso ma non dimenticato.
Adesso lo sguardo di Viñales è proiettato verso il futuro con KTM: un nuovo costruttore, una nuova struttura, nuove sfide tecniche da affrontare. Con l’esperienza maturata in anni di alto livello e la determinazione di chi ha già dimostrato di saper vincere con marchi diversi, il pilota spagnolo si prepara a scrivere un nuovo capitolo della sua carriera nella classe regina del motociclismo mondiale.





