Tesla cambia ancora le regole FSD: acquirenti Cybertruck beffati

Tesla torna a richiedere la consegna entro il 31 marzo per il trasferimento FSD, penalizzando gli acquirenti del Cybertruck Dual-Motor AWD che avevano ordinato al prezzo di 59.999 dollari contando sulla policy temporanea del 20 gennaio 2026.

Un’altra inversione di rotta, un’altra ondata di acquirenti furiosi. Negli USA, Tesla ha nuovamente modificato le regole del suo programma di trasferimento del Full Self-Driving (FSD), tornando a richiedere che i veicoli vengano consegnati entro il 31 marzo 2026 per poter usufruire del trasferimento del sistema di guida autonoma — annullando di fatto una revisione temporanea che, dal 20 gennaio 2026, aveva allentato i requisiti richiedendo semplicemente che l’ordine fosse piazzato entro quella data. Il risultato è che migliaia di acquirenti — in particolare quelli che avevano ordinato il nuovo Cybertruck Dual-Motor AWD al prezzo introduttivo di 59.999 dollari — si trovano ora esclusi dal beneficio che si aspettavano di ottenere.

Punti Chiave

  • Negli USA, Tesla ha reintrodotto il requisito di consegna entro il 31 marzo 2026 per il trasferimento FSD, annullando la revisione temporanea del 20 gennaio 2026 che richiedeva solo un ordine entro quella data.
  • I clienti che avevano ricevuto una finestra di consegna prevista entro il 31 marzo manterranno l’idoneità al trasferimento FSD, anche se la consegna dovesse slittare in aprile per cause imputabili a Tesla.
  • Gli acquirenti del Cybertruck Dual-Motor AWD che hanno piazzato ordini con finestre di consegna oltre il 31 marzo non potranno trasferire il proprio FSD.
  • Il prezzo introduttivo del Cybertruck Dual-Motor AWD è nel frattempo aumentato da 59.999 a 69.990 dollari, e le consegne non sono attese prima dell’estate.
  • Tesla offre rimborsi completi, inclusa la tassa d’ordine di 250 dollari normalmente non rimborsabile, come misura compensativa.

Il sistema FSD e la fine degli acquisti una tantum

Per comprendere appieno la portata di questa vicenda, è necessario fare un passo indietro. Come riportato dai media statunitensi all’inizio di quest’anno, Tesla ha smesso di offrire il Full Self-Driving (Supervised) come acquisto una tantum, passando esclusivamente a un modello di abbonamento mensile. Questa transizione ha sollevato immediatamente la questione di cosa sarebbe successo a chi aveva già pagato l’FSD in anticipo — un investimento che, stando alle indiscrezioni, ammontava a circa 8.000 dollari.

La risposta iniziale di Tesla era stata che i proprietari che avevano acquistato l’FSD in anticipo avrebbero potuto trasferirlo al loro prossimo veicolo, a condizione che prendessero consegna di una nuova Tesla entro il 31 marzo 2026. Una finestra temporale già piuttosto stretta, ma almeno definita. Poi, il 20 gennaio 2026, Tesla aveva modificato nuovamente i termini del programma, specificando che sarebbe stato sufficiente piazzare un ordine entro il 31 marzo — non necessariamente ricevere la consegna. Questa revisione aveva dato più respiro agli acquirenti, in particolare a quelli in attesa degli ultimi esemplari personalizzati di Model S o Model X prima che la produzione di queste configurazioni si concluda. Ora, quella flessibilità è stata revocata.

Cybertruck Dual-Motor AWD: gli acquirenti più colpiti

A pagare il prezzo più alto di quest’ennesima inversione di rotta sono quasi certamente gli acquirenti del nuovo Cybertruck Dual-Motor AWD, la versione entry-level del pick-up elettrico. Secondo quanto riportato da Not a Tesla App, dopo che Tesla aveva aggiornato la sua policy richiedendo semplicemente un ordine piazzato entro il 31 marzo, molti acquirenti avevano effettivamente inoltrato i propri ordini per il Cybertruck a trazione integrale al prezzo introduttivo di 59.999 dollari, contando pienamente sulla possibilità di trasferire il proprio sistema FSD già pagato — nonostante molte consegne non fossero attese prima del prossimo anno.

Con il ripristino della regola della consegna entro il 31 marzo, quegli stessi acquirenti si trovano ora con le mani vuote. E non è tutto: nel frattempo, il prezzo introduttivo del Cybertruck Dual-Motor AWD è già salito, passando da 59.999 a 69.990 dollari — un incremento di 9.991 dollari che rende ancora più amara la situazione per chi aveva ordinato al prezzo originale. Le consegne per questo specifico allestimento non sono attese prima dell’estate, il che esclude di fatto tutti gli attuali titolari di ordini dalla finestra di trasferimento prevista dalla regola reintrodotta.

Nessuna alternativa in inventario, rimborso come unica via d’uscita

A rendere la situazione ancora più difficile per gli acquirenti del Cybertruck Dual-Motor AWD è la totale assenza di unità disponibili in inventario immediato. Non esistono, infatti, esemplari di questo allestimento già disponibili presso i concessionari o nei magazzini Tesla che permetterebbero ai clienti di dirottare il proprio trasferimento FSD su un veicolo già pronto per la consegna immediata. Chi avesse scelto questo modello nella speranza di trasferire il proprio sistema di guida autonoma si trova quindi in un vicolo cieco senza alternative praticabili.

In quello che sembra essere un tentativo di attenuare la frustrazione dei clienti coinvolti, Tesla ha annunciato di offrire rimborsi completi per chi desidera annullare il proprio ordine. La particolarità di questa misura è che include anche la restituzione della tassa d’ordine di 250 dollari, che in condizioni normali è classificata come non rimborsabile. Si tratta di un segnale che la casa automobilistica è consapevole dell’entità del disagio causato, anche se non rappresenta una soluzione per chi aveva riposto concrete aspettative sul trasferimento del proprio FSD.

La storia delle politiche mutevoli di Tesla

Non si tratta di un episodio isolato nella storia recente di Tesla. L’azienda è notoriamente abituata a modificare prezzi e politiche di vendita con una rapidità e un’imprevedibilità che pochi altri costruttori automobilistici si permetterebbero. Qualche anno fa, ad esempio, Tesla aveva introdotto per il Cybertruck un divieto di rivendita — una clausola contrattuale che vietava agli acquirenti di rivendere il veicolo entro un certo periodo — per poi fare marcia indietro anche su quella misura. La gestione della comunicazione e delle aspettative dei clienti è diventata nel tempo parte integrante — e spesso controversa — della reputazione pubblica del brand.

Questa vicenda è particolarmente significativa perché riguarda direttamente uno degli upgrade più costosi e simbolicamente importanti dell’ecosistema Tesla: il Full Self-Driving. Il passaggio al modello di abbonamento mensile ha già cambiato le regole del gioco per chi aveva investito migliaia di dollari nell’acquisto una tantum del software, e la gestione caotica delle condizioni di trasferimento non ha fatto che amplificare il senso di incertezza tra la base clienti dell’azienda.

Per ora, gli acquirenti che avevano ricevuto una finestra di consegna prevista entro il 31 marzo — anche se la consegna effettiva dovesse slittare ad aprile per motivi imputabili a Tesla — manterranno la propria idoneità al trasferimento FSD. Tutti gli altri potranno scegliere tra accettare la situazione senza il trasferimento oppure richiedere il rimborso completo dell’ordine. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se Tesla adotterà ulteriori correttivi o se, come in altri casi, lascerà semplicemente che la situazione si stabilizzi.