Oltre 70mila veicoli con targa polacca circolano stabilmente in Italia, di cui più di 50mila concentrati nella sola area napoletana. Un fenomeno che ha spinto il legislatore a inserire una misura anti-elusione nel testo-base del nuovo Codice della Strada, attualmente al vaglio del Ministero. Le associazioni di settore sono chiamate a esprimere proposte entro il 13 settembre, ma già gli addetti ai lavori mettono in guardia: la norma, così com’è formulata, potrebbe rivelarsi sostanzialmente inefficace.
Punti Chiave
- Le auto con targa estera che circolano stabilmente in Italia dovranno essere assicurate con una compagnia italiana o autorizzata a operare nel paese.
- In Italia circolano circa 70mila veicoli reimmatricolati in Polonia, di cui oltre 50mila nella sola Napoli secondo i dati ACI.
- Solo nell’ultimo anno nella provincia napoletana sono state registrate più di 14mila nuove targhe estere.
- Il broker assicurativo Angelo Coviello avverte che la misura non risolverà il problema, poiché le polizze straniere sono quasi sempre già riconosciute in Italia.
- Il Governo polacco ha aperto un contenzioso con l’Italia, chiedendo 80 milioni di euro di risarcimenti.
Come funziona il trucco delle targhe “PL”
Il meccanismo alla base del fenomeno è semplice quanto difficile da contrastare. Il proprietario cancella il proprio veicolo dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) italiano e lo reimmatricola in Polonia attraverso una società estera. Il veicolo torna quindi in Italia in regime di finto noleggio, consentendo al conducente di aggirare i costi, storicamente molto elevati, dell’assicurazione RC auto italiana. Un escamotage che permette di risparmiare non solo sul premio assicurativo, ma anche sul bollo e su tutte le tasse locali, con l’ulteriore conseguenza che le multe eventualmente elevate a carico di questi veicoli restano sistematicamente inevase.
Il risultato è una concentrazione abnorme di targhe con sigla “PL” nelle strade campane, in particolare a Napoli. Secondo i dati forniti dall’ACI, le sole auto con targa polacca nel capoluogo partenopeo supererebbero quota 50mila, cifra che sale a oltre 70mila se si considera l’intero territorio nazionale. Un numero che non è sfuggito nemmeno al Governo di Varsavia, che ha iniziato a monitorare con attenzione la quantità di immatricolazioni polacche relative ad automobili che di fatto non circolano mai in Polonia.
14mila nuove targhe solo nell’ultimo anno a Napoli
Angelo Coviello, broker assicurativo e amministratore delegato della società Igb, è una delle voci più autorevoli sul tema. La sua società ha analizzato il fenomeno in dettaglio, rilevando una crescita costante e preoccupante: solo nell’arco dell’ultimo anno, sotto l’ombra del Vesuvio sono state immatricolate oltre 14mila nuove targhe estere. Un dato che testimonia come il ricorso alla reimmatricolazione in Polonia non sia affatto in calo, nonostante la crescente attenzione mediatica e istituzionale intorno al tema.
Coviello ha rilasciato dichiarazioni precise sulla portata reale del provvedimento in discussione, evidenziando come la norma, pur nella sua intenzione di arginare il fenomeno, contenga un punto debole strutturale che ne compromette l’efficacia pratica.
“In questo modo non si risolve il problema e la truffa proseguirà”
Intervistato da NapoliToday, il broker assicurativo Angelo Coviello ha spiegato nei dettagli perché la stretta prevista dal nuovo Codice della Strada rischia di restare sulla carta:
“Il testo al vaglio del Ministero stabilisce che la targa estera che permane in Italia oltre un certo tempo è soggetta a una serie di provvedimenti italiani, tra cui anche la sottoscrizione di un’assicurazione italiana, oppure estera ma riconosciuta in Italia. Le assicurazioni stipulate da chi sceglie una targa straniera sono quasi sempre riconosciute in Italia. Quindi, in questo modo non si risolve il problema e la truffa proseguirà.”
Coviello ha poi allargato il discorso alle conseguenze per l’erario pubblico, sottolineando come il danno non si limiti al comparto assicurativo: “Siamo di fronte a una truffa ai danni dello Stato, dei Comuni e delle Regioni. Non si risparmia solo sull’assicurazione, ma anche sul bollo e sulle tasse locali. Senza considerare tutte le multe che non verranno mai pagate da nessuno.”
80 milioni di risarcimenti e la “bomba a orologeria” delle altre targhe estere
La vicenda ha assunto una dimensione diplomatica che rischia di complicare ulteriormente il quadro. Il Governo polacco ha denunciato la situazione e ha avanzato una richiesta di risarcimento da 80 milioni di euro, aprendo un formale contenzioso con l’Italia. Un segnale che il fenomeno, ignorato a lungo, ha ora riflessi politici e legali che vanno ben oltre la sola circolazione stradale.
Sul fronte interno, la preoccupazione degli operatori del settore è che la norma in discussione produca un semplice effetto di sostituzione: anziché rientrare nel sistema italiano, i proprietari di questi veicoli si rivolgerebbero a paesi diversi dalla Polonia per la reimmatricolazione. Un segnale in questo senso, secondo Coviello, sarebbe già visibile. “Alle prime notizie emerse in queste settimane, già sono aumentate le targhe di altri paesi. C’è un business troppo grande. Serve cambiare la nostra legge. Un veicolo con targa straniera non può circolare in Italia a vita. Una truffa resta una truffa, cittadini e società sono responsabili penalmente in concorso. Non possiamo giustificare il tutto con un’esigenza sociale”, ha concluso il broker assicurativo.
Il nodo rimane aperto: con il termine del 13 settembre fissato per le osservazioni delle associazioni di settore, il testo del nuovo Codice della Strada potrebbe ancora subire modifiche. Resta da capire se il legislatore vorrà affrontare il problema alla radice, intervenendo sui meccanismi che rendono conveniente e tecnicamente possibile la reimmatricolazione estera di veicoli destinati a circolare stabilmente in Italia, oppure si accontenterà di una soluzione parziale destinata, secondo gli esperti, a essere aggirata in tempi brevi.
Domande frequenti
Come funziona il trucco delle targhe polacche per evitare l’assicurazione in Italia?
Il meccanismo consiste nel cancellare il veicolo dal PRA italiano e reimmatricolarlo in Polonia tramite una società estera, per poi riaverlo in finto noleggio. In questo modo si eludono i costi elevati dell’RC auto italiana, ma anche il bollo e le tasse locali.
Quante targhe polacche circolano in Italia e a Napoli?
Secondo i dati citati nell’articolo, le immatricolazioni polacche per auto circolanti in Italia sarebbero circa 70mila, di cui oltre 50mila concentrate a Napoli secondo l’ACI. Solo nel 2023 sotto il Vesuvio sono state immatricolate oltre 14mila nuove targhe estere.
Cosa prevede il nuovo Codice della Strada sulle targhe estere?
Il testo in esame al Ministero stabilisce che i veicoli con targa estera che permangono stabilmente in Italia debbano essere assicurati con una compagnia italiana o comunque riconosciuta nel nostro Paese. Le associazioni di settore erano chiamate a esprimere proposte entro il 13 settembre.
Perché la nuova norma sulle targhe straniere rischia di non risolvere il problema?
Secondo il broker assicurativo Angelo Coviello, le polizze stipulate da chi sceglie una targa straniera sono quasi sempre già riconosciute in Italia, quindi l’obbligo di assicurazione italiana non cambierebbe di fatto la situazione. Inoltre, alle prime notizie sulla stretta normativa sarebbero già aumentate le immatricolazioni con targhe di altri Paesi, segnalando che il business si sposta altrove.
Quali sono le conseguenze legali ed economiche delle targhe polacche false?
Secondo Coviello si tratta di una truffa ai danni dello Stato, dei Comuni e delle Regioni, con mancate entrate su assicurazione, bollo e tasse locali, oltre a multe che restano inpagate. Sul piano internazionale, il Governo polacco ha aperto un contenzioso chiedendo all’Italia 80 milioni di euro di risarcimenti.





