Škoda Peaq, i designer svelano i segreti del design: «Moderno, durevole e funzionale»

Oliver Stefani e Martin Bogner spiegano i segreti del design Škoda Peaq: aerodinamica studiata per l'autonomia, fari a T firma del brand e interni «democratici» ispirati al concept Modern Solid.

Škoda Peaq è il modello di punta della Casa boema, sviluppato a partire dal concept Vision 7S del 2022. In un nuovo video, il chief designer Oliver Stefani e il design manager Martin Bogner — insieme ad altri colleghi del team — raccontano i dettagli che rendono il SUV più grande di Škoda non solo esteticamente riuscito, ma anche concretamente pratico. La visione audace del prototipo originale è stata preservata quasi integralmente nella versione di serie, un risultato che lo stesso team di design sottolinea con orgoglio.

Punti Chiave

  • Lo Škoda Peaq è il modello di punta del brand, derivato direttamente dal concept Vision 7S presentato nel 2022.
  • Il design esterno privilegia l’aerodinamica per massimizzare l’autonomia: i passaruota e i profili laterali sono studiati per ridurre la resistenza all’aria.
  • I fari a forma di T sono diventati un elemento distintivo e ricorrente dell’identità visiva Škoda.
  • Gli interni seguono un’architettura «democratica»: ogni passeggero — non solo il guidatore — è al centro del progetto.
  • Il concept «Modern Solid» è la filosofia design che Škoda ha scelto come riferimento per il futuro del marchio.

Aerodinamica e linee pulite: la filosofia del Peaq all’esterno

Uno degli aspetti che Oliver Stefani sottolinea con maggiore enfasi è la cura riposta nelle linee pulite della carrozzeria. I profili del passaruota posteriore e dell’arco della ruota non sono semplici scelte estetiche: contribuiscono in modo concreto alla riduzione della resistenza aerodinamica. Un elemento fondamentale per un veicolo che punta sull’autonomia.

«Abbiamo cercato di usare l’aerodinamica per massimizzare il più possibile l’autonomia dell’auto», spiega Martin Bogner. Ogni curva, ogni rientranza del corpo vettura è quindi frutto di una progettazione che unisce estetica e ingegneria. Anche il cofano anteriore presenta una piega caratteristica, accompagnata dalla scritta «Škoda» in bella evidenza — un altro elemento tipico del design della Casa.

Sul frontale spicca il cosiddetto Tech-Deck face, un richiamo stilizzato ai tradizionali radiatori anteriori. La striscia illuminata percorre tutta la larghezza del frontale, creando un effetto visivo che allarga otticamente la vettura e ne riprende le nervature. I fari a forma di T, poi, sono ormai diventati una firma riconoscibile dei modelli Škoda, una costante che connette il Peaq all’identità del brand.

Il cofano bagagli e il D-pillar: dettagli dinamici con funzione pratica

Un altro dettaglio che il team di design ha curato con attenzione è il portellone del bagagliaio. Non solo l’apertura è stata resa molto ampia per facilitare il carico e lo scarico, ma i progettisti sono riusciti a integrare il portellone nel design posteriore della vettura in modo praticamente invisibile. I bordi del vasto portellone riprendono il disegno dei gruppi ottici, creando continuità visiva.

«È molto distintivo e si fonde splendidamente con il roofline allungato», afferma il designer esterno Baptiste de Brugiere, riferendosi al D-pillar largo e robusto che caratterizza il profilo laterale della vettura. Questa scelta conferisce al Peaq un aspetto dinamico e quasi coupé, pur mantenendo le proporzioni di un grande SUV familiare. La coerenza tra elementi funzionali ed estetici è uno dei principali punti di forza del progetto.

Interni «democratici»: il concetto Modern Solid al servizio di tutti i passeggeri

Se l’esterno del Škoda Peaq colpisce per la pulizia delle linee e l’attenzione all’aerodinamica, l’abitacolo sorprende per la sua filosofia progettuale. Il team di design ha adottato un’architettura che definiscono «democratica»: ogni passeggero, indipendentemente dalla posizione che occupa, deve sentirsi a proprio agio e valorizzato. Non solo il guidatore, ma anche chi siede al centro o nelle file posteriori.

«Il cruscotto è essenzialmente diviso in soli due parti, il che trasmette un senso di sicurezza e comfort. È molto semplice, molto Modern Solid», spiega il designer degli interni Lukáš Vaněk. Le bocchette dell’aria condizionata, dal profilo sottile, amplificano visivamente la larghezza dell’abitacolo. Il display verticale è stato posizionato per garantire una lettura agevole, e il bracciolo regolabile contribuisce a rendere ancora più intuitiva la sua operatività.

Il bracciolo regolabile e i controlli fisici: il meglio di digitale e analogico

Un piccolo dettaglio che rischia di passare inosservato, ma che nella visione del team di design assume un’importanza simbolica, è il bracciolo del guidatore. Oliver Stefani lo evidenzia personalmente: è regolabile non solo in lunghezza ma anche in altezza, adattandosi alla posizione del conducente per rendere l’uso del display centrale il più naturale e confortevole possibile.

«Quando appoggio il gomito, riesco a operare il display comodamente. È fantastico», commenta Stefani. Ma la digitalizzazione non ha eliminato i controlli fisici per le funzioni principali: una scelta precisa, che riflette la volontà di non sacrificare l’usabilità immediata sull’altare della modernità. «È la migliore combinazione tra il mondo digitale e quello fisico», aggiunge Lukáš Vaněk.

Le dichiarazioni del team di design

A chiudere il racconto sul Peaq è la sintesi di Oliver Stefani, che con una frase riassume l’intera filosofia progettuale del modello di punta Škoda:

«È moderno, durevole e funzionale. Questo è Modern Solid, il futuro del design di Škoda.»

Martin Bogner, design manager, ha invece posto l’accento sulla correlazione tra forma e autonomia: «Abbiamo cercato di usare l’aerodinamica per massimizzare il più possibile l’autonomia dell’auto.»

Baptiste de Brugiere, designer esterno, ha descritto così il D-pillar: «È molto distintivo e si fonde splendidamente con il roofline allungato.»

Lukáš Vaněk, designer degli interni, ha invece spiegato la semplicità del cruscotto: «Il cruscotto è essenzialmente diviso in soli due parti, il che trasmette un senso di sicurezza e comfort. È molto semplice, molto Modern Solid.» E sul mix tra digitale e fisico: «È la migliore combinazione tra il mondo digitale e quello fisico.»

Lo Škoda Peaq si configura dunque come un progetto ambizioso e coerente, in cui ogni scelta estetica ha una ragione tecnica o funzionale alle spalle. Dalla linea del passaruota al bracciolo regolabile in altezza, dal Tech-Deck face ai fari a T ormai iconici: il Peaq non è solo il modello più grande di Škoda, ma il manifesto della direzione che il brand intende seguire nel design del futuro.