Renault è pronta a cambiare radicalmente la propria strategia sulle auto elettriche, abbracciando una tecnologia a lungo tenuta a distanza: il range extender, ovvero un piccolo motore termico che funge da generatore per ricaricare la batteria in movimento. Al cuore di questa svolta c’è la nuova piattaforma RGEV Medium 2.0, progettata per i segmenti C e D, capace di offrire un’autonomia dichiarata di oltre 1.400 km senza necessità di ricaricare. I modelli basati su questa architettura arriveranno sul mercato europeo a partire dal 2028, segnando l’inizio di una seconda ondata di prodotti che ridisegnerà completamente la gamma del costruttore francese entro il 2030.
Punti Chiave
- Renault sviluppa la piattaforma RGEV Medium 2.0, nativa per l’elettrico ma predisposta per un generatore termico supplementare.
- L’autonomia preliminare dichiarata supera i 1.400 km senza necessità di ricarica esterna.
- I primi modelli europei basati su questa architettura sono attesi a partire dal 2028.
- La nuova strategia punta a ridurre i costi di sviluppo fino al 40% e include berline, SUV e potenzialmente monovolume.
- Obiettivo 2030: gamma europea composta esclusivamente da veicoli ibridi o 100% elettrici.
La piattaforma RGEV Medium 2.0: nata elettrica, pronta per il generatore
La svolta tecnica di Renault prende forma attorno a un’architettura nuova di zecca: la RGEV Medium 2.0. La piattaforma è stata progettata con una filosofia “electric first”, ovvero pensata in origine per la trazione esclusivamente elettrica, ma ingegnerizzata sin dalle fondamenta per ospitare un piccolo motore termico supplementare con funzione di generatore. Non si tratta quindi di un adattamento posticcio di una struttura ibrida preesistente, bensì di una soluzione nativa e integrata, frutto di una precisa scelta strategica.
Destinata ai segmenti C e D — i cosiddetti veicoli compatti e medi, tra i più venduti in Europa — questa piattaforma rappresenta il fulcro della prossima generazione di prodotti Renault. I dati preliminari dichiarati dal costruttore parlano chiaro: oltre 1.400 km di autonomia complessiva senza necessità di ricaricare presso una colonnina, grazie all’apporto combinato della batteria e del generatore termico. Un dato che, se confermato nella produzione di serie, posizionerà questi modelli ben al di sopra delle attuali auto elettriche con ricarica tradizionale e persino delle ibride plug-in convenzionali.
Berline, SUV e il possibile ritorno delle monovolume
La flessibilità della nuova architettura consentirà a Renault di declinarla su tipologie di carrozzeria molto diverse tra loro. Il costruttore ha confermato che i futuri modelli includeranno berline e SUV, due categorie già centrali nella gamma attuale. Ma la vera sorpresa arriva da un dettaglio apparentemente marginale: Renault ha menzionato esplicitamente anche le monovolume tra i body style compatibili con la piattaforma RGEV Medium 2.0.
Un riferimento tutt’altro che casuale, che in molti hanno letto in chiave strategica. La casa francese ha presentato di recente il concept R-Space Lab, e la citazione delle monovolume potrebbe suggerire un possibile ritorno di questa categoria di veicoli, dopo che la precedente generazione dell’Espace è stata trasformata in un SUV. Si tratterebbe di un segnale forte: Renault potrebbe voler ristabilire la propria presenza in un segmento che un tempo le apparteneva, sfruttando proprio la versatilità della nuova piattaforma elettrica.
Caratteristiche tecniche di alto livello e debutto dal 2028
I futuri modelli costruiti sulla piattaforma RGEV Medium 2.0 condivideranno caratteristiche tecniche di altissimo livello, stando a quanto dichiarato da Renault. L’azienda punta su specifiche da segmento premium per conquistare una fetta più ampia del mercato europeo, in particolare nei segmenti C e D che oggi rappresentano il 30% delle vendite del marchio. Presidiarli con prodotti tecnologicamente avanzati e dall’autonomia estesa è quindi una priorità assoluta.
Il debutto commerciale in Europa è fissato a partire dal 2028. Questi modelli faranno parte di quella che Renault definisce una “seconda ondata” di veicoli, che includerà sia le versioni range extender sia ibridi avanzati, entrambi fondamentali per coprire le esigenze di una clientela ancora eterogenea. La finestra temporale che separa oggi dal 2028 lascia il tempo al costruttore di perfezionare l’architettura, ottimizzare i costi di produzione e costruire una rete di aggiornamenti software e hardware adeguata.
Riduzione costi del 40% e obiettivo gamma 100% elettrica/ibrida al 2030
Il nuovo corso tecnico non è solo una questione di autonomia o di immagine: si inserisce in una strategia industriale precisa, volta a ridurre i costi di sviluppo fino al 40%. Un obiettivo ambizioso che passa dalla condivisione di piattaforme, dalla standardizzazione dei componenti e da economie di scala rese possibili da una gamma più coerente e razionalizzata. La piattaforma RGEV Medium 2.0, condivisa tra berline, SUV e potenzialmente monovolume, è esattamente il tipo di soluzione che permette di abbattere questi costi senza sacrificare la qualità del prodotto finito.
L’orizzonte temporale ultimo è il 2030, anno entro il quale Renault intende comporre la propria gamma europea esclusivamente con veicoli ibridi o 100% elettrici. Un impegno che allinea il marchio francese alle direttive europee sulla decarbonizzazione e che richiede una pianificazione industriale di lungo respiro. La “seconda ondata” di modelli, di cui la piattaforma RGEV Medium 2.0 è il perno tecnologico, è esattamente lo strumento con cui Renault intende percorrere quest’ultimo tratto di strada.
Il range extender torna di moda: il contesto globale
La scelta di Renault non nasce nel vuoto. Nel panorama automobilistico globale, la tecnologia del range extender sta vivendo una seconda giovinezza, spinta soprattutto dal successo commerciale ottenuto in Cina, mercato che ha dimostrato come l’abbinamento tra batteria e generatore termico possa soddisfare una clientela ampia e variegata. Dall’Asia, questa tendenza si sta ora propagando in Europa e negli Stati Uniti: un esempio emblematico è la scelta del marchio Scout, di proprietà Volkswagen, di puntare proprio sul range extender per il proprio ingresso nel mercato nordamericano.
Vale la pena ricordare che la stessa alleata di Renault, Nissan, propone sistemi per l’estensione dell’autonomia da oltre un decennio, eppure il costruttore francese aveva finora preferito mantenersi a distanza da questa soluzione. Ora i tempi sono maturi. Le motivazioni sono facilmente comprensibili: se da un lato l’evoluzione delle tecnologie delle batterie potrebbe nel medio termine rendere superfluo il ricorso alla benzina, dall’altro una rete di ricarica ancora disomogenea — soprattutto nelle aree rurali e nei Paesi con infrastrutture meno sviluppate — rende l’elettrica con generatore un’alternativa concreta, solida e rassicurante rispetto alle tradizionali ibride plug-in. Un compromesso intelligente, insomma, capace di abbattere l’ansia da ricarica senza rinunciare ai vantaggi della guida elettrica.
Con il debutto dei primi modelli previsto dal 2028 e un piano industriale che guarda al 2030 come anno di svolta definitiva, Renault ha tracciato la rotta. Nei prossimi mesi ci si attende la presentazione ufficiale dei dettagli tecnici completi della piattaforma RGEV Medium 2.0 e, con ogni probabilità, l’annuncio dei primi modelli di produzione che la monteranno — berline, SUV e forse, a sorpresa, una nuova monovolume.





