Era l’ultima grande berlina a trazione posteriore di Peugeot, ma nelle mani di Danielson divenne un’autentica macchina da corsa capace di superare i 550 CV. La Peugeot 505 Superproduction, sviluppata tra il 1984 e il 1988, rimane ancora oggi una delle pagine più affascinanti e meno conosciute del motorsport turismo europeo degli anni Ottanta: una berlina di serie trasformata in un mostro da pista, protagonista di battaglie memorabili nel Campionato Francese di Vetture di Produzione con piloti del calibro di Jean-Pierre Beltoise e Jean-Pierre Jabouille.
Punti Chiave
- La Peugeot 505, lanciata nel 1979, è l’ultima berlina Peugeot a trazione posteriore mai prodotta.
- La versione Superproduction sviluppata da Danielson raggiunse prima 440 CV nella prima stagione, poi oltre 550 CV negli anni successivi.
- Con Beltoise e Jabouille al volante, la 505 Superproduction conquistò otto vittorie assolute tra il 1984 e il 1987.
- La 505 Turbo Injection di serie nasceva da una collaborazione tecnica con Porsche per lo sviluppo del motore turbo a benzina da 2,2 litri.
- Nel 1985 nacque il monomarca 505 Trophy, ultima serie ufficiale con una berlina francese a trazione posteriore.

L’ultima berlina RWD del Leone: origini e successi su strada
Lanciata nel 1979, la Peugeot 505 rappresentava la berlina di punta dell’intera gamma del Marchio del Leone. Elegante nella linea, robusta nella costruzione e versatile nell’utilizzo, seppe conquistare mercati ben oltre i confini europei, ottenendo un grande successo commerciale anche negli Stati Uniti e in Cina. Ma fu nel mondo delle competizioni che la 505 scrisse le pagine più emozionanti della propria storia, raccogliendo idealmente il testimone dalla celebre 504, protagonista indiscussa dei rally africani.

Il debutto sportivo avvenne al Rally dell’Acropoli del 1980, dove i piloti privati Claude Laurent e Christian Dorche, iscritti nei Gruppi 1 e 2, ottennero risultati incoraggianti che fecero capire le potenzialità della vettura. L’anno successivo arrivò la consacrazione internazionale: nel 1981 la Peugeot 505 STi vinse il Tour d’Europe Rally, competizione riservata alle vetture di serie, con l’equipaggio composto da Holger Bohne e Peter Diekmann. Un successo storico: la 505 rimane tutt’oggi l’unica vettura francese ad aver conquistato quella competizione.
Jean-Pierre Beltoise e il Campionato Francese di Produzione

Il vero teatro di gloria della 505 fu però il Campionato Francese di Vetture di Produzione, istituito dalla FFSA nel 1976. Una serie caratterizzata da vetture molto vicine ai modelli di serie e da gare spettacolari, spesso paragonate per intensità e seguito di pubblico al DTM tedesco. In questo contesto si inserì a partire dal 1980 Jean-Pierre Beltoise, ex pilota di Formula 1 e fervente sostenitore del campionato, che iscrisse diverse 505 preparate da Danielson.
La prima Peugeot 505 da competizione montava un motore 2.0 litri da circa 190 CV e, pur senza ottenere risultati di rilievo, ebbe il merito fondamentale di attirare l’attenzione sul marchio e sul campionato stesso. I successi concreti arrivarono nel 1982, quando Beltoise conquistò due vittorie sui circuiti di Magny-Cours e Montlhéry. La gestione sportiva era affidata al Groupement des Concessionnaires des Automobiles Peugeot (GCAP), senza un impegno ufficiale diretto della Casa madre.

La 505 Turbo Injection e la collaborazione con Porsche
Il vero punto di svolta tecnico arrivò nel 1983, quando Peugeot presentò la 505 Turbo Injection di serie. Una vettura nata da una significativa collaborazione tecnica con Porsche per lo sviluppo della versione turbo a benzina, basata sul motore Chrysler-Simca da 2,2 litri. La 505 Turbo Injection si distingueva esteticamente per la verniciatura bicolore esclusiva e per i cerchi in lega TRX da 15 pollici, dettagli che la rendevano immediatamente riconoscibile nella gamma.
Inizialmente proposta con 150 CV, fu presto affiancata da una versione da 160 CV, sulla quale era possibile installare un kit PTS sviluppato da Danielson, capace di portare la potenza fino a 200 CV. Questa base tecnica solida e progressiva costituì il fondamento sul quale venne costruita la versione da competizione, prima nella configurazione Production e poi nell’ancora più estrema Superproduction.
Da 440 a oltre 550 CV: la 505 Superproduction all’apice della potenza
La Peugeot 505 Superproduction fu sviluppata da Danielson tra il 1984 e il 1988, rappresentando l’evoluzione più radicale e spinta dell’intera famiglia 505 da corsa. La versione adottava un sistema di iniezione elettronica appositamente calibrata e, nella configurazione iniziale, un turbocompressore Garrett privo di intercooler con una pressione di sovralimentazione limitata a 1 bar. Successivamente venne introdotto un turbocompressore KKK con la pressione portata fino a 1,7 bar: un salto tecnico che permise alla vettura di raggiungere 440 CV già nel primo anno di attività, per poi superare i 550 CV nelle stagioni successive.
Il primo anno di gare non fu privo di difficoltà, soprattutto a causa di problemi di natura elettronica che condizionarono le prestazioni in gara. Ma una volta individuati e risolti questi inconvenienti, la 505 Superproduction si trasformò in una delle vetture più temute e rispettate dell’intero lotto. Tra il 1984 e il 1987, con Jean-Pierre Beltoise e Jean-Pierre Jabouille al volante, la berlina del Leone conquistò otto vittorie assolute. Nonostante non riuscisse mai a laurearsi Campione di Francia, la 505 Superproduction lasciò un segno profondo e duraturo nel panorama delle competizioni turismo, influenzando un’intera generazione di appassionati grazie al suo aspetto muscoloso e alla potenza impressionante.
Il 505 Trophy: l’ultimo capitolo delle berline francesi RWD in pista
Nel 1985, Peugeot decise di sostituire il campionato monomarca Talbot Samba con il 505 Trophy, una serie dedicata esclusivamente alla 505 che durò tre stagioni. Un progetto pensato per avvicinare i team e i piloti alla vettura in un contesto competitivo controllato, ma che rappresentò soprattutto un capitolo finale: il 505 Trophy fu l’ultima occasione per vedere in pista, in un contesto ufficiale, una berlina francese a trazione posteriore.
La chiusura di questa parentesi sportiva segnò simbolicamente la fine di un’epoca per Peugeot e per l’automobilismo francese in generale. Nessuna berlina del Leone avrebbe mai più corso con la trazione sulle ruote posteriori, rendendo la 505 Superproduction un unicum irripetibile nella storia del marchio.
A oltre quarant’anni dal lancio della vettura di serie e a quasi quattro decenni dall’ultima stagione della Superproduction, la Peugeot 505 continua a essere celebrata dagli appassionati di storia motoristica come una delle espressioni più autentiche e coraggiose del motorsport turismo europeo degli anni Ottanta. Un pezzo di storia che Peugeot custodisce con orgoglio, mentre il marchio guarda al futuro con la gamma elettrica e la 9X8 Hypercar nel Campionato Mondiale di Endurance.





