Opel Kadett Rallye, 60 anni fa nasceva la compatta che batteva le Porsche

La coupé nata a Bochum nel novembre 1966 con motore 1.100 SR da 60 CV festeggia 60 anni: vinse l'ADAC Tour d'Europe 1969 su 14.000 km e sfidò le Porsche al Monte Carlo.

Era il novembre del 1966 quando dalla catena di montaggio dello stabilimento di Bochum uscì il primo esemplare di una piccola coupé destinata a riscrivere la storia delle sportive compatte: l’Opel Kadett Rallye. Sessant’anni dopo, quella vettura è riconosciuta come l’antesignana diretta delle moderne sportive compatte — comprese le attuali versioni GSE della gamma Opel — e il suo palmares sportivo, che include vittorie internazionali e confronti vincenti con le Porsche a sei cilindri, racconta una storia che va ben oltre il semplice anniversario.

Punti Chiave

  • L’Opel Kadett Rallye fu prodotta a partire dal novembre 1966 nello stabilimento di Bochum, uscendo di produzione nel luglio 1973 dopo oltre 100.000 esemplari.
  • Il motore 1.100 tipo SR da 60 CV consentiva una velocità massima di 148 km/h; nel 1967 arrivò una versione da 90 CV con il motore 1.9-S capace di 168 km/h.
  • Nel 1968 vinse la propria classe al Rallye Internazionale Lione/Charbonnières–Stoccarda/Solitude e al Rallye Internazionale di Wiesbaden.
  • Nel 1969 Kurt Waldner e Hans Vogt conquistarono la vittoria assoluta al 13° ADAC Tour d’Europe, una competizione di 14.000 chilometri attraverso Europa e Asia Minore.
  • Nel 1970 l’equipaggio Ragnotti-Thimonier ottenne l’undicesimo posto assoluto al Rally Monte Carlo con una Kadett Rallye dal motore 1.900, reggendo il confronto con le Porsche a sei cilindri.

Il motore SR e il design nero opaco che intimidiva i rivali

Il progetto della Opel Kadett Rallye partiva da una filosofia precisa: offrire prestazioni da competizione a un prezzo accessibile per i clienti delle normali vetture di serie. Il cuore della vettura era il motore 1.100 cc tipo SR — acronimo di Super-Rallye — alimentato da un carburatore a doppio corpo, capace di erogare 60 CV e di spingere la coupé fino a 148 km/h. Un risultato notevole per una vettura di quella cilindrata e di quel periodo.

L’identità visiva era altrettanto dichiarata: inserti in nero opaco sul cofano motore e strisce lungo le fiancate rendevano immediatamente riconoscibile la vocazione sportiva della vettura. Non si trattava di decorazioni fini a sé stesse — erano un messaggio diretto ai concorrenti in gara. Anche gli interni erano coerenti con questa filosofia: soffitto, alette parasole e console del cambio erano rifiniti in nero opaco anti-riflesso, mentre la dotazione di serie includeva volante di sicurezza a tre razze in metallo, contagiri, manometro dell’olio, amperometro e selettore del cambio a leva corta. Sul mercato italiano la vettura era proposta a 1.295.000 Lire e vantava di serie freni anteriori a disco, doppio circuito frenante, servofreno e pneumatici da 155-SR13 montati su cerchi sportivi di colore grigio argento.

Dalle vittorie di classe al trionfo assoluto in 14.000 km attraverso l’Europa

Le ambizioni sportive della Kadett Rallye si concretizzarono rapidamente. Già nel 1968, a poco più di un anno dal suo debutto, la piccola coupé di Rüsselsheim partecipò ai campionati rally di Grecia, Olanda e Germania, conquistando la vittoria di classe alla 21ª edizione del Rallye Internazionale Lione/Charbonnières–Stoccarda/Solitude e alla 30ª edizione del Rallye Internazionale di Wiesbaden. Ma fu l’anno successivo a consegnare la vettura alla storia del motorsport.

Nel 1969 i piloti Kurt Waldner e Hans Vogt si cimentarono nel 13° ADAC Tour d’Europe, una competizione estenuante di 14.000 chilometri che attraversava l’Europa fino all’Asia Minore. La vittoria assoluta conquistata dall’equipaggio Opel divenne immediatamente simbolo dell’affidabilità della vettura in condizioni estreme. Come recitava un articolo dell’epoca: «Su qualsiasi tipo di strada, attraverso i Balcani come in Medio Oriente, Opel Kadett Rallye ha fatto l’andatura». Un riconoscimento che andava ben oltre la semplice velocità, attestando la capacità della vettura di reggere percorsi impegnativi su fondi stradali di ogni tipo.

La piccola sportiva Opel vinse poi più volte la propria classe nell’impegnativo Rally Monte Carlo, gareggiando nella categoria delle vetture di serie. Il momento più emblematico arrivò nel 1970, quando l’equipaggio Ragnotti-Thimonier portò a termine un notevole undicesimo posto assoluto al volante di una Kadett Rallye con motore 1.900, reggendo il confronto diretto con le Porsche a sei cilindri.

La versione 1.9-S da 90 CV e l’evoluzione della gamma Rallye

I progettisti Opel non si fermarono alla formula originale. Nell’autunno del 1967 fu presentata una versione ancora più performante, equipaggiata con il motore 1.9-S da 90 CV già impiegato sull’Opel Rekord. Le prestazioni erano quelle di una vera sportiva: 0-100 km/h in 13 secondi e velocità massima di 168 km/h, valori che collocavano la Kadett Rallye in una fascia di competitività ben superiore alla sua cilindrata di riferimento.

A fine 1968 arrivò un’ulteriore evoluzione: la versione LS-Rallye Coupé, riconoscibile per i finestrini laterali allungati nella parte posteriore, che portò ancora avanti il caratteristico design sportivo della famiglia. Ogni aggiornamento contribuiva a mantenere vivo l’interesse del pubblico e a sostenere le vendite, che restarono solide per tutta la durata della produzione. La Kadett-B Rallye uscì di produzione nel luglio del 1973, lasciando in eredità oltre 100.000 esemplari costruiti a Bochum in poco meno di sette anni.

Quattro persone a bordo senza rinunciare alle prestazioni: il segreto del successo commerciale

Ciò che rese la Opel Kadett Rallye un caso di studio ancora oggi rilevante non furono soltanto i risultati sportivi, ma la sua capacità di coniugare le doti da competizione con l’usabilità quotidiana. Con una lunghezza di soli 4,18 metri, la vettura era capace di trasportare comodamente quattro persone adulte anche durante lunghi viaggi — una caratteristica che molte dirette concorrenti dell’epoca non riuscivano a garantire. Questa versatilità ampliò enormemente il suo bacino di utenza, facendone una proposta credibile tanto per i clienti sportivi quanto per chi cercava semplicemente un’auto divertente e pratica da usare ogni giorno.

Non a caso, un comunicato stampa dell’epoca definiva la Kadett Rallye come una vettura «bollente» ma al tempo stesso «alla portata dei clienti delle normali vetture di serie». Opel mantenne entrambe le promesse, costruendo un’automobile che sapeva essere competitiva su un percorso di rally balcanico e comoda su un tragitto autostradale domenicale. È esattamente questo equilibrio che, sessant’anni dopo, viene riconosciuto come l’essenza del DNA delle sportive compatte moderne.

Il sessantesimo anniversario della Kadett Rallye cade in un momento in cui Opel continua a coltivare quella stessa filosofia attraverso le versioni GSE della propria gamma attuale, tracciando una linea diretta tra la coupé nata a Bochum nel 1966 e la concezione contemporanea della sportiva accessibile. Una continuità che pochi modelli nella storia dell’automobilismo possono vantare con altrettanta coerenza.