Norris: «McLaren deve migliorare su tutto, motore e telaio»

Norris ammette le lacune della McLaren dopo il 5° posto in Australia: power unit non sfruttata al massimo, telaio da sviluppare e gestione gomme problematica in vista del GP Cina a Shanghai.

Lando Norris non si nasconde. Il campione del mondo in carica ha ammesso pubblicamente che la McLaren ha ancora molto lavoro da fare dopo un inizio di stagione 2026 tutt’altro che brillante. Il weekend di apertura in Australia si è concluso con un deludente quinto posto e un distacco di oltre 50 secondi dal vincitore George Russell su Mercedes — un risultato che ha messo in evidenza come il team di Woking non abbia ancora trovato il livello di prestazione atteso sotto le nuove regole tecniche. Ora, con il Gran Premio di Cina a Shanghai nel mirino, il britannico ha tracciato un quadro onesto delle sfide che la squadra deve affrontare in pochissimo tempo.

Punti Chiave

  • Norris ha chiuso quinto a Melbourne con oltre 50 secondi di distacco dal vincitore George Russell su Mercedes.
  • Il campione del mondo ha identificato tre aree critiche: comprensione della power unit, livello del telaio e gestione delle gomme.
  • McLaren condivide lo stesso motore Mercedes ma, secondo Norris, non ha ancora saputo estrarne il massimo potenziale.
  • La settimana tra Melbourne e Shanghai è stata intensa sia per il team in trasferta sia per il personale al McLaren Technology Centre.
  • Norris ritiene che il distacco in gara a Melbourne sia stato più contenuto di quanto i risultati apparentemente suggeriscano.

Una settimana intensa tra Melbourne e Shanghai

Tra la gara d’apertura australiana e il Gran Premio di Cina intercorrono pochi giorni, un lasso di tempo ridottissimo nel quale la McLaren ha dovuto analizzare una montagna di dati e cercare soluzioni concrete ai problemi emersi in pista. Norris ha confermato che l’intero team — sia quello in viaggio verso la Cina sia quello rimasto in Inghilterra al McLaren Technology Centre — è stato coinvolto in uno sforzo collettivo per accelerare il processo di apprendimento.

«È stata una settimana intensa per l’intera squadra, sia per chi è qui in viaggio sia per il team al MTC, cercando di fare un salto in avanti il più grande possibile», ha dichiarato Norris ai microfoni del sito ufficiale della Formula 1 durante la giornata media del giovedì a Shanghai. «È stata piena di insegnamenti, alcune cose positive, altre non così positive, ma tutte cose su cui dobbiamo e vogliamo migliorare. Imparare quello che potevamo dagli altri, imparare quello che potevamo da noi stessi, e fare un lavoro complessivamente molto migliore qui a Shanghai.» Un messaggio chiaro, che riflette la consapevolezza di un team che conosce le proprie lacune e intende colmarle il prima possibile.

Il problema della power unit: capire il motore Mercedes per il 2026

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalle parole di Norris riguarda la power unit. La McLaren utilizza lo stesso motore Mercedes adottato dalla squadra ufficiale di Brackley, eppure il campione del mondo ha riconosciuto che il team di Woking non è ancora riuscito a sfruttarlo pienamente. Un’ammissione significativa, soprattutto considerando che le nuove power unit introdotte per il 2026 rappresentano una delle rivoluzioni tecniche più importanti degli ultimi anni nel Circus.

«Si tratta della comprensione della power unit — non abbiamo fatto un lavoro buono quanto avremmo dovuto, quindi la nostra conoscenza non è al livello che vogliamo e il team ha lavorato molto duramente per migliorarla», ha spiegato Norris con una franchezza rara nel paddock della Formula 1. Non si tratta dunque di un problema hardware ma di un deficit di conoscenza: la squadra sta ancora imparando a dialogare con un propulsore completamente nuovo, cercando di ottimizzarne la gestione nelle diverse fasi della gara.

Il telaio non è «male», ma non basta: il nodo dello sviluppo

Accanto alla questione motore, Norris ha puntato il dito anche sul telaio della MCL39, ammettendo che la monoposto non ha ancora raggiunto il livello di competitività desiderato. Tuttavia, il campione del mondo ha tenuto a precisare che la situazione non è così drammatica come potrebbe sembrare osservando il risultato di Melbourne.

«Ma ho anche detto che il telaio non è al livello che vogliamo. Di certo non è male e di certo non siamo lontanissimi. Penso che non siamo così indietro come poteva quasi sembrare a Melbourne», ha dichiarato il pilota britannico, cercando di contestualizzare il risultato australiano. Un quinto posto con oltre mezzo minuto di distacco dal vincitore è oggettivamente un campanello d’allarme, ma Norris sembra convinto che parte di quel gap possa essere recuperato già a Shanghai con le dovute correzioni tecniche e strategiche. Il lavoro di sviluppo è in corso su entrambi i fronti — aerodinamico e meccanico — con l’obiettivo di avvicinare il pacchetto al potenziale teorico della vettura.

Gestione gomme e graining: l’incognita del Shanghai International Circuit

Un terzo elemento di preoccupazione emerso dall’analisi del weekend australiano riguarda la gestione delle gomme. A Melbourne, la McLaren ha mostrato difficoltà nel preservare i pneumatici durante le fasi chiave della gara, un aspetto che tradizionalmente ha rappresentato un punto di forza del team negli anni precedenti. Ora, con il Shanghai International Circuit che storicamente tende a stressare le mescole in maniera peculiare, il rischio di ritrovarsi nuovamente in difficoltà è concreto.

«Dobbiamo migliorarlo ulteriormente, ma lo sappiamo. Sappiamo dove siamo più forti, sappiamo dove siamo più deboli. La nostra gestione delle gomme è stata piuttosto complicata lo scorso weekend a Melbourne e potrebbe essere abbastanza complicata anche qui con il graining. In un certo senso abbiamo bisogno di migliorare un po’ di tutto, onestamente: non era solo una cosa o solo un’altra», ha spiegato Norris, confermando come i problemi di Melbourne abbiano avuto una natura multiforme piuttosto che un’unica causa identificabile. Il fenomeno del graining — la formazione di granelli di gomma sulla superficie dei pneumatici che ne riduce l’aderenza — è un aspetto tecnico particolarmente insidioso e dipendente da temperature, stile di guida e setup della vettura.

Norris ha concluso il suo intervento ribadendo il concetto con una sintesi che vale più di qualsiasi analisi tecnica: «Sia la nostra vettura sia la nostra comprensione della power unit devono migliorare, e il team ha fatto molto lavoro su questo per cercare di fare meglio questo weekend.» Le parole del campione del mondo delineano dunque uno scenario in cui la McLaren si presenta a Shanghai in una fase di transizione, consapevole dei propri limiti ma determinata a invertire la rotta il prima possibile. Il Gran Premio di Cina sarà il primo banco di prova reale per capire se la settimana di lavoro intensivo avrà prodotto i frutti sperati.