MotoGP vieta le wildcard dal 2027: cosa cambia con le 850cc

La FIM ha vietato le wildcard in MotoGP dal 2027 con l'accordo unanime di Ducati, Aprilia, KTM, Honda e Yamaha, in vista dell'arrivo delle nuove moto 850cc. Cambia anche il controllo gomme con Pirelli.

La FIM ha ufficialmente annunciato il bando delle wildcard in MotoGP a partire dalla stagione 2027, una decisione che ha richiesto il consenso unanime di tutti e cinque i costruttori attualmente impegnati nel campionato: Ducati, Aprilia, KTM, Honda e Yamaha. Il provvedimento arriva in concomitanza con uno dei cambiamenti regolamentari più epocali nella storia della categoria, ossia l’introduzione delle nuove moto da 850cc che sostituiranno le attuali 1000cc. La decisione è stata comunicata nell’ambito di un pacchetto più ampio di delibere della Grand Prix Commission, l’organo che sovrintende alle regole della MotoGP.

Punti Chiave

  • Dal 2027 nessun costruttore potrà schierare wildcard in MotoGP, indipendentemente dal proprio rango di concessioni.
  • La misura ha richiesto l’approvazione unanime di tutti e cinque i costruttori: Ducati, Aprilia, KTM, Honda e Yamaha.
  • KTM era contraria all’abolizione e avrebbe preferito mantenere o espandere le wildcard nel 2027.
  • Il bando potrebbe essere indirettamente legato alla necessità di concentrare la capacità produttiva sulla costruzione delle nuove 850cc.
  • Confermata anche la continuazione del monitoraggio della pressione degli pneumatici, con Pirelli che dovrebbe adottare controlli pre-gara come già avviene nel WorldSBK.

Il sistema attuale delle wildcard e perché viene abolito

Nel sistema attuale, il numero di wildcard permesse per ogni costruttore varia in base al cosiddetto rango di concessioni. Ducati, che occupa il Rank A in quanto costruttore più competitivo e dominante del campionato, era già soggetta a un divieto assoluto di wildcard. All’estremo opposto, il Rank D — riservato ai costruttori meno competitivi — consentiva fino a sei uscite wildcard per produttore. Questi slot aggiuntivi venivano tipicamente utilizzati dai collaudatori ufficiali per raccogliere dati tecnici preziosi in condizioni di gara reale, un tipo di sviluppo che in pista offre informazioni che non si possono replicare in modo così fedele in test privati.

Con l’avvento delle 850cc, tuttavia, la logica delle wildcard viene completamente ribaltata. La Grand Prix Commission ha confermato che non sarà consentito disputare wildcard con le nuove moto da 850cc in una griglia ancora dominata dalle 1000cc. Di conseguenza, già nella seconda parte della stagione in corso, lo sviluppo in pista si sposterà quasi completamente verso i nuovi prototipi 2027, rendendo di fatto inutile schierare wildcard con le vecchie 1000cc nelle ultime gare dell’anno. La decisione appare quindi non solo come una scelta strategica, ma come una conseguenza quasi obbligata della transizione tecnica in corso.

Il caso KTM: timori sul futuro e la questione del team satellite

Il panorama politico attorno a questa decisione non è stato privo di tensioni. Secondo quanto appreso da The Race, KTM era tra i costruttori più favorevoli a preservare — o addirittura espandere — la possibilità di utilizzare wildcard nel 2027, anziché abolirle. Un dato particolarmente significativo se si considera che il costruttore austriaco non ha schierato alcuna wildcard da quando ha attraversato una grave crisi finanziaria all’inizio del 2025.

Le preoccupazioni di KTM sarebbero state legate in modo particolare al timore di perdere il team satellite Tech3, il che avrebbe ridotto la sua presenza in griglia a soli due moto ufficiali. In questo scenario, le wildcard avrebbero rappresentato un ulteriore strumento di sviluppo difficile da rinunciare. Paradossalmente, però, il fatto che la misura sia passata con il consenso di tutti i costruttori — incluso presumibilmente KTM — potrebbe essere letto come un segnale indiretto che il team Tech3 continuerà a essere presente nel campionato 2027, riducendo così l’urgenza di affidarsi alle wildcard come valvola di sfogo per lo sviluppo tecnico.

Lo scenario attuale: wildcard quasi assenti anche prima del bando

Va sottolineato che il bando formale fotografa una realtà già in parte in atto. Nel corso della stagione corrente, solo due costruttori hanno fatto ricorso alle wildcard, e le prospettive per il resto dell’anno non sembrano destinate a cambiare significativamente. Il motivo è lo stesso che ha spinto la Grand Prix Commission a vietarle ufficialmente: schierare moto da 850cc in una griglia di 1000cc non sarà consentito, e dedicare risorse alle vecchie motorizzazioni nelle ultime gare della stagione avrebbe ben poco senso dal punto di vista dello sviluppo tecnico.

La transizione allo sviluppo delle nuove moto 850cc è destinata ad accelerare intorno all’estate, un periodo nel quale i costruttori concentreranno quasi tutte le energie progettuali sui nuovi prototipi. Non sorprende, quindi, che il numero di wildcard sia già in calo netto rispetto agli anni precedenti. Le wildcard rimarranno invece permesse nelle categorie Moto2 e Moto3, dove l’impatto produttivo è differente e la logica dello sviluppo tramite test rider in gara mantiene una sua validità.

Gomme Pirelli e pressione pneumatici: cambia il metodo di controllo

Tra le altre decisioni annunciate dalla Grand Prix Commission figura la conferma della continuazione del monitoraggio della pressione degli pneumatici, oltre a una modifica procedurale alla partenza ritardata: il conto alla rovescia obbligatorio passa da tre a cinque minuti prima della ripartenza. Si tratta di un aggiustamento minore ma che mira a garantire maggiore sicurezza e organizzazione nelle situazioni di gara che richiedono una ripartenza.

Più interessante è l’evoluzione del sistema di controllo delle pressioni pneumatici in vista del passaggio da Michelin a Pirelli come fornitore ufficiale. Attualmente, con Michelin, le pressioni vengono verificate al termine della gara e le penalità vengono comminate post-gara in caso di infrazione. Con l’arrivo di Pirelli, invece, il sistema dovrebbe evolversi verso controlli pre-gara, un approccio già in uso nel campionato WorldSBK — anch’esso fornito da Pirelli. Questo cambio di metodologia potrebbe rappresentare un alleggerimento del clima di incertezza che ha talvolta caratterizzato le penalità a fine gara, spostando la responsabilità del rispetto delle pressioni a un momento precedente alla competizione.

Il quadro complessivo delle decisioni della Grand Prix Commission delinea una MotoGP in profonda trasformazione, con l’obiettivo di arrivare al 2027 con regole più chiare, una griglia più compatta e un sistema tecnico rinnovato dalle fondamenta. Le prossime settimane potrebbero portare ulteriori dettagli sul sistema di concessioni previsto per la nuova era delle 850cc, ancora non reso pubblico nella sua interezza.