Una gara storica al Gran Premio d’Ungheria MotoGP: Marc Márquez ha conquistato la sua centesima vittoria in carriera, al termine di una battaglia intensa e spettacolare contro Pedro Acosta. Il catalano ha dovuto pazientare, lasciare spazio all’avversario e poi colpire nel momento giusto, portando a casa un risultato che entra di diritto nella leggenda del motociclismo mondiale. Sul podio con lui, Acosta in seconda posizione e Francesco Bagnaia in terza. Una gara che ha visto anche una maxicaduta multipla alla prima curva, diverse penalità, e ritiri eccellenti.
Punti Chiave
- Marc Márquez conquista la sua 100ª vittoria in carriera nel Gran Premio d’Ungheria MotoGP.
- Maxi-incidente alla prima curva al via: coinvolti Di Giannantonio, Bezzecchi, Martín, Fernández e Aldeguer, con Martín trasportato al centro medico.
- Pedro Acosta guida per molti giri e crea un vantaggio di oltre 1,7 secondi su Márquez, ma viene superato al giro 15.
- Maverick Viñales, Enea Bastianini (penalizzato due volte) e Fabio Quartararo hanno subito penalità; quest’ultimo si ritira a 4 giri dalla fine.
- Ai Ogura chiude in quarta posizione dopo una rimonta costante nella seconda metà di gara.
La maxicaduta alla Turn 1 e il caos del via
La gara dell’Hungaroring non poteva iniziare in modo più caotico. Già alla prima curva, al primo giro, si è verificato un incidente di proporzioni enormi che ha coinvolto ben cinque piloti: Fabio Di Giannantonio, Marco Bezzecchi, Jorge Martín, Raúl Fernández e Fermín Aldeguer. Lo scontro ha immediatamente esposto una bandiera gialla, mentre i commissari di gara hanno aperto un’indagine sull’accaduto. La situazione di Martín si è rivelata particolarmente seria, con il pilota che è stato trasportato al centro medico per accertamenti. Un episodio che ha scosso sin dai primissimi metri un weekend che si preannunciava già ad alta tensione.
Nonostante il caos alle loro spalle, Márquez e Acosta erano riusciti a rimanere fuori dai guai e a schizzare via verso la testa della gara, con Bagnaia a completare il trio di testa già dopo il primo giro. La classifica alla fine del giro inaugurale vedeva: Márquez, Acosta, Bagnaia, Miller, Marini, Moreira, Quartararo, Bastianini, Mir, Razgatlioglu. Un avvio pulito per i favoriti, mentre alle loro spalle il disastro aveva già ridisegnato la corsa.
Acosta domina i giri centrali: vantaggio di 1,7 secondi
Dal secondo giro in avanti, Pedro Acosta ha preso in mano le redini della corsa con autorità. Il giovane spagnolo ha effettuato un sorpasso all’interno su Márquez e ha cominciato a costruire un gap significativo sulla concorrenza. La scelta delle gomme si è rivelata un elemento strategico cruciale: i piloti erano divisi tra chi optava per due gomme medie e chi sceglieva una combinazione di media e soft, con tutto ciò che questo comportava in termini di gestione e prestazione nelle fasi finali.
Acosta ha allungato fino a creare un vantaggio di oltre 1,7 secondi su Márquez, mentre Bagnaia si trovava a sua volta 1,2 secondi alle spalle del pilota Ducati ufficiale. Jack Miller, quarto, accusava già più di 2 secondi di ritardo su Bagnaia. Al giro 10 la situazione in vetta era: Acosta, Márquez, Bagnaia, Miller, Marini, Moreira, Mir, Ogura, Lecuona, Razgatlioglu. Nel frattempo, le penalità continuavano a piovere: Maverick Viñales aveva già ricevuto un long-lap penalty, e si registrava anche un incidente tra Joan Mir e Enea Bastianini, messo anch’esso sotto investigazione e conclusosi con Bastianini che riceveva un long-lap penalty per unsafe rejoin.
Il sorpasso decisivo di Márquez al giro 15
La svolta del Gran Premio d’Ungheria è arrivata nella seconda metà di gara, con una sequenza di eventi degna di un film ad alto budget. Márquez aveva cominciato a recuperare terreno su Acosta, erodendo progressivamente il vantaggio accumulato dal pilota GASGAS. Al giro 14, Acosta ha commesso un errore in frenata prima di una curva: Márquez ha tentato il sorpasso, ma è andato largo, permettendo ad Acosta di difendersi e mantenere la leadership. Una piccola imperfezione che ha rimandato di un giro l’epilogo.
Al giro 15, Márquez non ha lasciato margine di errore: sorpasso netto, pulito, deciso. La leadership era sua e non l’avrebbe più ceduta. Una seconda bandiera gialla è stata esposta poco dopo, causata dal ritiro di Mir, che si è schiantato a terra. Bastianini, nel frattempo, incassava anche una seconda penalità per aver preso una scorciatoia, aggiungendo ulteriore drammaticità a una sua gara già compromessa. Anche Quartararo riceveva un long-lap penalty per una scorciatoia alla Turn 10, mentre Razgatlioglu otteneva un avvertimento per i limiti della pista.
La rimonta di Ogura e il finale con la vittoria numero 100
Nelle fasi conclusive della gara, un nome ha catturato l’attenzione degli appassionati: Ai Ogura. Il pilota giapponese ha condotto una rimonta silenziosa ma efficace nel corso dei giri centrali, superando Mir per portarsi al settimo posto, poi scalando ulteriormente la classifica. Con quattro giri al termine, Quartararo si ritirava definitivamente dalla gara, liberando ulteriore spazio per Ogura che saliva in quinta posizione. Nell’ultimo giro, il giapponese completava la sua rimonta portandosi addirittura in quarta posizione, un risultato di grande valore.
Davanti a tutti, però, regnava Márquez. Con oltre 2 secondi di vantaggio su Acosta nelle ultime fasi, il catalano ha amministrato il finale con la serenità di chi sa di avere la corsa in pugno. All’arrivo, la vittoria numero 100 in carriera era sua: un traguardo leggendario che pochi piloti nella storia del motociclismo mondiale hanno mai raggiunto. Acosta ha chiuso in seconda posizione, dimostrando ancora una volta le sue qualità nonostante la sconfitta, mentre Bagnaia ha completato il podio in terza posizione. La classifica finale vedeva: Márquez, Acosta, Bagnaia, Ogura, con Marini, Moreira, Miller, Lecuona, Bastianini e Binder a completare la top 10 al giro 21.
Il Gran Premio d’Ungheria si chiude dunque con un capitolo storico scritto da Marc Márquez, un pilota capace ancora una volta — come recita la celebrazione social della MotoGP — di «bouncing back from injury yet again», di tornare grande ogni volta che sembrava alle corde. La stagione MotoGP 2026 prosegue ora verso i prossimi appuntamenti del calendario, con Acosta e Bagnaia pronti a rispondere nel tentativo di rimettere in discussione la supremazia del campione catalano.





