MotoGP COTA | Acosta domina l’FP1, Márquez cade al Turn 10

Pedro Acosta domina l'FP1 al COTA con 2:02.595, riprendendosi la vetta nel finale. Marc Márquez cade alla curva 10 ma è illeso; Di Giannantonio primo sotto il 2:01. Yamaha in crisi con Quartararo 17°.

Il MotoGP è arrivato al Circuit of the Americas per il suo terzo round stagionale, e la prima sessione di prove libere ha subito regalato spettacolo: cambi di leadership continui, una bandiera rossa per la caduta di Marc Márquez alla curva 10 e tempi in costante miglioramento fino all’ultima bandiera a scacchi. A mettere il proprio nome in cima alla classifica finale è stato Pedro Acosta, che ha strappato la prima posizione negli ultimi minuti con un giro estremamente incisivo.

Punti Chiave

  • Pedro Acosta ha chiuso l’FP1 al COTA in testa con il tempo di 2:02.595, riprendendosi la leadership negli istanti finali della sessione.
  • Marc Márquez è caduto alla curva 10 causando una bandiera rossa, ma è rimasto illeso e ha potuto tornare in pista.
  • Fabio Di Giannantonio è stato il primo a scendere sotto il muro del 2:01, con Jorge Martin che lo ha seguito poco dopo.
  • Yamaha ha faticato a trovare ritmo, con Fabio Quartararo miglior rappresentante del marchio soltanto in 17ª posizione.
  • Ai Ogura ha impressionato entrando nella zona 2:02 e risalendo fino alla terza posizione nella parte centrale della sessione.

L’avvio della sessione e i primi cambi di leadership

Quando i piloti sono usciti per la prima volta in pista al COTA, i tempi si sono attestati inizialmente in un intervallo compreso tra 2:04 e 2:09. A dettare il passo nelle primissime tornate è stato Francesco Bagnaia, che ha guidato la classifica provvisoria. La sua leadership, però, è durata poco: Marco Bezzecchi ha subito risposto abbattendo la barriera del 2:03, portandosi in vetta e dimostrando fin da subito la sua velocità su questa pista.

Con dieci minuti trascorsi dall’inizio della sessione, la top 10 presentava questo ordine: Acosta, Di Giannantonio, Bagnaia, Bezzecchi, Alex Márquez, Fernandez, Bastianini, Morbidelli, Binder, Martin. Un quadro già molto movimentato, che avrebbe continuato a cambiare per tutta la durata delle prove. Il weekend porta con sé una domanda ricorrente: riuscirà Bezzecchi a conquistare la sua quinta vittoria consecutiva, oppure sarà qualcun altro a spuntarla? E in particolare, il suo stesso compagno di squadra potrebbe essere l’insidia principale.

La caduta di Marc Márquez e la bandiera rossa al Turn 10

Il momento più adrenalinico della sessione è arrivato quando Marc Márquez ha perso il controllo della sua moto alla curva 10, andando lungo e finendo a terra. La caduta è apparsa particolarmente violenta, tanto che la direzione gara ha esposto la bandiera rossa per permettere ai commissari di intervenire in sicurezza e rimuovere la moto dalla traiettoria. Fortunatamente, il campione spagnolo è uscito dall’incidente senza conseguenze fisiche, permettendo alla sessione di riprendere regolarmente.

Al momento della ripresa, i primi piloti a tornare in pista sono stati Morbidelli, Binder, Ogura, Viñales e Rins. La scelta dei pneumatici in questa fase ha visto la maggioranza dei piloti optare per una gomma posteriore di mescola media, con la anteriore variabile tra soft e medium a seconda delle preferenze individuali. Una strategia che ha consentito di spingere con continuità senza compromettere l’usura nelle ultime tornate della sessione.

Acosta resiste, Ogura sorprende, Viñales lotta con il dolore alla spalla

Pedro Acosta ha confermato la propria leadership con un riferimento cronometrico di 2:02.595, un tempo di alto livello che ha tenuto a distanza gli inseguitori per buona parte della sessione. Una delle note positive della giornata è stata la prestazione di Ai Ogura, capace di scendere anch’egli nella zona 2:02 e di risalire fino alla terza posizione: un segnale importante per il giovane pilota, che continua a stupire a ogni uscita.

Più complicata la situazione di Maverick Viñales, che ha dovuto fare i conti con un persistente dolore alla spalla. Nonostante il problema fisico, lo spagnolo è riuscito a risalire fino alla nona posizione, dimostrando carattere. Brad Binder ha invece sfiorato una posizione ancora più alta: nonostante un piccolo errore di guida che gli ha impedito di esprimere tutto il potenziale del giro, il sudafricano è comunque riuscito a portarsi in quarta posizione. Sul fronte opposto, le due Aprilia si sono inserite in quarta e quinta piazza nel tentativo di risalire ulteriormente la classifica, senza però riuscire ad andare oltre in questa fase.

Bagnaia torna in vetta, poi Di Giannantonio spezza il muro del 2:01

Con venti minuti ancora sul cronometro, la top 10 si presentava così: Acosta, Di Giannantonio, Bezzecchi, Ogura, Martin, Bagnaia, Binder, Fernandez, Mir, Bastianini, con tutti i primi quindici racchiusi in meno di un secondo dal leader. Un quadro di straordinaria competitività che ha reso ogni giro potenzialmente decisivo per il posizionamento finale.

Approfittando di un momento di pista libera, Francesco Bagnaia ha piazzato un giro strepitoso, strappandosi la prima posizione dalla concorrenza. Ma la sessione era ancora lunga: con dodici minuti al termine, Raul Fernandez ha firmato un 2:02.409 che lo ha portato in testa. Poco dopo, però, è stato Fabio Di Giannantonio a cambiare le carte in tavola, diventando il primo pilota a infrangere la barriera del 2:01. Jorge Martin lo ha seguito quasi immediatamente, confermando il livello altissimo del gruppo di testa. Di Giannantonio ha poi migliorato ulteriormente il proprio riferimento in un tentativo successivo, alzando l’asticella della sfida.

Il capolavoro finale di Acosta e le difficoltà Yamaha

Con la bandiera a scacchi ormai prossima, Pedro Acosta si trovava in quarta posizione e aveva ancora un giro di attacco in serbo. Lo spagnolo ha dato vita a una tornata di grande qualità, riuscendo a strappare nuovamente la prima posizione e a chiudere l’FP1 davanti a tutti. Una prestazione che conferma le ambizioni del pilota e che manda un segnale importante agli avversari in vista del prosieguo del weekend texano.

Nota dolente della sessione, come anticipato, è stata la Yamaha: la casa di Iwata ha faticato a trovare il ritmo sul tracciato americano, con Fabio Quartararo che si è classificato soltanto 17° come miglior portacolori del marchio. Un gap preoccupante in ottica qualifiche e gara, che impone al costruttore giapponese una riflessione tattica in vista delle prossime sessioni.

Il fine settimana al COTA è appena iniziato e le domande restano aperte: Bezzecchi riuscirà a conquistare la quinta vittoria di fila, oppure Acosta, Di Giannantonio o Martin riusciranno finalmente a interrompere la sua striscia? Le sessioni successive forniranno risposte concrete, con le qualifiche che stabiliranno la griglia di partenza e forniranno un quadro più chiaro degli equilibri in campo.