Johann Zarco ha conquistato il miglior tempo nella sessione di prove libere pomeridiane del Gran Premio del Brasile di MotoGP, una FP2 resa carica di tensione e colpi di scena dalla pioggia che ha flagellato il circuito per buona parte dei 45 minuti disponibili. Il pilota LCR Honda si è garantito così l’accesso diretto alla Q2, chiudendo davanti a un gruppo di dieci piloti separati da meno di un secondo — una classifica che fotografa alla perfezione la complessità di una sessione in cui le condizioni dell’asfalto cambiavano di minuto in minuto.
Punti Chiave
- Johann Zarco ha chiuso al comando la FP2 del GP del Brasile, primo pilota a scendere sotto l’1:21 nel corso della sessione.
- La pioggia ha fatto la sua comparsa già nei primi 3 minuti dalla partenza, complicando le strategie di tutti i team.
- La sessione ha registrato almeno due cadute eccellenti: Brad Binder nei minuti iniziali e Jack Miller alla curva 12 al settimo minuto.
- Il brasiliano Diogo Moreira (LCR Honda) ha firmato un’ottima prestazione salendo fino al secondo posto — poi vanificata da una caduta nel Settore 2.
- Il top 10 finale è rimasto invariato negli ultimi venti minuti a causa del ritorno della pioggia, con i dieci qualificati diretti alla Q2 racchiusi in 0.800 secondi.
La pioggia trasforma la FP2: i primi minuti drammatici
La sessione pomeridiana del venerdì brasiliano si è rivelata tutt’altra cosa rispetto alle prove del mattino. L’importanza della FP2 in MotoGP è strategica: i dieci piloti più veloci conquistano un accesso diretto alla Q2, saltando la fase eliminatoria della Q1 e garantendosi una posizione di partenza potenzialmente migliore. Con questa posta in palio, il nervosismo ai box era palpabile ancor prima che i piloti scendessero in pista.
Non ci sono voluti molti minuti per capire che la giornata sarebbe stata tutt’altro che lineare. Già dopo appena 3 minuti dall’inizio della sessione, la pioggia ha iniziato a cadere su alcune parti del circuito brasiliano, rendendo le condizioni della pista estremamente variabili e pericolose. Le conseguenze non si sono fatte attendere: Brad Binder è stato il primo a finire a terra, portando a galla tutte le difficoltà di gestione di una moto da MotoGP sull’asfalto umido. Nonostante il dramma, la sessione è proseguita e i tempi sul giro sono risultati fin da subito sorprendentemente rapidi: le prime rilevazioni si attestavano in un intervallo tra 1:22 e 1:27, già sensibilmente più veloci rispetto ai migliori crono mattutini che si erano fermati attorno all’1:26.
Zarco e Moreira: la 1-2 LCR che ha stupito il paddock
La scelta delle gomme ha inevitabilmente pesato sulle prestazioni. La grande maggioranza dei piloti ha optato per una mescola posteriore soft, abbinata a una soft o a una medium all’anteriore — una configurazione pensata per massimizzare il grip su un asfalto che alternava zone asciutte a zone bagnate. Ed è proprio in questo contesto che Johann Zarco ha preso il comando con autorità, migliorando il proprio riferimento di 0.200 secondi rispetto al secondo classificato e diventando il primo pilota a infrangere il muro dell’1:21.
A renderlo ancora più speciale, il momento in cui Diogo Moreira — il pilota di casa, brasiliano, che correva davanti al proprio pubblico — è riuscito a scalare la classifica fino alla seconda posizione, regalando alla squadra LCR una strabiliante doppietta provvisoria. Un risultato che ha fatto esplodere di gioia i tifosi presenti sulle tribune. La favola, però, si è interrotta bruscamente: a 10 minuti dall’inizio della sessione, Moreira è caduto nel Settore 2, perdendo ogni possibilità di migliorare il suo crono. Una caduta che ha ridimensionato l’entusiasmo ma non il valore della prestazione del brasiliano, capace di mostrare una velocità ben superiore rispetto al pomeriggio.
La classifica si consolida: Marc Márquez insegue, Bezzecchi affonda
Con 10 minuti trascorsi dall’inizio della FP2, la top 10 provvisoria presentava un quadro variegato e ricco di spunti: Zarco, Martin, Marc Márquez, Marini, Razgatlioglu, Viñales, Moreira, Acosta, Mir, Rins. Un mix di campioni, veterani e giovani talenti che rifletteva perfettamente la competitività della griglia MotoGP attuale.
Con il trascorrere dei minuti e il miglioramento delle condizioni in alcune parti del tracciato, la classifica ha continuato a evolversi. Marc Márquez è salito in seconda posizione nel tentativo di avvicinarsi a Zarco, mentre Pedro Acosta ha lavorato per scalare le posizioni, riuscendo a inserirsi in quarta piazza. Il tutto in un contesto in cui il gap totale all’interno del top 10 si era ulteriormente ridotto a soli 0.800 secondi, testimonianza di quanto fosse serrata la lotta per i dieci posti disponibili. A 30 minuti dalla bandiera a scacchi, la graduatoria mostrava: Zarco, Marc Márquez, Razgatlioglu, Marini, Acosta, Alex Márquez, Quartararo, Aldeguer, Bagnaia, Ogura.
Al contrario, la FP2 è stata una sessione da dimenticare per Marco Bezzecchi, che aveva brillato nella sessione mattutina riuscendo a inserirsi nella top 3, ma che nel pomeriggio si è ritrovato sprofondato al 19° posto — un crollo verticale che dimostra quanto fossero determinanti le condizioni e le scelte tecniche in una giornata così imprevedibile.
Il ritorno della pioggia congela la top 10 finale
Con ancora 22 minuti sul cronometro, il meteo ha deciso di fare nuovamente capolino: la pioggia è tornata a cadere sul circuito, spingendo i team a un calcolo rischioso. Vale la pena uscire con il rischio di cadere o perdere il posto in classifica, oppure è più prudente attendere che le condizioni migliorino? La maggior parte dei team ha scelto la seconda opzione, lasciando quasi deserta la pista.
Con 10 minuti alla fine, Bezzecchi è stato il primo a tentare un rientro in pista, probabilmente nella speranza di trovare un varco per risalire in classifica, ma il tentativo è durato pochissimo prima che il pilota rientrasse ai box senza aver migliorato il proprio tempo. Negli ultimi 2 minuti di sessione, alcuni piloti sono tornati in pista esclusivamente per effettuare prove di partenza in vista della gara del giorno successivo, senza alcuna ambizione cronometrica. Il risultato è stato che la top 10 è rimasta cristallizzata esattamente come si trovava da oltre venti minuti, con la pioggia che ha di fatto decretato i dieci qualificati diretti alla Q2.
L’accesso garantito alla Q2 per Zarco e gli altri nove piloti del gruppo di testa rappresenta un vantaggio tattico importante in vista delle qualifiche. Il francese dell’LCR Honda potrà concentrarsi sul costruire un time attack senza dover passare per la Q1, confermando una giornata che si è rivelata straordinariamente positiva per lui e per la sua squadra. I riflettori restano però puntati anche sulle condizioni meteo: se la pioggia dovesse continuare a fare capolino nelle prossime ore, le qualifiche e la gara stessa potrebbero riservare ulteriori colpi di scena degni del più imprevedibile dei Gran Premi brasiliani.





