MotoGP Brasile: Di Giannantonio in pole a Goiânia, Bezzecchi 2°

Di Giannantonio conquista la pole del GP Brasile a Goiânia con 1:17.410 passando dal Q1 e superando una caduta in Q2. Bezzecchi 2° (+0.070), Marc Márquez 3° (+0.081).

Fabio Di Giannantonio ha conquistato la pole position del Gran Premio del Brasile di MotoGP all’Autódromo Internacional Ayrton Senna di Goiânia, regalando al team Pertamina Enduro VR46 Racing Team un risultato straordinario. Il pilota romano ha firmato un giro da 1:17.410 in Q2, un tempo che nessun avversario è riuscito a battere nonostante i numerosi colpi di scena e gli incidenti che hanno caratterizzato una sessione carica di tensione e spettacolo. La particolarità di questa pole? Di Giannantonio ha dovuto prima lottare per sopravvivere al Q1, rendendo il risultato finale ancora più significativo e prezioso.

Punti Chiave

  • Fabio Di Giannantonio (VR46 Ducati) conquista la pole con il tempo di 1:17.410, dopo essere passato dal Q1.
  • Marco Bezzecchi (Aprilia) si qualifica secondo a soli 0.070 secondi, avendo stabilito il miglior tempo nel Q1.
  • Marc Márquez (Ducati) completa la prima fila in terza posizione, a 0.081 secondi dalla pole nonostante un incidente in sessione.
  • Fabio Quartararo porta la Yamaha in quarta posizione, con Jorge Martín quinto e Ai Ogura sesto.
  • Francesco Bagnaia chiude solo undicesimo, a 0.712 secondi dalla pole position.

Dal Q1 alla pole: la rimonta di Di Giannantonio

La giornata di Fabio Di Giannantonio all’Autódromo Internacional Ayrton Senna è stata tutt’altro che semplice. Il pilota romano del team Pertamina Enduro VR46 Racing Team si è trovato costretto ad affrontare il Q1, la sessione eliminatoria riservata ai piloti che non rientrano automaticamente nella top ten dei tempi combinati. Superare il taglio del Q1 è già di per sé una sfida, ma farlo per poi andare a conquistare la pole position conferisce al risultato una dimensione ancora più straordinaria.

Una volta approdato nel Q2, Di Giannantonio ha saputo alzare ulteriormente il livello, mettendo a referto il giro da 1:17.410 che ha fatto la differenza. Ancor più sorprendente è il fatto che il pilota italiano abbia dovuto fare i conti con una caduta nel corso della stessa Q2, riuscendo tuttavia a recuperare e a difendere la propria pole position fino alla bandiera a scacchi. Una prestazione di carattere, che racconta la maturità e la solidità mentale del pilota romano.

Bezzecchi e il tempo “fantasma” del Q1

Un dettaglio tecnico di grande interesse emerge analizzando i tempi della sessione: il riferimento cronometrico più veloce dell’intera giornata di qualifiche non è stato firmato da Di Giannantonio in Q2, bensì da Marco Bezzecchi nel corso del Q1. Il pilota Aprilia aveva già dimostrato un passo straordinario nella fase eliminatoria, stabilendo un benchmark che in termini assoluti si è rivelato superiore al tempo pole del compagno di pista. Questo dato evidenzia come le condizioni della pista siano evolute nel corso della sessione, con il Q2 che non ha necessariamente offerto un asfalto più performante rispetto al Q1.

Nonostante questo primato “morale” del Q1, Bezzecchi ha saputo mantenere la competitività anche nella sessione decisiva, chiudendo secondo con un distacco di soli 0.070 secondi da Di Giannantonio. Un risultato che lancia l’Aprilia come grande protagonista in vista della gara sul difficile tracciato brasiliano.

Marc Márquez e il duello per la prima fila

Neanche a Marc Márquez è mancato il brivido in qualifica: lo spagnolo della Ducati ufficiale ha dovuto fare i conti con un incidente che avrebbe potuto compromettere la sua sessione, ma ha saputo reagire con la determinazione che lo contraddistingue. Il risultato finale è una terza posizione in griglia, a soli 0.081 secondi dalla pole di Di Giannantonio. Un gap minimo, che sottolinea come la prima fila del GP del Brasile si sia decisa su differenze di centesimi e sul filo della perfezione tecnica. Márquez dunque scatterà dalla prima fila in un contesto in cui la rimonta dalla terza casella è certamente possibile.

La presenza in prima fila di tre piloti provenienti da contesti diversi — il satellite VR46, l’Aprilia e la Ducati factory — racconta la competitività trasversale che caratterizza questa MotoGP. Non è la stagione di un unico dominatore, e le qualifiche brasiliane ne sono l’ennesima conferma.

Yamaha sorride, Martín quinto: la griglia completa del GP Brasile

Buone notizie anche per Yamaha, che può festeggiare la quarta posizione di Fabio Quartararo. Il francese ha messo in mostra un passo decisamente competitivo sulla pista di Goiânia, piazzandosi a 0.151 secondi dalla pole e garantendosi una partenza dalla seconda fila in una posizione ideale per puntare al podio. Un risultato che fa morale per la casa di Iwata, impegnata nel proprio percorso di crescita in questa stagione.

Quinto posto per l’ex campione del mondo Jorge Martín in sella all’Aprilia, a 0.220 secondi dalla vetta. Sesto ha chiuso Ai Ogura con la Trackhouse, a 0.292 secondi, confermando la propria crescita costante nel gruppo dei protagonisti. La top ten è stata completata da Fermín Aldeguer settimo con la Gresini Ducati (+0.305), Alex Márquez ottavo sempre con Gresini Ducati (+0.389), Pedro Acosta nono sulla KTM (+0.624) e Johann Zarco decimo sulla LCR Honda (+0.655). Undicesimo Francesco Bagnaia sulla Ducati ufficiale, a 0.712 secondi dalla pole, seguito da Takaaki Nakagami su Pramac Yamaha a 1.012 secondi.

Pos. Pilota Moto Tempo/Distacco
Fabio Di Giannantonio VR46 Ducati 1:17.410
Marco Bezzecchi Aprilia +0.070
Marc Márquez Ducati +0.081
Fabio Quartararo Yamaha +0.151
Jorge Martín Aprilia +0.220
Ai Ogura Trackhouse +0.292
Fermín Aldeguer Gresini Ducati +0.305
Alex Márquez Gresini Ducati +0.389
Pedro Acosta KTM +0.624
10° Johann Zarco LCR Honda +0.655
11° Francesco Bagnaia Ducati +0.712
12° Takaaki Nakagami Pramac Yamaha +1.012

Ora tutti gli occhi sono puntati sulla gara sul circuito brasiliano dedicato ad Ayrton Senna. Di Giannantonio partirà dalla posizione ideale per puntare alla vittoria, con Bezzecchi e Marc Márquez pronti a dargli battaglia. La competitività della griglia — con appena 0.655 secondi tra il primo e il decimo — promette una gara aperta e avvincente, con almeno cinque o sei piloti realisticamente in lotta per le posizioni di vertice sul tracciato di Goiânia.