Pedro Acosta, attuale leader del campionato MotoGP, ha firmato il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio del Brasile a Goiania, storico ritorno della categoria nel paese sudamericano. Una sessione caratterizzata dalla pioggia battente, da una pista che si asciugava gradualmente e da una scommessa audace da parte di Jack Miller su Pramac Yamaha, il primo a montare le gomme slick mentre gli altri ancora si affidavano alle rain tyre.
Punti Chiave
- Pedro Acosta, leader del campionato MotoGP, ha chiuso al primo posto la sessione inaugurale del GP del Brasile a Goiania.
- La pioggia intensa ha causato un ritardo di circa un’ora sull’itinerario previsto, con la sessione allungata di 15 minuti per l’acclimatazione al tracciato.
- Jack Miller (Pramac Yamaha) è stato il primo a montare le slick dopo meno di mezz’ora di sessione, sfiorando il miglior tempo con un distacco di soli 0.087 secondi.
- Marc Marquez guidava la classifica all’uscita della bandiera a scacchi, ma Acosta, Miller e Bezzecchi lo hanno superato negli ultimi istanti.
- Fermin Aldeguer, rientro dall’infortunio, ha completato 15 giri chiudendo ottavo a 0.888 secondi dal vertice, muovendosi ancora con le stampelle nel paddock.
Pioggia e ritardi: la sessione inaugura il GP del Brasile con un’ora di slittamento
Il Gran Premio del Brasile fa il suo ritorno nel calendario della MotoGP e lo fa in grande stile meteorologico: pioggia abbondante, già protagonista nella fase di avvicinamento al fine settimana di gara, ha costretto gli organizzatori a rivedere il programma della giornata. La prima sessione di prove libere del venerdì, già estesa di 15 minuti rispetto alla durata standard per permettere ai piloti di familiarizzare con il layout del circuito di Goiania, è slittata di un’ora rispetto al programma originale.
Quando i piloti della classe regina sono finalmente scesi in pista, hanno trovato un asfalto bagnato che si asciugava progressivamente nel corso dei minuti. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, dato che le previsioni meteo indicavano il ritorno della pioggia prima che la MotoGP tornasse in azione nel pomeriggio del venerdì per la seconda sessione. Un fine settimana, insomma, che si preannuncia complicato da un punto di vista delle condizioni atmosferiche, con i team chiamati a letture tattiche continue sull’utilizzo delle mescole.
La scommessa di Jack Miller: primo sulle slick dopo meno di 30 minuti
Il momento tattico più significativo della sessione ha portato la firma di Jack Miller, pilota Pramac Yamaha. Il centauro australiano è stato il primo a compiere il salto dalla gomma da pioggia alla slick, a meno di mezz’ora dall’inizio della sessione — una mossa coraggiosa considerando le condizioni tutt’altro che asciutte del tracciato brasiliano. Miller ha quindi completato un intero stint da 10 giri, navigando abilmente tra le chiazze bagnate rimaste sull’asfalto, senza che nessun altro pilota decidesse di seguirlo immediatamente nell’utilizzo delle gomme da asciutto.
La strategia sembrava inizialmente non pagare: i piloti in gomma da pioggia hanno continuato a registrare i tempi più rapidi per la maggior parte della sessione. Tuttavia, negli ultimi minuti, Miller è improvvisamente emerso nella lotta per il vertice della classifica, sfiorando il miglior crono con un distacco di soli 0.087 secondi. Un margine minimo che testimonia quanto la sua lettura della pista fosse stata, alla fine, quasi perfettamente corretta.
Gli ultimi secondi ribaltano la classifica: Acosta davanti a Marquez, Bezzecchi e Miller
Il finale di sessione ha regalato uno dei colpi di scena più classici della MotoGP in condizioni miste. Quando è sventolata la bandiera a scacchi, era Marc Marquez a occupare la vetta della classifica. Ma negli ultimi frenetici istanti, una serie di piloti ha migliorato il proprio crono, riscrivendo completamente la graduatoria finale.
Pedro Acosta, attuale leader del campionato mondiale, ha strappato la prima posizione al pilota spagnolo. A seguirlo nella rimonta finale anche Jack Miller — premiato dunque dalla sua scommessa sulle slick — e Marco Bezzecchi, che hanno entrambi superato Marquez. Un ultimo giro collettivo che ha reso la sessione molto più movimentata di quanto il suo svolgimento ordinato avrebbe lasciato presupporre. La sessione, come sottolinea la cronaca, è stata sostanzialmente priva di incidenti degni di nota, a eccezione di qualche escursione fuori pista qua e là da parte di qualche pilota alle prese con l’asfalto insidioso.
Aldeguer torna in pista con le stampelle: ottavo al rientro dall’infortunio
Una delle notizie più significative del weekend brasiliano riguarda il rientro di Fermin Aldeguer, reduce da un infortunio che lo ha tenuto lontano dalle competizioni. Il pilota spagnolo si muoveva ancora nel paddock con una stampella, a testimonianza di come la sua condizione fisica non sia ancora pienamente ristabilita. Nonostante ciò, Aldeguer ha scelto di tornare in sella e ha offerto una prestazione più che credibile nelle circostanze: ottavo posto nella classifica finale, a 0.888 secondi dalla vetta, con 15 giri all’attivo.
Curiosamente, il conteggio dei giri percorsi da Aldeguer lo accomuna a Diogo Moreira, il pilota di casa brasiliano, anch’egli a quota 15 tornate — il valore più basso in assoluto tra i protagonisti della sessione. Per Moreira, gareggiare davanti al proprio pubblico rappresenta un momento speciale, e il fatto che il giovane talento brasiliano si trovi in questa lista è comprensibile date le aspettative e la gestione della sessione inaugurale su un tracciato che torna nel calendario iridato dopo anni di assenza.
Il programma del venerdì prevede una seconda sessione di prove libere, ma le previsioni meteo lasciano aperti molti interrogativi: la pioggia è attesa di ritorno prima che la MotoGP riprenda la pista, il che potrebbe ridisegnare ulteriormente gerarchie e strategie gomme. Acosta guiderà il gruppo con la consapevolezza di aver già dimostrato velocità sia in condizioni bagnate che miste, confermandosi il favorito del weekend brasiliano. Occhi puntati anche sull’evoluzione delle condizioni fisiche di Aldeguer, che potrebbe decidere di spingere ulteriormente nelle sessioni successive.





