Mosca, pilota Ferrari: «Disegnavo le macchine rosse da piccolo»

Tommaso Mosca, pilota ufficiale Ferrari classe 2000, si racconta dal Paul Ricard: dal debutto a Daytona alla 24 Ore di Spa, fino al sogno della 499P e di Le Mans.

Tommaso Mosca ha realizzato il sogno di una vita. Il pilota bresciano classe 2000, uno dei volti nuovi del programma piloti ufficiali Ferrari, si racconta senza filtri dal paddock del Paul Ricard, dove ha debuttato nel GT World Challenge Europe – Endurance Cup. Una stagione già partita forte, con la 24 Ore di Daytona alle spalle, e un calendario fitto di appuntamenti davanti a sé: tra gare Endurance e Sprint, Spa e Monza, Mosca ha le idee chiare su dove vuole arrivare.

Punti Chiave

  • Tommaso Mosca, classe 2000 e nato a Brescia, è uno dei piloti ufficiali Ferrari per la stagione in corso, con esordio alla 24 Ore di Daytona nel campionato IMSA SportsCar Championship.
  • Nel GT World Challenge Europe – Endurance Cup condivide l’abitacolo con Alessio Rovera e Nicklas Nielsen, lineup che Mosca definisce «un grande salto di qualità».
  • La 24 Ore di Spa sarà la sua quarta partecipazione all’evento: per il pilota italiano si tratta della «gara GT più importante al mondo».
  • Mosca guarda già al futuro: il sogno nel cassetto è guidare la Ferrari 499P e partecipare alla 24 Ore di Le Mans nella categoria Hypercar.
  • L’obiettivo dichiarato per il primo anno da ufficiale è crescere tecnicamente, ma anche vincere: «Sono una persona molto ambiziosa».

«Quando Ferrari ti sceglie, significa che sei arrivato a un livello altissimo»

Le parole di Mosca al Paul Ricard fotografano un momento che va ben oltre il semplice salto di categoria. Diventare pilota ufficiale del Cavallino Rampante è per lui il coronamento di un’ambizione coltivata fin dall’infanzia: «Diventare pilota ufficiale Ferrari è stata una soddisfazione pazzesca. È qualcosa che cerchi sempre: quando Ferrari ti sceglie significa che sei arrivato a un livello altissimo. È un sogno che avevo da quando ero piccolo, quando disegnavo le macchine rosse».

Non si tratta di retorica. Mosca ha costruito questa opportunità attraverso un percorso tutt’altro che lineare, fatto di pazienza e di scelte che non tutti avrebbero compiuto: «Il mio è stato un viaggio un po’ diverso dagli altri. Non ho sempre gareggiato a tempo pieno: per diversi anni, infatti, ho partecipato a poche corse. Poi le opportunità sono arrivate e ho cercato di dimostrare il mio valore. Da lì è cambiato tutto». Una storia che racconta come nel motorsport GT di alto livello la costanza e la capacità di farsi trovare pronti al momento giusto possano valere quanto anni di attività frenetica.

L’esordio da ufficiale a Daytona: «Ferrari rappresenta l’Italia e viceversa»

Il battesimo ufficiale con i colori Ferrari è avvenuto oltreoceano, nel primo round dell’IMSA SportsCar Championship, sul leggendario tracciato di Daytona. Un’esperienza che Mosca descrive con emozione genuina: «A Daytona è stata un’esperienza incredibile. Essere lì, in America, da pilota italiano portacolori del Cavallino Rampante è stato qualcosa di speciale. Non una pressione, ma una grande soddisfazione: Ferrari rappresenta l’Italia e viceversa».

La distinzione tra pressione e soddisfazione non è banale. Portare il marchio più iconico del motorsport italiano in una delle gare più famose al mondo avrebbe potuto pesare sulle spalle di un giovane all’esordio. Mosca, invece, ha saputo trasformare quel peso in carburante, dimostrando una maturità che va oltre i suoi anni. Dal circuito della Florida al Paul Ricard, il passaggio all’Europa è stato naturale, con lo stesso spirito di chi sa di avere qualcosa da dimostrare ma anche qualcosa da godere.

GT World Challenge Europe: la line-up con Rovera e Nielsen come stimolo di crescita

Nel GT World Challenge Europe – Endurance Cup, Mosca divide l’abitacolo con Alessio Rovera e Nicklas Nielsen, una line-up di assoluto spessore internazionale. Una scelta che il pilota bresciano vive come un’opportunità unica di crescita: «È un grande salto di qualità. Avere compagni così esperti e veloci è uno stimolo enorme. Io ho un’ambizione molto alta e voglio crescere il più possibile anche grazie a loro».

Il programma stagionale prevede sia gare nel format Endurance sia nel formato Sprint, due discipline che Mosca considera sempre più simili per intensità e approccio: «Oggi non esiste più una vera differenza: che siano 24 ore o una gara più breve, si va sempre al massimo. Cambiano solo alcuni dettagli, come la strategia, ma il livello è sempre altissimo». Una visione che riflette l’evoluzione del motorsport GT moderno, dove la preparazione fisica e mentale deve essere identica indipendentemente dalla durata della corsa.

Spa e Monza: i due appuntamenti simbolo della stagione

Tra tutti gli appuntamenti in calendario, due spiccano per il loro valore simbolico e sportivo. La prima è la 24 Ore di Spa, che Mosca conosce bene avendola già affrontata in precedenza: «Sarà la mia quarta partecipazione. È la gara GT più importante al mondo, ha un fascino unico, a partire dalla pista. Arrivi con una carica e un’aspettativa diverse da qualsiasi altra gara». Il tracciato belga delle Ardenne, con le sue curve iconiche e la sua imprevedibilità meteorologica, rappresenta il banco di prova per eccellenza per ogni pilota GT che voglia misurarsi con il meglio del mondo.

Il secondo appuntamento del cuore è Monza, il Tempio della Velocità, la gara di casa per eccellenza: «È il Tempio della Velocità e vogliamo essere veloci anche noi. Correre in Italia con Ferrari è sempre qualcosa di indescrivibile. L’obiettivo è chiaro: fare bene e regalare emozioni ai tifosi». Gareggiare davanti al pubblico italiano, con la Ferrari, nel circuito che più di ogni altro incarna la storia dell’automobilismo nazionale: per Mosca è una responsabilità che si porta con orgoglio.

Il sogno della 499P e la 24 Ore di Le Mans: «Mi piace sognare in grande»

Guarda già oltre l’orizzonte immediato, Tommaso Mosca. Con la stessa naturalezza con cui ha descritto il suo percorso fino a oggi, il pilota bresciano allarga la visuale verso i traguardi più ambiziosi del motorsport endurance mondiale: «Visto che stiamo parlando di sogni, ovviamente mi piace sognare in grande: poter guidare un giorno la Ferrari 499P, e partecipare alla 24 Ore di Le Mans e Hypercar, come per ogni pilota della Ferrari credo, sono dei grandissimi desideri che, un giorno, mi auguro potranno essere coronati».

La Ferrari 499P, il prototipo Hypercar con cui il Cavallino Rampante è tornato a Le Mans, rappresenta il vertice assoluto del programma sportivo del brand. Aspirare a quel cockpit non è solo un sogno romantico: è l’indicatore di dove Mosca vuole collocarsi nel panorama del motorsport nei prossimi anni. E con la determinazione che ha già dimostrato, percorrendo un cammino «diverso dagli altri» per arrivare fino qui, nessuno scommetterebbe contro di lui.

La stagione è appena entrata nel vivo e per Tommaso Mosca ogni gara è un tassello di un progetto a lungo termine: imparare dai compagni di squadra, affinare la tecnica di guida, raccogliere risultati. «Voglio imparare tanto, crescere tecnicamente, ma anche vincere. Sono una persona molto ambiziosa e cercherò di ottenere il massimo in ogni gara». Il cammino del pilota bresciano con Ferrari è cominciato, e i prossimi appuntamenti del GT World Challenge Europe — da Spa a Monza — saranno già un test importante per misurare i progressi di uno dei talenti più interessanti del GT internazionale.